Emilio Comici e i signori della neve

Il rifugio Comici, 2153 m, in val Gardena è di quelli che d’estate fanno testo per gli amanti del lusso e degli ozi. Quei nababbi che rappresentano un target da coltivare per gli operatori turistici. Qualche tempo fa sul Corriere della Sera, la giornalista Isabella Bossi Fedrigotti lo mise nel mazzo delle strutture alpine che sempre più contribuiscono a “riminizzare” le Dolomiti con “ombrelloni da spiaggia, sdraio multicolori, bandiere, striscioni, palloncini, musiche da discoteca”. D’inverno attrae sciatori golosi e spendaccioni (la silver night nella notte di Capodanno 2019 registrava il tutto esaurito con prezzi da capogiro come si poteva leggere sul sito del rifugio: adulti 369 euro, “solo” 184 euro per i ragazzini sotto i 12 anni). Chef stellati, argenteria, champagne a fiumi. E tutt’intorno, come informava Aldo Grasso sul Corriere della Sera del 31 dicembre 2019, “ettari di montagna e piste da sci, una cabinovia, una seggiovia, un complesso reticolato di cannoni sparaneve, un bacino idrico per rifornirli”.

Emilio Comici (1901-1940)

Non se lo sarebbe aspettato questo scenario negli anni Trenta il famoso scalatore triestino Emilio Comici a cui è dedicato il rifugio, abituato a tiare la cinghia prima di diventare commissario prefettizio a Selva di Val Gardena. Anche se già a quei tempi in Val Gardena e dintorni il popolo del lusso incrociava quello dei coraggiosi alpinisti amanti dell’essenziale. Proprio lì, tra le guglie del Sassolungo, l’alpinista le cui spoglie riposano nel cimiterino di Selva, scalò insieme con Severino Casara il Grande Campanile, una strapiombante muraglia di 500 metri, dedicandolo nell’agosto ’40 a Italo Balbo, quadrumviro della Rivoluzione Fascista, personaggio di spicco nei salotti mussoliniani. Ora un interessante documentario, “I signori della neve”, disponibile on-demand su Dplay, in poco più di un’ora mette a fuoco tutto ciò che c’è dietro quel lusso così esibito e, insieme, dietro la valorizzazione su scala industriale della grande bellezza di queste Dolomiti. Non si può non ammirare perciò il complesso lavoro in vista della stagione invernale nel comprensorio sciistico in questione: un’eccellenza italiana secondo un’incontrovertibile definizione dello stesso Grasso sul Corriere, che forse Comici, circondato com’era nella sua veste di guida alpina da clienti illustri, riuscì a intravvedere prima della sua prematura scomparsa.

Nel gestire tutte queste meraviglie si affaccenda un team capitanato dal carismatico Igor.  “Un conto alla rovescia in vista dell’apertura della stagione tra collaudi degli impianti, grande spiegamento di gatti delle nevi e poderose sparate di cannoni”, lo descrive Grasso sempre più estasiato nel suo articolo che sa un po’ di spot pubblicitario. Non sfuggirà ai più attenti osservatori il colpo d’ala di chi ha montato il film: al dettaglio dei cannoni sparaneve subentrano le immagini di una montagna innevata per cause naturali, immersa non certo per merito delle moderne tecnologie in una magia che sarebbe piaciuta a Luis Trenker, gloria della Val Gardena. La stessa magia cara a Comici che all’epoca amava farsi fotografare tra le crode (mandando in visibilio le fan) a torso nudo “con i bicipiti duri come il legno di noce”. A proposito: il documentario “I signori delle cime” risulta visibile al Canale 52 del Digitale Terrestre, Sky Canale Canale 170, 171 e Tivùsat Canale 28. (Ser)

In un fermo-immagine, il team impegnato nel documentario “I signori della neve”. In apertura una veduta notturna del rifugio Comici in Val Gardena (da Internet).

2 thoughts on “Emilio Comici e i signori della neve

  • 07/01/2020 at 12:28
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    Il minimo che si può fare è non metterci piede. Anzi, girarci proprio alla larga. Mi spiace molto per il nome di Emilio Comici.

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  • 02/01/2020 at 18:52
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    EVVIVA LE DOLOMITI UNESCO!

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