Difendiamo le montagne del marmo. Milano in prima linea

Due volte il dramma delle Apuane minate da un’escavazione del marmo sempre più aggressiva ha trovato un’eco suggestiva a Milano grazie al Premio Marcello Meroni che ogni anno, per merito della Società Escursionisti Milanesi, sezione del Club Alpino Italiano, porta alla ribalta una serie di amici della montagna sulla scorta del loro operato e della loro passione. Il riconoscimento toccò nel 2017 a Elia Pegollo dell’Associazione “La Pietra Vivente” di Massa, animatore culturale, poeta, fotografo che da anni si batte per l’integrità di ciò che resta nelle Apuane soggette al sempre più aggressivo e devastante operare delle cave. Nel 2019 il premio andò invece a Soledad Niclolazzi. A dipanare la storia tormentata dei monti di marmo è infatti da tempo con i suoi monologhi quest’attrice e regista di Carrara che, in occasione della rassegna “Musica nelle Apuane” organizzata dal Club alpino di Massa, presentò l’estate scorsa il suo spettacolo “Marbleland” a Campo Cecina, nella faggeta che circonda il rifugio Carrara del Club Alpino Italiano.

“Marbleland”, il monologo di Soledad Nicolazzi vincitore del Premio Marcello Meroni.

E’ forse il marmo che in qualche modo accomuna Milano con queste aspre e stupende montagne? Bianchissimo, proveniente dalle cave di Candoglia, quello del Duomo e della Madonnina “che brilla di lassù” come vuole la canzone di Giovanni D’Anzi. Altrettanto splendente nel suo candore è quello di Carrara e del suo Duomo proveniente dalle Apuane. Purtroppo all’inizio del 2020 non sono confortanti le notizie che arrivano da quei crinali, se è vero che la Commissione Sezionale Tutela Ambiente Montano del CAI di Massa ha organizzato per sabato 4 gennaio alle ore 16 a Massa una manifestazione a tutela delle Apuane.

Elia Pegollo

“La recente normativa regionale che tratta l’argomento escavazione in Toscana”, si apprende da un comunicato della Tam, “ha ridato la possibilità di aprire nuovi siti di escavazione attraverso piani attuativi che i comuni devono approvare. Tale possibilità ha già messo in cantiere l’apertura di ben sette nuove cave nel solo comune di Massa, che conta attualmente 16 cave attive, e molte altre nei comuni di Carrara, Vagli, Minucciano, Seravezza”. Va preso atto che la commissione del Cai ha iniziato “un percorso di contrasto a quelle che vanno considerate scelte amministrative scellerate, soprattutto alla luce del fatto che il ritorno economico sul territorio non giustifica lo scempio ambientale: negli ultimi 25 anni si sono persi oltre il 30% dei posti di lavoro nel comparto lapideo della Provincia di Massa Carrara (Fonte Fondo Marmo) e l’economia del territorio resta una delle ultime a livello regionale e nel centro-nord Italia con livelli di disoccupazione molto elevati” (la fonte è rappresentata dal Rapporto Economia 2019 Camera di Commercio Industria e Artigianato Massa Carrara).

Sempre da Carrara arriva l’annuncio della proiezione, la sera di venerdì 3 gennaio nella Sala di rappresentanza del Comune, di un documentario realizzato da Alberto Grossi. Significativo il titolo, “Cave cavem”, che arieggia l’avviso in latino “Cave canem” ancora in uso quando la custodia delle case viene affidata a cani particolarmente temibili. Dunque a causa delle cave le Apuane stanno scomparendo? Prepariamoci al peggio. Il Passo della Focolaccia, lungo la cresta del Monte Tambura, è stato abbassato di 50 metri dalle escavazioni. Le falde acquifere sono inquinate dagli olii esausti delle macchine impiegate per l’estrazione. Il Parco delle Alpi Apuane, creato nel 1985, appare incapace di tutelare l’ambiente o di favorire lo sviluppo di un’economia alternativa che riporti vita e ricchezza nei borghi montani. (Ser)

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