Donne e montagna. Il virus cancella l’incontro dell’8 marzo

Fra i tanti eventi annullati per il diffondersi del corona virus, uno colpisce al cuore la montagna. L’8 marzo, festa della donna, Morbegno, città alpina dell’anno, è costretta a rinunciare a un incontro internazionale sul ruolo delle donne nella montagna. Un simposio concepito per ribadire che una società in cui uomini e donne partecipano in egual misura alla vita familiare e professionale è una società più adattiva e resiliente, capace di reagire meglio ai cambiamenti. E proprio nelle Alpi, dove vi sono contemporaneamente presenti regioni caratterizzate da debolezza strutturale e regioni con maggiore disponibilità di risorse economiche, la società dipende tutta da questa resilienza.

Ad annunciare l’annullamento dell’importante evento con cui si sarebbe celebrata nella cittadina valtellinese la festa della donna è l’associazione delle Argonaute, organizzatrici insieme con il locale Infopoint della Convenzione delle Alpi e con “Morbegno Città Alpina dell’Anno”. Nata nel 2004 dalla necessità di promuovere nel territorio alpino le pari opportunità, la partecipazione alla società della conoscenza, la cittadinanza attiva, l’Associazione Argonaute si regge grazie alla volontà e all’impegno di un gruppo di donne della provincia di Sondrio, in una realtà dove il disagio e l’incomunicabilità pesano ancora nella quotidianità femminile. Idealmente l’associazione rappresenta gli 8 milioni di donne che in Italia si occupano, quotidianamente, di qualcuno: figli, nonni, 
persone in difficoltà. Molte sono innamorate della montagna e iscritte al Club Alpino Italiano: come volontarie si prodigano nelle sezioni e sul territorio, spesso (non sempre) assumendo incarichi importanti nei consigli direttivi.

Oggi in montagna è noto che la maggior parte delle iniziative di microeconomia e di economia identitaria sono portate avanti dalle donne: dove rimangono loro la montagna non muore ma intraprende la strada di uno sviluppo diverso, in sintonia con la terra. Dove le donne se ne vanno, la montagna muore. La necessità di rafforzare l’influenza delle donne di montagna circa le decisioni d’interesse pubblico venne sottolineata dalla “Dichiarazione di Thimphu” (Buthan) nel 2002, Anno internazionale delle montagne. Nel 2017 la Conferenza delle donne, convocata ad Alpbach il 18 e 19 aprile 2017 dalla Presidenza austriaca della Convenzione delle Alpi, mise a sua volta in luce l’importante ruolo che in ogni parte del mondo le donne rivestono per lo sviluppo delle regioni montane, approvando un documento (la “Carta di Alpbach”) presentato alle Nazione Unite e all’Unione Europea. A Morbegno la festa dell’8 marzo sarebbe stata un’importante occasione per rilanciare la “Carta di Alpbach” di cui avrebbe dovuto riferire la Segretaria Generale della Convenzione delle Alpi, l’ex ministra slovena Alenka Smerkolj. La speranza è ora che su questo importante documento non torni a calare il silenzio. (Ser)

Le Argonaute, associazione di donne, sono nate nel 2004 a Sondrio dalla necessità di promuovere nel territorio alpino le pari opportunità. In apertura un’immagine del film di Anna Kauber “In questo mondo”.

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