Devero: cronistoria di un paradiso in pericolo

L’impegno del Fondo Ambente Italiano (FAI) in un progetto di tutela dei valori paesaggistici e ambientali del Devero eletto suo “Luogo del Cuore” è l’ultimo aspetto di una battaglia che si trascina contro il piano strategico denominato “Avvicinare le montagne”. Una strategia che prevede nuovi impianti di risalita e infrastrutturazioni in questo angolo di paradiso delle Alpi Lepontine. Adesso il FAI annuncia che valuterà l’impatto del progetto sul preziosissimo patrimonio naturale del Devero e pubblicherà le Osservazioni previste dal processo di Valutazione Ambientale, in collaborazione con la LIPU, anch’essa impegnata nella tutela degli habitat e della vita del sito. L’argomento in questo inizio del nuovo decennio è all’ordine del giorno della Commissione Ambiente del Consiglio regionale Piemonte che giovedì 9 gennaio ha invitato in audizione il Comitato Tutela Devero perché esprima le proprie opinioni rispetto al contestato Piano Strategico “Avvicinare le Montagne”. Il Comitato raccoglie numerose voci che, per molteplici motivi e da differenti angolazioni, sono contrari alla pesante infrastrutturazione sul magnifico territorio protetto attorno all’Alpe Devero. Ad alcuni rappresentanti del Comitato è dunque affidato il compito di esporre alla commissione del Consiglio da poco insediato l’aspetto impattante sull’ambiente e le interferenze normative di “Avvicinare le Montagne”.

Intanto il Comitato continua la raccolta di firme – circa 90 mila finora – contro il progetto. Nella cronologia che qui è proposta da MountCity con la speranza di non aver saltato qualche importante passaggio (che è sempre possibile inserire se arriverà in redazione qualche cortese segnalazione in proposito) vengono indicate alcune importanti tappe nella tutela di questo meraviglioso e tormentato lembo delle Alpi Lepontine. Un paradiso che, a voler frugare nei tempi andati, non ebbe pace fin dal quindicesimo secolo, quando – come riferisce Enrico Rizzi nella sua fondamentale “Storia dell’Ossola” (Grossi, Domodossola, 2014) – subì la forza d’urto delle ondate confederate della vicina Svizzera. Buona lettura (Ser)

1910

Giovanni Leoni (1846-1920), cittadino di Domodossola innamorato di queste vallate, musicista e poeta, presidente del locale Club alpino, definito il “vate dell’Ossola”, fonda la Società Pro Devero per promuovere all’inizio del secolo lo sviluppo turistico. “Paradis di nost montagn, che in nissun sit igh n’han un alt compagn”, definisce enfaticamente in dialetto il Devero. Che questo paradiso non abbia uguali al mondo è ancora oggi una realtà sotto gli occhi di tutti i visitatori.

1971

Concatenare con impianti il Sempione con l’alta Valle Formazza. Questo si ripromette il Piano comprensoriale di sviluppo Ve.De.For, acronimo di Veglia, Devero, Formazza. I realizzatori non si sarebbero accontentati dei 113,350 chilometri del circuito, ma avrebbero tracciato per ogni territorio una serie di percorsi serviti dagli stessi impianti o da altri impianti minori, sino ad ampliare 4-5 volte la reale disponibilità di piste di discesa che avrebbe potuto raggiungere uno sviluppo complessivo di 200 chilometri. Con quale impatto sul territorio è possibile immaginare. Il progetto non ebbe seguito.

12 settembre 2015

Da una notizia riportata dal quotidiano La Stampa si apprende che alcuni lavori tra le piste da sci Cervandone e Loccia Ronda all’Alpe Devero sono stati scoperti dalla Forestale di Baceno in carenza delle autorizzazioni della Regione e delle soprintendenze: autorizzazioni indispensabili visto che si tratta di una Sic, zona protetta come Sito di interesse comunitario. Il cantiere viene messo sotto sequestro.

25 settembre 2017

Iniziativa senza precedenti, tre albergatori fanno sentire la loro voce in difesa della naturalezza del Devero. In una lettera alla presidenza della Regione Piemonte che ha tra i destinatari anche Mountain Wilderness, Alessandro Francioli (Antica Locanda Alpino), Luca Vanini (Bar pensione Fattorini) e Michele Galmarini (Rifugio E. Castiglioni del CAI Gallarate) chiedono che il collegamento con gli impianti della Val Divedro non venga fatto. “Crediamo”, spiegano questi professionisti dell’accoglienza, “che la realizzazione di questo collegamento comprometterà inesorabilmente la bellezza di queste montagne e il modello di sviluppo perseguito in questi anni, rendendo l’Alpe Devero una località turistica alpina uguale a tante altre”.

