Quel numero chiuso in funivia e in chiesa

Il governo francese chiude il museo del Louvre. La paura del coronavirus induce anche a chiudere “per precauzione” le piscine del Santuario Mariano di Lourdes, nei Pirenei francesi. A Torino i fedeli sono invitati a “non scambiarsi un segno di pace” stringendosi la mano alla Gran Madre. Intanto il premier Giuseppe Conte il 1° marzo ha firmato il decreto per il contenimento e la gestione dell’emergenza coronavirus. Non sarà sfuggito un provvedimento senza precedenti nelle nostre montagne: nella zona gialla in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto è previsto il numero chiuso in funivia, così come in chiesa. “E’ consentito”, si legge nel decreto, “ lo svolgimento delle attività nei comprensori sciistici a condizione che il gestore provveda alla limitazione dell’accesso agli impianti di trasporto chiusi assicurando la presenza di un massimo di persone pari a un terzo della capienza (funicolari, funivie, cabinovie, ecc.)”. Le misure per Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e per le province di Pesaro e Urbino e Savona prevedono anche “la sospensione degli eventi e delle competizioni sportive” fino all’ 8 marzo. “Resta consentito”, è scritto nel decreto, “lo svolgimento di eventi e competizioni (…) all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse” .

Niente contatti stretti dunque in funivia e per il resto occorre cercare, quando si va a sciare, di fare tesoro delle raccomandazioni diffuse per contrastare la rapida diffusione del virus. Diffusione che peraltro suscita preoccupazioni anche nel vicino Canton Ticino e nei Grigioni dove sei sono i casi di contagio confermati e dove la famosa Engadin Skimarathon dell’8 marzo è stata annullata. In Svizzera venerdì 28 febbraio il Consiglio federale ha deciso con un’ordinanza che gli eventi con oltre 1000 partecipanti sono in linea di principio vietati. “I provvedimenti necessari disposti dal Cantone dei Grigioni”, si legge nell’ordinanza, “sono restrittivi ma trovano comprensione”.

Sempre “in linea di principio” si raccomanda in Svizzera di rinunciare a manifestazioni cui partecipano oltre 50 persone. Raccomandazione in singolare contrasto con quanto avviene in valle d’Aosta dove ha provocato risentite reazioni la decisione della World master association di cancellare i campionati mondiali di sci di fondo master a Cogne in programma dal 5 al 14 marzo. Nessuna comprensione per il provvedimento, ci mancherebbe. Il sindaco di Cogne Franco Allera parla di “decisione totalmente ingiustificata legata un allarmismo eccessivo. La Valle d’Aosta è senza casi di contagio, gli aeroporti sono aperti e i trasporti funzionano”. Peggio sicuramente se la passano nell’Africa invasa dalle cavallette. (Ser)

La funivia di Pigra (Como) è stata chiusa ma il virus non c’entra: manca il personale. In apertura funivia per un pubblico ristretto al Monte Bianco. Erano i favolosi (?) anni cinquanta… (ph. Serafin/MountCity)

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