MountCity, i più letti del 2019

Dalle drammatiche conseguenze della tempesta Vaia alla riscoperta di una via tracciata dal grande Riccardo Cassin nel gruppo della Concarena: ecco in sintesi e in ordine di “attrazione” i dieci eventi del 2019 che hanno maggiormente richiamato l’attenzione dei lettori di MountCity. Sono qui sintetizzati e accompagnati dai link per chi volesse leggerli ovvero rileggerli. La montagna “tra zero e ottomila” è stata raccontata in 705 articoli, tutti debitamente illustrati. Molti sono stati condivisi sui social: impossibile la conta dei clic (che secondo Michele Serra sta distruggendo alla base, e senza scampo, il margine di discrezionalità del giornalista o del blogger, la sua autonomia di giudizio, la sua libertà di scegliere e di sbagliare non a seconda di “quello che pensa la gente”, ma di quello che pensa lui…). Infine, i tre articoli più letti da quando MountCity esiste riguardano: 1) le vere immagini della tragedia all’Everest ricostruita sugli schermi in un film kolossal; 2) i poveri ragazzi periti nella tempesta del Brentei (Dolomiti); 3) il benefico elisir della popolazione Hunza nel racconto della dottoressa Oriana Pecchio. Grazie per averci fin qui seguito.

1) Le Dolomiti ferite ringraziano 

Pubblicato il  2/1/2019

Il Cai ha organizzato una raccolta di fondi, un bimbo ha messo a disposizione i suoi risparmi. Sono due esempi delle molteplici iniziative di solidarietà per le Dolomiti ferite dal maltempo, sottoposte a cure lunghe e costose. Mauro Corona ha a sua volta annunciato di voler devolvere alle popolazioni colpite dall’uragano il denaro percepito per le sue partecipazioni a un programma televisivo.

2) Monte Bianco, infernale “normale” 

Pubblicato il 6/5/2019

Sulla burocrazia che condiziona l’utilizzo della frequentatissima via “normale” di salita francese al Monte Bianco esprime riserve Luciano Ratto, tra i più autorevoli rappresentanti dell’alpinismo torinese. La sua analisi riguarda vari aspetti: dal business solo in parte giustificato fino alla problematica ospitalità offerta dai rifugi interessati dai nuovi provvedimenti.

3) Nasce la Società di Montagnaterapia

Pubblicato il 28/10/2019

Una quarantina di professionisti (medici, psicologi e psichiatri, infermieri, educatori) e alcuni volontari si sono trovati sabato 26/10 al Palamonti di Bergamo per fondare la Società Italiana di Montagnaterapia (SIMonT). Ne riferisce Lorenzo Dotti.

4) Stop agli zainetti sonori

Pubblicato l’8/7/2019 t

Un nuovo capitolo nel vasto repertorio del turismo cafone nelle Dolomiti. Come si apprende da Facebook, decine di persone con i bastoncini per il nordic walking e zainetti sonori al massimo volume risulta che abbiano percorso domenica 7 luglio i sentieri della Val di Fiemme.

5) Maledetta overconfidence 

Pubblicato il 16/12/2019

Come concause degli incidenti in valanga sempre più numerosi viene indicato l’eccesso di confidenza (overconfidence) che porta quelli “bravi” a superare i limiti imposti dalle circostanze, e la sempre più diffusa attitudine al “risk taking”, cioè ad assumere comportamenti rischiosi.

6) L’ultima battaglia di Paola Peila 

Pubblicato l’11/05/2019

Compianto per la scomparsa a Pavone Canavese (Torino), in seguito a malattia, di Paola Peila, alpinista e istruttore di sci alpinismo del Club Alpino Italiano di cui fu Direttore generale. Come Presidente di Soroptimist Club Milano alla Scala, la Peila focalizzò la sua opera sul tema “Donne e sviluppo” che ne caratterizzò il programma.

7) Raduno di fuoristrada tra le proteste

Pubblicato il 24/5/2019

Il Camp Jeep 2019 ha richiamato dal 12 al 14 luglio qualche migliaio di persone con potenti fuoristrada ai margini del Parco di Paneveggio. Accese polemiche per l’evento hanno riguardato la giunta provinciale trentina del leghista Maurizio Fugatti.

8) Lavoro e passione dalla città al rifugio 

Pubblicato il13/6/2019

A piedi s’impiegano quattro ore per salire da Novate Mezzola al rifugio Brasca passando per Codera. E’ il percorso che fa ogni week-end la coppia di milanesi che lo gestisce per pura passione. Della loro esperienza riferisce Lorenzo Dotti.

9) Sasc Furä di nuovo raggiungibile

Pubblicato il 29/05/2019

E’ di nuovo raggiungibile la capanna Sasc Furä nella svizzera val Bondasca, dal 23 agosto 2017 chiusa dopo l’apocalittica frana scesa quel giorno dalla parete nord est del Pizzo Cengalo. Un nuovo sentiero consente infatti di salire in modo sicuro fino alla capanna ai piedi del Pizzo Badile.

 10) La via dimenticata di Cassin

Pubblicato il 26/02/2019

Nel fascicolo “Inverno 2019″ il periodico in pdf “Lo zaino” degli istruttori di alpinismo e arrampicata lombardi del Cai offre la relazione di una via di Riccardo Cassin (1909-2009) dimenticata, anzi praticamente sconosciuta. Il grande alpinista lecchese la tracciò (difficoltà: TD, VI, dislivello: 800 m, sviluppo: 1000 m) nel 1939 con Nino Cattaneo sulla cima Golem, nel gruppo della Concarena. Lo stesso Cassin pare che se ne fosse dimenticato.

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