26 settembre 2017

La deliberazione del Comune di Baceno denominata “Condivisione documento dell’Ente Gestione Aree Protette dell’Ossola a favore della realizzazione di un collegamento impiantistico di risalita fruibile tutto l’anno tra la Valle Divedro e la Valle Antigorio” viene contestata in modo vibrante da Paolo Crosa Lenz, presidente del Parco Veglia Devero. Crosa Lenz precisa che tale deliberazione “è stata assunta dalla ‘Comunità delle aree protette’ costituita dai Sindaci dei Comuni del Parco (gli stessi Sindaci che hanno sottoscritto il protocollo d’intesa con la società proponente per la realizzazione dell’iniziativa), dal Presidente della Provincia del VCO e dai presidenti delle due Unioni montane ‘Valli dell’Ossola’ e ‘Alta Ossola’, ma non dal Parco”.

28 settembre 2017

L’organizzazione Gea Vco Naturaliter, che rappresenta 48 guide escursionistiche ambientali della Regione Piemonte iscritte nelle liste provinciali, esprime contrarietà al progetto “Avvicinare le montagne”. “I territori di Devero, Val Bondolero, Val Buscagna, Monte Cazzola e limitrofi”, si legge in una comunicazione in rete, “rappresentano zone rare per conservazione e bellezza, uniche in tutte le Alpi e in Europa. Il loro vero valore è mantenere questa unicità, quella che attira sempre più turisti/escursionisti soprattutto stranieri, amanti degli ambienti naturali veri e integri”. Contro il progetto confermano l’opposizione, tra gli altri, Mountain Wilderness e il Comitato “Salviamo il paesaggio Valdossola”.

3 ottobre 2017

Viene approvato il Piano Paesaggistico Regionale con l’intesa del Ministero dei Beni Culturali. Prevede l’integrità del crinale del Monte Cazzola, quello dove si ipotizza di arrivare con il prospettato impianto funiviario. Il progetto “Avvicinare le montagne”, come sottolinea la Commissione Interregionale Tutela Ambiente Montano Piemonte Valle D’Aosta del CAI, prevede una profonda infrastrutturazione dell’area, attraverso la costruzione di nuovi impianti a fune, che interesserebbe buona parte dell’Area SIC Veglia-Devero-Monte Giove e “causerebbe un diffuso impatto ambientale, frammentando habitat già di per sé in equilibrio precario”.

5 ottobre 2017

Mountain Wilderness Italia invia una lettera al presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e ad altri destinatari esprimendo le ragioni del no a nuovi impianti e negando che l’ipotesi di estensione del dominio sciistico di San Domenico all’Alpe Devero si armonizzi con gli impegni della Regione Piemonte in materia di tutela paesaggistica, conservazione della biodiversità, sviluppo sostenibile e green economy.

16 ottobre 2017

Nella sala convegni del Foro Boario di Crodo (VB) viene discusso in un affollato incontro informativo il progetto “Avvicinare le montagne”. L’incontro è organizzato dall’Unione Montana Alta Ossola di cui fanno parte i comuni di Baceno, Crodo, Formazza, Montecrestese, Trasquera e Varzo, tutti favorevoli ai nuovi impianti.

27 novembre 2017

Il Comitato Tutela Devero, nato per contrastare i progetti di nuove funivie e dei relativi impianti per l’innevamento artificiale, viene presentato ufficialmente a Domodossola. Tra gli aderenti risultano Mountain Wilderness, LIPU, Legambiente VCO, Italia Nostra VCO, Salviamo il Paesaggio Valdossola, Pro Natura Piemonte, la Compagnia dei Cammini. Il CAI (che non aderisce) dichiara: “Come Club alpino siamo impegnati per lo sviluppo sostenibile delle Terre alte e per porre fine alla devastazione dell’ambiente montano operato nel secolo e nei decenni scorsi. Siamo contrari alla realizzazione di nuove infrastrutture, nuovi impianti o all’ampliamento degli esistenti”. (Emilio Quartiani, Vicepresidente generale del CAI).

28 febbraio 2018

Incontro aperto al pubblico a Milano presso Patagonia Store organizzato da Mountain Wilderness per la presentazione del Comitato Tutela Devero. Intervengono anche i tre albergatori che si sono pronunciati contro il progetto sostenuto dai comuni ossolani.

