Inquinatori nel nome di Greta

Persona dell’anno 2019 secondo il Time, Premio internazionale per la Pace dei bambini, Nobel mancato, Greta Thunberg, la sedicenne svedese che lotta contro i cambiamenti climatici, ha segnato per sempre il modo in cui i suoi coetanei vedono questo mondo. Ma soprattutto ha dato una sveglia agli adulti: agiscano prima che sia troppo tardi. Si è presa come noto la sua buona dose d’insulti: in questo ha messo d’accordo il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, che le ha dato della “mocciosa”, e il suo omologo statunitense Donald Trump, che su Twitter l’ha definitiva una ragazzina ridicola. Ma tanti nemici, tanto onore se di questi nemici si tratta.

Che cosa possono dire adesso i suoi detrattori quando vengono a sapere di una spiacevole contraddizione che, sia pure indirettamente, la riguarda? Ecco, le cose stanno così: il merchandising centrato su Greta, dalle tazze alle t-shirt, è realizzato in gran parte con materiale inquinante. La denuncia viene dal Times. Il materiale venduto da Amazon sarebbe infatti realizzato con plastiche e tessuti in poliestere che di biocompatibile non ha nulla. E c’è di più. Tra le decine di prodotti analizzati solo un brand promette di devolvere il 10% a una ong per la salvaguardia del pianeta. Sarebbe a nostro avviso un peccato se per colpa del commercio e delle sue imperscrutabili leggi qualche ombra potesse oscurare la fama della piccola grande Greta (Ser)

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