Linee guida in Trentino. Solo vuote parole

“Linee guida” è definito un insieme di informazioni sviluppate allo scopo di rendere appropriato, e con un elevato standard di qualità, un comportamento desiderato (Wikipedia). Prevalentemente non si tratta di procedure obbligatorie. Se mai lo fossero quante dovrebbero risultare nelle Dolomiti le iniziative attualmente ammesse che invece andrebbero sistematicamente proibite grazie alla salutare falce delle linee guida? Ne farebbero le spese megaconcerti live ad alta quota, sempre più frequenti in inverno ed estate, e raduni motoristici come l’ammucchiata delle jeep nel 2019 nel Parco di Paneveggio – Pale di San Martino o quella annunciata l’1 e 2 febbraio 2020, sempre nel parco citato, uno dei nove sistemi dolomitici inclusi nel Patrimonio Unesco. Trattasi in questo caso del “Suzuki 4×4 Hybrid Vertical Winter Tour 2020”, raduno di mezzi fuoristrada con l’allestimento di percorsi disegnati ad hoc su cui i 4×4 potranno essere testati.

Quest’area protetta del Trentino–Alto Adige, vale a dire il Parco Paneveggio-Pale di San Martino (dove per l’appunto nel primo week end di febbraio irrompono i mezzi fuoristrada dell’azienda che li produce e li promuove con lo slogan “Risveglia il tuo istinto”) venne istituita dalla Provincia autonoma di Trento nel 1967. Il suo scopo è quello di tutelare le caratteristiche naturali e ambientali, promuovere lo studio scientifico e l’uso sociale dei beni ambientali. Ma a quale uso sociale possono indirizzare le linee guida del Trentino in quest’area assediata dai mezzi fuoristrada, elettrici o meno che siano? Bisognerebbe chiederlo alla Giunta Provinciale di Trento che le linee guida per le manifestazioni in quota le ha approvate il 20 dicembre 2019 dopo una frettolosa gestazione.

“Sono linee che forniscono indicazioni di principio”, precisa per evitare equivoci un alto dirigente della Provincia, “e non una rigida disciplina della materia”. Appunto. Cambia forse qualcosa rispetto al 2018 quando, nei giorni pasquali erano in calendario in Trentino ben due affollate manifestazioni musicali in quota: sul ghiacciaio del Presena (Rap on the top con Jake La Furia) e sul monte Spinale (Bob Sinclair), in pieno Parco Adamello Brenta? Ma ora in Trentino hanno appurato, bontà loro, che gli eventi in quota necessitano di alcune regole. A parole si annuncia pomposamente che “la fruizione turistico ricreativa e sportiva nelle aree protette, ma più in generale in quell’ambiente montano meno antropizzato, debba orientarsi verso modelli centrati sulla cultura del rispetto e del silenzio”. E’ questo d’altra parte il motivo, salvo errori, per cui da tempo si battono inascoltate le associazioni ambientaliste che in questa faccenda delle linee guida hanno avuto si e no il ruolo di comparse. Totalmente inascoltate naturalmente. Tra l’altro, il tavolo di confronto chiamato a valutare preliminarmente gli eventi risulta privo di esperti esterni. Che cosa ne dicono i rappresentanti delle aree protette? Non dovrebbe forse servire l’autorizzazione del Parco per organizzare feste, sagre popolari e altre attività ludico-ricreative collettive, a patto che siano compatibili con la tutela dei valori del Parco? E non è forse vero che la fauna selvatica avverte anche a distanza la presenza umana e ne soffre?

Duro è il giudizio delle associazioni ambientaliste che in coro respingono le linee sia nel metodo che nel merito definendole un insieme di enunciati di principio, ma senza niente di concreto. “Avevamo chiesto ben altri impegni ma siamo stati ignorati. Ci sentiamo presi in giro: in pratica i territori e l’ambiente vengono resi marginali, soggiogati a funzioni di marketing”, dichiarano all’unisono Luigi Casanova di Mountain Wilderness e Luciano Rizzi del coordinamento delle associazioni ambientaliste del Trentino. Nel testo delle linee guida mancano tra l’altro riferimenti ai territori delle Dolomiti Unesco e regole precise per l’utilizzo della bicicletta in quota o dei droni, nonché il divieto di grandi raduni motociclistici e di spettacoli musicali dal vivo. Il fatto è che per definizione non c’è alcun divieto da rispettare nelle linee guida perché se ci fosse si dovrebbe parlare di protocollo, di codice o procedura e non di linee guida.

A sentirsi presi in giro dalla Provincia di Trento dovrebbero essere anche i turisti che a questo punto hanno tutto il diritto di considerare il Trentino come un luogo dove non andare. Basta pagare, Suzuki docet, e il Trentino non pone ostacoli. E a prevalere è come sempre la montagna da alcuni definita puttana che si vuole vendere a tutti i costi, e chi se ne frega della natura e di tutti quei turisti che vengono da queste parti per godere dei silenzi e della pace che la montagna, quella vera, sa regalare. Se il turista è questo che cerca, non ha che una scelta da fare: andarsene altrove. (Ser)

L’annuncio del raduno dei fuoristrada contrastato dagli ecologisti e dalla Società Alpinisti Tridentini apparso il 24 gennaio 2020 sul Corriere del Trentino. In apertura un aspetto del Parco di Paneveggio – Pale di San Martino (ph. Jessica Paruzzo)

3 thoughts on “Linee guida in Trentino. Solo vuote parole

  • 05/02/2020 at 11:25
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    Purtroppo, ho una sensazione di deja vu… non si tratta di accusare una sola parte politica (per quanto, effettivamente, vi sia oggi un’accentuata ottusità ed una totale assenza di sensibilità per le questioni ambientali), ma di considerare una sempre più diffusa distanza dei cittadini dalla necessità di accettare dei limiti al proprio agire. L’onnipotenza è la tentazione peggiore sia per chi governa sia per chi pretende di soddisfare ogni proprio desiderio. Ne avevamo già parlato proprio in questo sito un paio d’anni fa (http://www.mountcity.it/index.php/2018/04/03/ghiacciai-come-stadi-il-rap-dilaga-in-quota/): la montagna, come tutti i luoghi vulnerabili del pianeta, sta pagando un prezzo altissimo.

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  • 30/01/2020 at 17:49
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    SI RICOMINCIA – EVVIVA LE DOLOMITI UNESCO! Il ministro dell’ambiente ne è a conoscenza? Non si può fare niente per far cancellare LE DOLOMITI UNESCO da questo riconoscimento?

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  • 30/01/2020 at 17:35
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    E’del tutto normale quando le elezioni portano al “governo” della provincia personaggi di bassa levatura culturale e politica,
    Abbiamo la “panza” al potere e non il cervello,quelli delle “soluzioni facili per problemi complessi”,quelli che infine devono/vogliono rispondere a chi ha dato loro il voto:quindi avanti con la chimica senza controlli in agricoltura,avanti con la caccia senza limiti,avanti con la privatizzazione del welfare ed ovviamente con il più spregiudicato uso speculativo del territorio.
    L’imprenditoria di basso profilo,senza progettualità,visione di sistema,responsabilità,questa è il modello attuale.
    Chi difende la montagna,lupi ed orsi,le regole della civile convivenza fa parte dei “nemici”,in genere “comunisti” e comunque sconfitti.
    Il popolino minchione ,ignorante o arrogante si sente improvvisamente autorizzato e sostenuto nel dare il meglio di se stesso

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