L’àiva che incanta i rumeni

In occasione della 5ª edizione dell’Alpin Film Festival, nelle sale mostre del Centro Multiculturale dell’Università della Transilvania nella città rumena di Brașov è stata presentata la mostra “Àiva. Semne de apă pe Valli di Lanzo” / Segni d’acqua nelle Valli di Lanzo. Gli scatti sono stati realizzati dall’associazione torinese di fotografi “Oculus Digitale”, nel corso di una campagna di riprese, da poco conclusa, con un impegno durato più di un anno, percorrendo oltre 1500 chilometri di strade, nella Val Grande e nelle Valli d’Ala, di Viù e del Tesso, inerpicandosi su mulattiere e sentieri. Il risultato del reportage condotto da 14 fotografi – Enrico Barale, Piervincenzo Bondonio, Maria Bufano, Luigi Casavecchia, Alberto Dagna, Alberto Dumassi, Pierangelo Gambotto, Aurora Intile, Andrea Maina, Federico Moschietto, Alessandro Pereno, Maurizio Rosati, Giuseppe Scrima, Giuliana Vittonetto, coordinati da Andrea Maina – sono 80 stampe, tutte rigorosamente in bianco e nero, selezionate tra le migliaia di immagini prodotte.

Quaranta di queste immagini sono state presentate in Romania e illustrate da Aldo Audisio, presidente onorario della Società Storica delle Valli di Lanzo. Alla presenza di un folto pubblico è stato ricordato il sostegno dell’Autorità d’ambito n. 3 Torinese, l’ente di governo per la programmazione del servizio idrico integrato, che ha condiviso il progetto e la determinante collaborazione dell’Associazione di fotografi Oculus Digitale che ne ha permesso la realizzazione. Quattro dei fotografi – Enrico Barale, Andrea Maina, Federico Moschietto e Giuseppe Scrima – erano presenti all’inaugurazione e hanno illustrato al pubblico le immagini in mostra.

A seguire, in versione completa, la mostra verrà presentata nell’area territoriale di pertinenza, a Torino e in altre sedi in Italia. Il senso del progetto, che presto diverrà anche un volume della Società Storica delle Valli di Lanzo, è stato sintetizzato in un pieghevole in lingua romena a corredo dell’esposizione che – come ricorda Michele Vietti, presidente della Società Storica delle Valli di Lanzo – “non è un esercizio estetico fine a sé stesso, non una promozione turistica di paesaggi d’acqua, ma un percorso culturale di riflessioni e di immagini per meglio salvaguardare le risorse e fornire spunti di riflessione sui temi della modernità, tra cui quello dell’ambiente, delle risorse naturali, della sostenibilità”.

“Le fotografie”, affermano Aldo Audisio e Laura Gallo, curatori dell’iniziativa, “sono l’esito di una campagna di riprese, ognuna con una sua peculiarità, frutto di una scelta ponderata, che a prima vista può apparire addirittura ripetitiva e (quasi) ossessionante. Mostrano l’Àiva (acqua nella lingua francoprovenzale) come se fossero segni, o disegni, lasciati su questo territorio dalla natura e dall’uomo”.

L’inaugurazione della mostra al Centro Multiculturale dell’Università della Transilvania nella città rumena di Brașov. In apertura, particolare di una delle immagini esposte.

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