Dolomiti, gli impegni non rispettati

Alla veneziana Ca’ Foscari il 17 dicembre 2019 è stato presentato da undici associazioni ambientaliste un dossier sulle Dolomiti nel decennale della Fondazione Dolomiti Unesco. Il dossier, suddiviso in nove capitoli, ripercorre la storia del rapporto con l’Unesco a cominciare dall’annuncio della Fondazione a Siviglia il 26 giugno 2009 per iniziativa di Mountain Wilderness, Legambiente e SOS Dolomites con la narrazione del rigoroso impegno che ne è seguito: un impegno di proposta e critica teso alla conservazione di uno dei più importanti siti naturalistici e paesaggistici del mondo. Dopo anni di tentativi falliti di interlocuzione con la Fondazione, le Associazioni, loro malgrado, hanno deciso di presentare questo dossier dettagliato degli impegni non rispettati direttamente alla Sede Centrale di Parigi. Nella conferenza stampa del 17 dicembre a Ca’ Foscari le associazioni firmatarie si sono riproposte di illustrare gli obiettivi condivisi della Fondazione, l’assenza di iniziative, le diffuse incoerenze fra quanto scritto nell’atto programmatico di gestione e le scelte politiche attuate nei territori. Nel documento è altresì dimostrata la fragilità del progetto e il rischio di annullarne il suo originale scopo di tutela del territorio e del paesaggio. Ne estrapoliamo, sintetizzandoli, quattro esemplari aspetti relativi al paesaggio, alla situazione delle Tre Cime di Lavaredo, agli ingorghi dei passi dolomitici e alla devastante preparazione delle piste per i campionati del mondo di sci in programma nel 2021.

PAESAGGIO. Viene evidenziato nel dossier come molte delle criticità individuate interessino ambiti adiacenti al “core” del patrimonio tutelato o si situino ai confini di aree protette o della rete Natura 2000. Si tratta di interventi che, qualora venissero realizzati, condurrebbero, anche all’interno dei confini del Patrimonio, a una notevole erosione della qualità del paesaggio e a una sua ulteriore, deleteria antropizzazione ludico/consumistica. Per non parlare del ritorno negativo riguardante la sopravvivenza della fauna selvatica. Se si vuole veramente tutelare le Dolomiti il dossier suggerisce che bisogna partire da pochi snodi strategici:

  1. la determinazione nel non permettere che le attuali aree sciabili subiscano ampliamenti (né all’interno del “core” né ai suoi confini), anche quando tali ampliamenti vengano spacciati come alternative “ecologiche” al dilagare della mobilità automobilistica;
  2. al di sopra dei fondovalle va vietato ogni ulteriore potenziamento della ricettività alberghiera (rifugi privati) e del ristoro;
  3. la pressione turistica, soprattutto se motorizzata, dev’essere drasticamente tenuta sotto controllo, non arretrando di fronte alla necessità di porre divieti e limitazioni, anche radicali ed impopolari. Sono tre punti di partenza che non esauriscono i problemi ma fungono da pietre miliari per indirizzare un percorso che si vorrebbe virtuoso.

TRE CIME DI LAVAREDO. Fin dagli anni ’80 il mondo ambientalista continua a chiedere la chiusura al traffico automobilistico privato della strada che conduce da Misurina al rifugio Auronzo. Ogni anno i parcheggi in quota disposti su ben tre livelli vengono ampliati a scapito della naturalità dei ghiaioni che scendono dai versanti meridionali delle famose e incombenti Tre Cime di Lavaredo; ogni estate l’area si trasforma in un parco giochi ormai incontrollabile, ingestibile. Nonostante i continui solleciti l’Amministrazione comunale di Auronzo, socia sostenitrice della Fondazione, non ha mai avviato un progetto di controllo e riduzione di una accessibilità tanto aggressiva e invadente, affrontando nel contempo la ricerca di soluzioni di accesso alternative e meno impattanti.

PASSI DOLOMITICI. I passi Fedaja, Falzarego, Cima Banche, Giau, Tre Croci, Monte Croce, Mauria, i quattro passi storici Sella, Gardena, Campolongo, Pordoi, il Duran, la Staulanza, il Cibiana, il Rolle e Valles, Carlo Magno, in estate e in inverno si trasformano in distese di parcheggi disordinati che invadono spazi fragili e strategici dal punto di vista paesaggistico ed ecologico. La percezione del significato della montagna è dovunque snaturata dal chiasso, dall’inquinamento, dal disordine, dai rifiuti, dalla sovrapposizione sul paesaggio di quelle sterminate valanghe di metallo su ruote. Si afferma l’importanza cruciale della riqualificazione dei passi dolomitici, tanto dal punto di vista funzionale quanto paesaggistico anche attraverso il miglioramento del trasporto pubblico e l’integrazione dello stesso con mezzi di trasporto a basso impatto energetico.

Le radicali trasformazioni dell’ambiente naturale d’alta quota per i Campionati mondiali di sci sono state rese possibili quest’anno in autunno grazie a un largo uso di esplosivo. In apertura gonfiabili a Pian del Crep. Sullo sfondo il Pelmo.

