L’amore per i monti del presidente più amato

Tutto il mondo ricorda Sandro Pertini mentre fa “no” con il dito girandosi verso la gradinata della tribuna d’onore dello stadio Santiago Bernabeu di Madrid. Era il giorno in cui l’Italia vinse i Mondiali di calcio 1982. Un gesto semplice per una persona semplice. Pertini, celebrato a trent’anni dalla scomparsa avvenuta il 24 febbraio 1990, è considerato il Presidente più amato dagli italiani. Un’altra immagine con cui gli italiani di ogni generazione lo ricordano è quella della partita a carte con Dino Zoff, Franco Causio ed Enzo Bearzot, giocata sull’aereo di ritorno dalla Spagna con la Coppa del Mondo troneggiante sul tavolino.

Fu questo lato “nazional-popolare” la chiave del successo pubblico di Sandro Pertini. Ma pochi ricordano che tale aspetto della sua personalità andava di pari passo con l’amore per le montagne, del tutto ricambiato con schiettezza dalla gente delle terre alte. Le sue vacanze nelle Dolomiti erano un’occasione di promozione turistica per il territorio con la suggestiva immagine del Capo dello Stato in maglione e calzettoni rossi. E i Monti Pallidi, come si sa, ne conservano memoria anche con il bel rifugio privato “Pertini” raggiungibile a piedi, con il facile sentiero “Friedrich August”, in 40 minuti dall’arrivo a monte della Funivia del Col Rodella, oppure in poco più di in un’ora dal Passo Sella. Nel cuore delle Dolomiti un piacevolissimo omaggio a un presidente che aveva le Dolomiti nel cuore.

Pertini in Val Gardena con due rappresentanti dei famosi Catores.

PS. Anche il “picconatore” Francesco Cossiga fu, tra i Presidenti della Repubblica, quello che prediligeva vacanze montanare andandosi a rifugiare in estate nella frescura della Val Gardena, a Selva, nella caserma del Centro di addestramento alpino dei Carabinieri. Una struttura in magnifica posizione in mezzo ai prati, all’inizio della Vallunga, ideale per una vacanza presidenziale.

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