Alpinismo estremo? No grazie, non più

Che senso ha sfidare la montagna oltre ogni rischio accettabile? La domanda più volte ripetuta da Andrea Purgatori nella puntata di “Atlantide” del 19 febbraio 2020 sulla Sette, tutta dedicata al Nanga Parbat “montagna assassina” e a Daniele Nardi e al suo crudele destino, ancora ronza per la testa mentre in rete si diffonde una notizia in qualche modo clamorosa. Viene diramata da Desnivel, dal 1981 la prima rivista mensile indipendente di arrampicata e alpinismo della Spagna. Riguarda il grande alpinista russo Denis Urubko e la sua meditata decisione di abbandonare l’alpinismo estremo a quota ottomila che il sito definisce “ochomilismo”. Urubko lo fa a 46 anni, pago della sua collezione di successi, compresa la salita di tutti i 14 Ottomila senza ossigeno. Questo si legge nell’autorevole sito spagnolo.

Il contributo di Denis in numerosi interventi di soccorso d’alta quota lo ha reso celebre e molto amato dal pubblico. Da ricordare tra tutti il salvataggio di Elisabeth Revol sul Nanga Parbat (2018) e, più recentemente, quello del nostro connazionale Francesco Cassardo sul Gasherbrum VII (2019). La decisione dell’alpinista russo, persona colta e di grande simpatia, scrittore di valore, può dunque essere la risposta che si prefiggeva di fornire la Sette nella puntata intitolata “Nanga Parbat. L’ultima sfida” protrattasi fino a tarda ora con il drastico parere dello scrittore Erri De Luca sull’irresistibile attrazione esercitata dalla “naturale” rischiosità dell’alpinismo. Non è un caso che altri rinomati alpinisti si siano comportati in passato come Urubko. Semplicemente rifiutandosi di gettare via questa vita, l’unica che abbiamo, finché ci è data in regalo. (Ser)

Fonte: https://www.desnivel.com

L’annuncio dato da Desnivel. In apertura un’immagine di Urubko tratta da Internet.

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