Linee guida? Una sola: fate quel che vi pare

In dicembre la giunta Provinciale del Trentino varò un documento sulle linee guida per l’organizzazione di eventi in quota. In pratica, si trattò di semplici raccomandazioni. Nessun obbligo. Ci vuole poco a credere che non siano servite a nulla. E che le iniziative in alta montagna nelle zone protette non si siano arrestate. Ognuno in Trentino sembrerebbe libero di organizzare quel che gli pare nel modo che gli pare. A lanciare l’allarme, anzi a “tuonare” contro queste procedure (così si esprime la stampa locale), è stato di recente il presidente nazionale di Mountain Wilderness Franco Tessadri, chiedendo un ripensamento. Ora se Tessadri, persona mite e ragionevole, “tuona” c’è poco da stare allegri. Ma non è il solo a esprimere il suo malcontento e quello di chi la pensa come lui. Occorre registrare sulla stampa locale anche l’intervento “sconsolato” del presidente del Parco Adamello Brenta Joseph Masè. A “sconsolarlo” è l’annuncio di una serie di manifestazioni in quota nel Parco in vista della chiusura della stagione sciistica: si veda il concerto dei Bastard sons of Dioniso al Malghet aut di Folgarida l’8 marzo, ma anche la performance di Elettra Lamborghini sul ghiacciaio Presena a 2.700 metri in aprile.

“Debbo constatare con rammarico”, osserva Masè, “che la mia preoccupazione che i territori non si attenessero ai principi enunciati nelle linea guida si sta rivelando fondata. Nonostante l’apprezzabile sforzo della Provincia di elaborare un documento per orientare nella giusta direzione i soggetti impegnati a vario titolo nell’organizzazione di eventi, pare che ciascuno stia facendo ciò che gli pare”.

Musica a tutto volume in quota dunque. Decibel all’ennesima potenza. Altro che “approccio meditativo e rispettoso dell’ambiente”, come aveva ingenuamente auspicato Masè. Si può ancora andare avanti così? E conta qualcosa il Bidecalogo del CAI, approvato a Torino sei anni fa, il 26 maggio 2013? Non è forse vero che al Punto 1 (“La montagna e le aree protette”) il documento denuncia come “in determinate occasioni, il numero dei partecipanti e l’utilizzo di mezzi di trasporto e l’arredo si riveli incompatibile sia con il carico antropico sopportabile dalle zone coinvolte, sia con il forte impatto ambientale che tali manifestazioni producono“? Occorre ancora una volta definire sterili queste denunce, ovvero vuote parole e segni inequivocabili della granitica immobilità del CAI, di un certo CAI? (Ser)

Un concerto live allo Spinale. In apertura una veduta del Parco Adamello Brenta.

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