MONDIALI DI SCI. Per la preparazione delle piste dei campionati del mondo di sci alpino del 2021 a Cortina d’Ampezzo si sono potenziate e allargate numerose piste di sci, nel cuore delle aree protette del Patrimonio. Quelle radicali trasformazioni dell’ambiente naturale d’alta quota sono state rese possibili grazie a un largo uso di esplosivo, modificando in modo irreversibile la morfologia delle pareti e delle rocce, nel più assoluto silenzio della Fondazione Dolomiti UNESCO. Per sostenere l’iniziativa dei mondiali di sci alpino il Ministero dell’Ambiente (Italia), il Comune di Cortina d’Ampezzo, la FISI, la Fondazione Mondiali 2021 e la Fondazione Dolomiti UNESCO hanno elaborato una carta che si apre sostenendo la propria fedeltà allo sviluppo sostenibile e alla ricerca di un consenso dal basso presso le popolazioni locali per le diverse iniziative. È una dichiarazione di intenti per lo meno azzardata. I comitati ambientalisti di base locali, sostenuti da Mountain Wilderness e WWF, hanno elaborato una carta alternativa che elenca in modo preciso cosa significhi, per un simile territorio, uno sviluppo realmente sostenibile, non solo a parole, ma nei fatti.

CONCLUSIONI. Non viene rinnegata la fedeltà di principio all’idea originaria, lanciata dalle associazioni nell’agosto del 1993, in cui si prospettava l’inserimento dell’intera area dolomitica, dal Sarca al Tagliamento – città, villaggi, fondo valle compresi – come globale Monumento del mondo, sia naturale sia culturale. Anzi, le associazioni ambientaliste si dicono pronte a continuare a “collaborare all’interno dell’attuale e monca realtà”, senza essere disponibili a operazioni di facciata dietro alle quali continua ad avanzare imperterrita la speculazione legata a una visione del turismo oggettivamente in contrasto con la mission di un monumento del mondo.

Per Mountain Wilderness Italia il documento è firmato dal presidente Franco Tessadri. Il documento reca inoltre la firma dei Presidenti delle Associazioni Amici della Terra, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Federazione Pro Natura, WWF, Federazione Protezionisti sudtirolesi Dachverband, Lia per Natura y Usanzes, Peraltrestrade (Cadore), Ecoistituto del Veneto Alex Langer

SCARICA IL DOSSIER

2 thoughts on “Dolomiti, gli impegni non rispettati

  • 19/12/2019 at 17:00
    Permalink

    sono polemiche strumentali ? I QUAD – MOTO – TRAIL – ELISKI – CONCERTI – CONSUMO DEL SUOLO – STRADE – ABITAZIONI… ALTRO? Ma questa persona dove vive? Più volte ho auspicato che il riconoscimento UNESCO alle Dolomiti venga annullato! spero!

    Reply
  • 18/12/2019 at 10:06
    Permalink

    La presentazione del dossier sulle Dolomiti (che qui è possibile scaricare) il 17 dicembre 2019 a Ca’ Foscari da parte delle associazioni ambientaliste vorrebbe rappresentare anche la ripresa di un dialogo per ora inesistente con la Fondazione. Ecco intanto la replica del presidente di Dolomiti Unesco Mario Tonina. “Quelle mosse da alcune associazioni ambientaliste in questi giorni”, dice Tonina, “sono polemiche strumentali. Basti solo ricordare che Federica Corrado, presidente di CIPRA Italia, una delle associazioni sostenitrici della Fondazione Dolomiti UNESCO, ci ha scritto in questi giorni rinnovando l’adesione della sua organizzazione e esprimendo apprezzamento per quanto fatto finora. Se chi ci critica intende presentare un Dossier all’UNESCO di Parigi sul nostro operato, la cosa non ci spaventa, anzi. Una visita ispettiva di IUCN/UNESCO nelle Dolomiti sarebbe un’importante occasione di confronto e ci permetterebbe di illustrare al meglio il grande lavoro fatto in questi anni. Se gli ambientalisti ci aiuteranno ad ottenere una visita, saremo i primi a ringraziarli. La gestione di un bene complesso come le Dolomiti, che coinvolge territori e amministrazioni diverse e mette in gioco molteplici problematiche, interessi ed equilibri”, sottolinea Tonina, “non può essere banalizzata con facili slogan. Va compreso inoltre che, al di là dell’importante lavoro che stiamo facendo, disporre di una ‘piattaforma comune’ come la Fondazione è già un grandissimo risultato e soprattutto ci consente di guardare al futuro delle Dolomiti in maniera aperta e propositiva”. Il presidente così conclude: “La Fondazione non ha poteri coercitivi e non vuole nemmeno averne, considerato che la gestione di questo patrimonio, nel rispetto delle normative nazionali e internazionali, deve coinvolgere innanzitutto le comunità locali e deve essere da queste condivisa. Interessi e sensibilità possono essere diversi, ma disporre di una ‘piattaforma comune’ come la Fondazione è già un risultato straordinario e soprattutto ci consente di guardare al futuro delle Dolomiti in maniera lucida, aperta e propositiva”. Non una parola, salvo errori, sui tanti irrisolti problemi del territorio dolomitico messi in evidenza nel dossier.
    In questi link l’incontro di Ca’ Foscari come è stato raccontato e commentato da alcuni siti:

    https://nuovavenezia.gelocal.it/regione/2019/12/16/news/scoppia-la-guerra-delle-dolomiti-ambientalisti-contro-fondazione-1.38219436

    https://www.ladige.it/news/politica/2019/12/06/marchio-dolomiti-unesco-tonina-replica-ambientalisti-non-facciamo-solo

    https://mattinopadova.gelocal.it/regione/2019/12/16/news/scoppia-la-guerra-delle-dolomiti-ambientalisti-contro-fondazione-1.38219436

    https://www.rainews.it/tgr/bolzano/articoli/2019/06/blz-Dolomiti-Unesco-decennale-ambientalisti-ad2f395b-ef35-4392-9f01-8df8f8a878b0.html

    https://www.giornaletrentino.it/cronaca/trento/il-dossier-ambientalista-in-anteprima-a-venezia-1.2213494

    Reply

Commenta la notizia.