Dolci montagne: una filosofia, una risorsa

Dallo scrittore Enrico Camanni, nella sua veste di presidente dell’associazione Sweet Mountains, riceviamo e volentieri pubblichiamo l’invito qui sottoscritto a impegnarsi per mantenere in vita questa iniziativa che annovera oltre 300 sostenibili realtà nelle Alpi del Nord Ovest, con la prospettiva auspicabile di estendersi in tutto l’arco alpino: sempre che le istituzioni, per lo più impegnate ad alimentare con il denaro dei contribuenti e con un inconcepibile “accanimento terapeutico” impianti ormai obsoleti, ne comprendano il valore offrendo a loro volta un doveroso sostegno. Qui sopra una veduta della “dolce” Chamois, in Valle d’Aosta.(Ser)

Gentili amici di Sweet Mountains, nel 2019 abbiamo fondato l’associazione Sweet Mountains, mantenendo con Dislivelli un debito di paternità e un rapporto di consulenza scientifica. Per il resto siamo diventati una realtà autonoma, che per il momento si prefigge, gratuitamente, di divulgare la cultura del turismo dolce sulle montagne italiane, nella convinzione che non ci sia alternativa, non più, perché un turismo che si mangia l’ambiente e le identità locali è insostenibile dal punto di vista etico, economico e ambientale.

Abbiamo fatto ogni sforzo per ottenere sostegno pubblico all’azione, ma a parte le pacche sulle spalle non è arrivato nulla. La politica continua a pensare e investire più o meno come negli anni ottanta del Novecento, anche se il mondo si è rovesciato e il riscaldamento climatico impone scelte urgentissime. Noi non molliamo, in compagnia di moltissimi operatori di buona volontà, di cui le trecento realtà mappate dal sito www.sweetmountains.it rappresentano solo una porzione limitata alle Alpi del Nord ovest. Il mondo sweet è assai diffuso dalle Alpi agli Appennini, e cresce ogni giorno a dispetto delle apparenze perché il cinquanta per cento dei turisti non si accontenta più di vivere un’emozione, ma cerca un’esperienza.

Ora urgono due passi fondamentali: l’aggiornamento del sito e una guida cartacea di alto profilo che esprima compiutamente le possibilità di turismo dolce sulle Alpi, cominciando ancora dal Nord ovest ma guardando oltre. Non ci giro intorno: abbiamo bisogno del vostro sostegno. Ogni donazione sarà preziosa per portare avanti il nostro impegno e per provare, insieme, a cambiare l’etica del turismo. Grazie per l’aiuto

Enrico Camanni, Presidente Sweet Mountain

Donazione Associazione Sweet Mountains, IBAN IT44Y0335901600100000165323

Dieci regole

1) Nessuno va in montagna per ritrovare la città. 2) Nessuno ha il diritto di portare la città in montagna. 3) Il turista non è una merce, ma una persona. 4) Il montanaro non è un servo, ma un ospite. 5) Se ospite e montanaro non si parlano, hanno perso entrambi. 6) Il turismo sostenibile non si mangia la montagna, la alimenta. 7) La lentezza non è una rinuncia, ma una conquista. 8) Il viaggiatore responsabile è curioso, rispettoso, attento. 9) La montagna non è un museo e nemmeno un lunapark. 10) La montagna dolce è l’unica montagna possibile.

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