“Design from the Alps”. Un secolo di creatività

La macroregione alpina Tirolo – Alto Adige – Trentino ha vissuto un’evoluzione attraverso i secoli come spazio culturale tra Monaco di Baviera e Venezia da un lato e tra Vienna e Milano dall’altro. La mostra “Design from the Alps 1920-2020” esplora per la prima volta in profondità la produzione e lo sviluppo del design moderno in questa dinamica area transfrontaliera. Aperta a Merano fino al 12 gennaio 2020 (Kunst Meran – Edificio Cassa di Risparmio), curata da Claudio Larcher, Massimo Martignoni, Ursula Schnitzer, è la prima rassegna completa sulla produzione e sulla cultura del design moderno. In mostra sono cento oggetti che raccontano un secolo di creatività, dagli intagli nel legno agli sci, dai giochi ai più sofisticati mezzi meccanici per l’alta quota.

Il progetto è promosso e organizzato da Kunst Merano Arte in collaborazione con NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, e la Libera Università di Bolzano / Freie Universität Bozen. Il ponderoso catalogo di 436 pagine testimonia di una laboriosa ricerca iniziata due anni fa con la selezione di oltre 100 prodotti. È stato possibile vedere chiaramente che, dal dopoguerra, alcune ditte hanno coinvolto per i loro progetti professionisti di fama.

L’intera area, dal Tirolo austriaco al Trentino italiano, risulta strategicamente collocata all’incrocio tra i flussi culturali provenienti perlomeno da quattro luoghi chiave per il design internazionale, e cioè Monaco, Vienna, Venezia e Milano. In ogni modo, tutti i maestri del territorio, quelli del passato e gli odierni, i più anziani come i più giovani, hanno sempre testimoniato un fortissimo attaccamento alla terra d’origine, non importa poi se per ragioni diverse l’hanno dovuta, per un po’ o per sempre, lasciare. Il caso più emblematico è quello di Ettore Sottsass junior, che è un po’ la figura chiave della ricerca: nato a Innsbruck, cresciuto fino ai dieci anni a Trento e poi trasferito per il resto della sua vita prima a Torino poi a Milano. Nelle sue memorie, nel suo lavoro, il senso di appartenenza ai luoghi natali è un filo conduttore continuo. “La mostra”, spiegano i curatori, “dovrebbe rappresentare uno stimolo a conoscere questi territori che hanno tanto prodotto dal punto di vista creativo e che spesso sono più conosciuti per le loro bellezze naturali”.

Commenta la notizia.