9 agosto 2018

Un centinaio di persone si raccolgono al Museo dell’Alpeggio di Devero per ascoltare le riflessioni sul futuro di quest’area protetta in una serata organizzata da Legambiente e dal Comitato Tutela Devero. Chiude la serata una lettera inviata al Comitato dallo scrittore Paolo Cognetti, vincitore del premio Strega 2017. “La conservazione della vostra montagna”, scrive Cognetti, “non è solo ecologia: è anche il vostro futuro economico: un paesaggio integro varrà sempre più nei prossimi anni e ancora di più per i vostri figli. Varrà oro”.

10 gennaio 2019

Il Comitato Tutela Devero è convocato dalla Commissione Ambiente del Consiglio Regionale Piemonte. Il Comitato esprime  le proprie obiezioni sostenendo che “il progetto “Avvicinare le montagne” danneggia per sempre il paesaggio e l’ambiente. “Invece che bellezza, silenzio e biodiversità si vogliono folle e infrastrutture permanenti e invasive: seggiovie a sei posti con cupole in plastica, alti piloni, stazioni fino a 60 metri di lunghezza, bar e punti panoramici in cemento, servizi, sbancamenti, bacini e cannoni per la neve artificiale, nuove piste da sci, slittini e mountain bike”.

27 maggio 2019

La Giunta Regionale dà via libera alla realizzazione dell’intervento relativo a miglioramenti della strada di accesso alla stazione sciistica San Domenico, inserito come opera a carico del bilancio pubblico nel quadro degli interventi del Piano Strategico “Avvicinare le Montagne”.

2 settembre 2019

L’Europa consegna ai presidenti dei parchi Veglia-Devero (Piemonte nord-orientale) e Binntal (cantone Vallese) il riconoscimento di Parco Transfrontaliero, il secondo in Italia (sono 11 in tutta Europa) e il primo tra Italia e Svizzera. Un’attestazione importante che conferma quanto questo territorio sia unico e da salvaguardare.

26 settembre 2019

Il Comitato Tutela Devero e le Associazioni nazionali Legambiente e Lipu avviano un ricorso al TAR nei confronti di Regione Piemonte, Provincia VCO, Comune di Varzo e Società San Domenico Ski per impedire che il piano di sviluppo turistico “Avvicinare le Montagne” possa intaccare un patrimonio protetto che appartiene a tutti. Questo Piano Strategico, a quanto si legge nel ricorso prevede “più di cinquanta interventi di infrastrutturazione ad elevato impatto ambientale, con l’ampliamento e creazione di nuove costruzioni, impianti a fune, piste da sci e percorsi per mountain bike, bacini idrici, strade di accesso, parcheggi a raso terra e in silos. Il costo totale è stimato in più di 170 milioni di euro, ripartito tra investimenti privati della società che gestisce gli impianti di San Domenico e una quota pubblica di quasi 43 milioni di euro”.

15 novembre 2019

Il Fondo Ambiente Italiano annuncia di avere scelto l’Alpe Devero tra i vincitori dei “Luoghi del Cuore” da salvare. L’ente di gestione delle Aree Protette dell’Ossola esprime profonda soddisfazione e gratitudine al FAI per tale prestigioso riconoscimento che riconosce il concreto operato di tutela ambientale svolto dal Parco negli ultimi decenni per luoghi di assoluto valore europeo come le Alpi Lepontine.

Una veduta della piana del Devero con il vecchio albergo Cervandone di recente dato alle fiamme. Tutte le immagini qui pubblicate sono di Roberto Serafin/MountCity.

Le amministrazioni facciano chiarezza. Un comunicato del Comitato Tutela Devero

Nuovi alberghi, bar, ristoranti, seggiovie, teleferiche, bacini per la neve artificiale, piste; con relative strade, parcheggi, servizi. Dove? Dalla località di San Domenico, negli affascinanti spazi montani verso la leggendaria Alpe Devero da un lato e l’incontaminato Teggiolo dall’altro, in aree al limitare del Parco Devero Veglia, in gran parte protette da norme italiane e dell’Unione Europea. E’ il contenuto del tanto discusso Piano Strategico “Avvicinare le Montagne” proposto dalla Provincia del VCO e da quattro Comuni. Costo dell’intervento: quasi 43 milioni di euro di spesa pubblica e più di 130 dell’investitore privato, la San Domenico Ski srl.

