Le bambine nepalesi piangono la loro fatina

Maria Cristina Milano

Il mondo del volontariato dovrà privarsi dell’opera di Maria Cristina Milano, il cui cuore si è fermato il 14 marzo a Milano. Un duro colpo per “Altevette onlus” l’organizzazione di cui era consigliera che si prende cura delle bambine in una remota regione dell’Himalaya, il Mustang (per maggiori informazioni è possibile contattare altevetteonlus@gmail.com oppure info@associazionethehabitat.org). Anche nella sua veste di vice presidente di Habitat, Maria Cristina molto si è prodigata perché queste ragazzine, per le quali era una specie di fatina, avessero finalmente una scuola nella regione dove vivono. Problema peraltro di non facile soluzione in Nepal dove più del 70% delle donne è analfabeta e l’opportunità di ricevere un’istruzione adeguata è di gran lunga inferiore per le ragazze rispetto ai ragazzi.

Mettendo a frutto l’esperienza accumulata all’Enel dove per diversi anni ha coordinato la comunicazione nel settore Enel Green Power (EGP), Maria Cristina era una presenza pressoché indispensabile nel coordinamento di varie iniziative che fanno capo all’associazione Quartieri Tranquilli (www.quartieritranquilli.it) impegnata a Milano nel creare nuovi progetti di volontariato per rendere più vivibili, più solidali, “più affettuosi” i quartieri. Determinante si è rivelato il suo operare nel progetto “Quartieri in quota” che da anni porta la montagna tra i ragazzi del Gratosoglio, ed è stato anche grazie a lei che, tra le varie iniziative, ha potuto vedere recentemente la luce, con il contributo di Enel e la partecipazione di MountCity, il “quaderno” sulla montagna “che fa scuola” dedicato agli insegnanti.

In questi giorni difficili per Milano, l’impegno di Maria Cristina si divideva equamente tra la fondazione della scuola femminile in Mustang che sta sorgendo a 4000 metri di altitudine grazie alla generosità di alcuni benefattori italiani, e l’impegno di Quartieri Tranquilli nell’offrire sostegno, con la Fondazione Buzzi (www.fondazionebambinibuzzi.it), al più antico degli 11 ospedali pediatrici italiani, il Vittore Buzzi. La prospettiva del progetto in cui purtroppo verrà a mancare l’operare volontario di Maria Cristina è di moltiplicare le possibilità di cura per i piccoli malati e di potenziare la ricerca. (Ser)

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