Aree sciistiche in crisi. Mobilitazione in Francia

Centoventimila posti di lavoro potrebbero essere in pericolo alla fine del secolo per le avversità climatiche. A lanciare l’allarme in Francia sono gli impiantisti riuniti nell’associazione Domain Skiables de France (DSF) che annunciano una mobilitazione generale nel 2020. Ne dà notizia Mountain Wilderness Francia “prendendo atto con interesse delle dichiarazioni del presidente delle aree sciistiche”. Un primo allarme è stato dato nel 2018 dalla Corte dei Conti nella relazione annuale insieme con il rammarico perché le sue raccomandazioni risalenti al 2011 sono state “poco ascoltate”, in particolare quelle che invitavano le stazioni sciistiche a favorire percorsi di sviluppo sostenibile.

Mountain Wilderness Francia si dice totalmente disponibile a lavorare con i team delle aree sciistiche francesi per ridurre l’impatto sull’ambiente naturale. “Le aree sciistiche”, si legge in un comunicato di MW, “possono innovare e diventare attori coinvolti nella trasformazione verso un modello più ecologico, pilotando i loro investimenti verso la mobilità dolce, la gestione sostenibile delle risorse idriche, l’ottimizzazione energetica degli edifici o la conservazione degli spazi naturali”. Peccato solo, nota MW Francia, che i rappresentanti di DSF sostengano regolarmente progetti di sviluppo risalenti al secolo scorso. Tutto il mondo, si sa, è paese. L’occasione è ritenuta valida per l’associazione ambientalista nel far valere il suo impegno nel favorire il passaggio a un turismo alpino basato sulle specificità geografiche, naturali, culturali e umane dei diversi territori montani.

A sua volta, in un comunicato, Domaines Skiables de France (DSF) prende atto dell’innegabile cambiamento del clima sulle montagne francesi. L’associazione, che rappresenta 250 stazioni distribuite su sei massicci, lancia perciò un appello fra gli iscritti per una mobilitazione generale senza precedenti. Lo scopo è di finanziare entro aprile 2020 una ricerca di soluzioni concrete per la riduzione dei gas a effetto serra, la salvaguardia delle risorse idriche, la tutela della biodiversità e lo smaltimento dei rifiuti. Solo così entro il 2050 si potrebbero limitare, a quanto viene espresso nel comunicato, gli effetti negativi del riscaldamento globale sull’attività turistica invernale. Resta inteso che se l’aumento delle temperature non sarà contenuto al di sotto di 3 gradi potrebbero risultare in pericolo 120.000 posti di lavoro nei villaggi di montagna. DSF invita pertanto i suoi membri e partner a sostenere un approccio collettivo basato sul principio dell’innovazione per la conservazione del “patrimonio montano” nei suoi aspetti naturale, sociale, economico strettamente correlati. La presentazione di questo new deal che non ha precedenti nella gestione delle stazioni sciistiche francesi è annunciato per aprile alla fiera Mountain Planet di Grénoble. (Ser)

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