Il Comitato Tutela Devero è stato invitato in audizione il 9 gennaio 2019 presso la Quinta Commissione del Consiglio regionale Piemonte per manifestare le proprie obiezioni. Al Consiglio da poco eletto ha esposto le criticità di ordine ambientale e normativo già altre volte sollevate, condivise da 91.000 persone che hanno firmato la petizione “Salviamo l’Alpe Devero” su change.org, cui chiunque può aggiungersi se ne condivide le motivazioni.

Che cosa chiede il Comitato?

  1. Chiede conto alle Istituzioni delle previsioni economiche del Piano: da parte dei promotori manca una relazione che descriva i tempi di rientro degli investimenti del Piano Strategico. Secondo stime effettuate sulla base dei dati dichiarati in “Avvicinare le Montagne”, comparando i possibili ricavi con altre stazioni sciistiche rinomate, anche ipotizzando per ogni parametro un valore molto ottimistico (numero di presenze, di posti letto, di giorni d’apertura in inverno e in estate, massimo innevamento senza flessioni, etc.), i costi degli interventi non risultano ripagabili in tempi utili. Infatti il Pay Back Period dell’investimento (gli anni necessari per ripagare l’investimento e cominciare a guadagnare) risulterebbe essere di 30 e di 48 anni a seconda che si tratti delle attività sportive (sci, MTB, trekking) o della ricettività. A questi anni occorre però aggiungere il tempo necessario per arrivare ai dati di fatturato utilizzati nello studio comparativo (che si riferiscono a località sciistiche da tempo avviate) e alla costruzione delle infrastrutture (almeno 7-8 anni di camion, scavi, ruspe, elicotteri, gru, movimenti di terra, con conseguente abbandono del Devero da parte dei turisti): se si dovessero correggere quindi i dati arriveremmo a Pay Back Period di 50 e di 70 anni. Con un termine così lungo il business sembra evidentemente insostenibile, anche perché supera la vita utile degli impianti stessi. Pur trattandosi di un ipotetico scenario di sviluppo economico, i risultati dell’analisi comparativa sono così sconfortanti da accendere una lampadina di allarme sulla sostenibilità economica di “Avvicinare le montagne”. Si invitano dunque le Amministrazioni a richiedere all’investitore dati precisi e dimostrabili in merito alla sostenibilità economica del progetto.
  2. Il Comitato chiede alla Regione garanzie: l’investimento ha uno stabile retroterra finanziario? Chi lo sosterrà? Quali i rischi di abbandono di un’operazione che si presenta così poco sostenibile? La Società San Domenico Ski srl, con socio unico e bilanci in deficit, in caso di fallimento dell’operazione risponderà solo con i 40.000 euro del suo capitale sociale. Quale è la garanzia finanziaria che le Amministrazioni hanno richiesto per questa operazione così impattante sul territorio pubblico?
  3. Il Comitato infine chiede trasparenza sui finanziatori: chi sono i beneficiari ultimi dell’investimento? San Domenico Ski è detenuta da una società svizzera i cui soci sono anonimi. Come è possibile che le istituzioni approvino un colossale progetto con impatti devastanti sull’ambiente e sul tessuto economico e culturale del territorio pubblico con un partner “anonimo”?

I rischi dell’operazione appaiono elevati, e lo scenario da evitare è chiaro: oltre ai danni ambientali della pesante infrastrutturazione in un’ area tra le più integre delle Alpi – per non dire dei lunghissimi tempi di realizzazione – con i dati a disposizione si può ipotizzare il rischio di un fallimento economico che, senza alcun garante, ricadrebbe sul bilancio pubblico e lascerebbe ulteriori scheletri abbandonati nel paesaggio. E’ uno scempio e una speculazione sul territorio, bene comune, ancora più intollerabile ora che la popolazione sta maturando consapevolezza sul mutato contesto climatico e sull’urgenza di salvaguardare l’ambiente.

Nell’ultimo anno 180.000 persone hanno raggiunto l’Alpe Devero per camminare e godere la montagna in questa magica area non infrastrutturata. Il Comitato invita le Istituzioni: perché non mettere a disposizione parte dei 43 milioni di euro di fondi pubblici previsti dal Piano Strategico per un sostegno alle Comunità locali (messa in sicurezza della strada di accesso, recettività diffusa e sostenibile), al di là e indipendentemente da “Avvicinare le Montagne”?

Comitato Tutela Devero

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