Bais e abraç aüra es fòl

Nòvas de Occitània, sezione di Chambra d’Òc (www.chambradoc.it), il portale che si occupa di salvaguardia, valorizzazione, promozione della lingua occitana e del territorio di questa minoranza piemontese, pubblica nel numero 197 il suggestivo poema in versi “Lo Coronavirus” di Roberto Plumini sia in lingua francoprovenzale affidato alla voce recitante di Matteo Ghiotto, sia in lingua occitana con la voce recitante Dario Anghilante. Questo tema di grande e drammatica attualità evidentemente non può che riguardare anche la minoranza delle Alpi piemontesi (valli del Cuneese e del Saluzzese, fino all’alta valle di Susa) sempre in equilibrio fra modernità e tradizione locale. Si tratta di una minoranza attivissima nel riscoprire poesia, musica e danza di queste popolazioni. Il titolo del post che state leggendo è ispirato alla bellissima composizione di Plumini ed è in lingua occitana: liberamente tradotto, significa “baci e abbracci adesso no” e fotografa uno degli aspetti inquietanti dell’epidemia che tutti stiamo vivendo (Ser)

Lo Coronavirus

di Roberto Piumini – Traduzione in lingua occitana di Peyre Anghilante. Voce recitante: Dario Anghilante

Roberto Plumini
Çò qu’es que dins l’aire vòla?
Lhi a qualquaren que sai pas?
Perqué un vai pas a escòla?
Aüra ne’n parlem, ja ja.
Virus que pòrta la corona,
es pas un rei de segur,
e nimanc una persona:
mas alora çò qu’es, malur?
Es un tipàs tot pichonet,
tan pichòt que pròpi,
per lo veire da da pè,
te chal lo microscopi.
Es un tipe velenós,
fèrm se’n ista pas jamai:
envaïent e despetós,
vòl se’n anar aicí e ailai.
Es invisible e legier
e, perilhosament,
microscòpic guerrier,
vòl intrar dedins la gent.
Mas tuchi nos, boquò,
siem aquela gent:
mi puei, e tu decò,
fòrabandir aquel malent.
Se t’escapa un estarnut,
esternua dins ton braç;
blòca lo vòl d’aquel brut:
lo fau mi, decò tu lo fas.
Quora salhes, a pena tornat,
vai a lavar-te las mans:
tuchi lhi bòts, chasque jornaa,
pas masque encuei, bèla deman.
Lava abo d’aiga e de sabon,
lava lòngtemp, bandat,
parelh, se lhi es, lo gorrinon
vai aval abo la refreschaa.
Tocha pas, abo lhi dèts,
ta gola, lhi uelhs, lo nas:
es pas que sie bandit,
mas es mielh se lo fas pas.
Quora encòntres de gent,
restatz luenhs, pas denant,
un pòl istar alegrament
sensa se sarrar las mans.
Bais e abraç? Pas lhi donar
tant qu’es en vir aquel ludràs,
es pus prudent remandar
tuchi lhi bais e lhi abraç.
Lhi a qualqu’un embarboirat,
mas es pas per Carnaval,
e es pas un bandit armat
que vòl te far de mal.
Es un dòuç barboirament
per filtrar ton respir:
per que aquel vil malent
se’n vane menc en vir.
E tant que lo babau
rodolea, nociu,
amís, sas çò que fau?
Me retiro en cò miu.
Es un’idea da gagnaire,
já qu’es barraa l’escòla,
tant que defòra, en aire,
aquel ludre vira e vòla.
E lhi amís, e lhi parents?
Bèla en casa, pas bojant,
un lhi ve, un lhi sent:
ista ensem sus un ecran.
Qui se vòl ben, pòl
gardar una distança:
bais e abraç aüra es fòl,
de mots en abondança.
Las paraulas son de dons,
de granas da liurar,
essent de granas bònas,
a qui volem amar.
Mi, tu, e tota la gent,
abo soanh e atencion,
baterèm certament
aquel marrit gorrinon.
E benlèu, quora aurèm
sobrat aquesta pròva,
tuchi ensem aprenerèm
una vita sàvia e nòva.
“C’è qualcuno mascherato / ma non è per Carnevale…” Nella foto d’apertura la guida alpina Alberto Re in vetta al Monviso con alcuni piccoli suonatori occitani.

La traduzione in italiano

Che cos’è che in aria vola?
C’è qualcosa che non so?
Come mai non si va a scuola?
Ora ne parliamo un po’.

Virus porta la corona,
ma di certo non è un re,
e nemmeno una persona:
ma allora, che cos’è?

È un tipaccio piccolino,
così piccolo che proprio,
per vederlo da vicino,
devi avere il microscopio.

È un tipetto velenoso,
che mai fermo se ne sta:
invadente e dispettoso,
vuol andarsene qua e là.

È invisibile e leggero
e, pericolosamente,
microscopico guerriero,
vuole entrare nella gente.

Ma la gente siamo noi,
io, te, e tutte le persone:
ma io posso, e anche tu puoi,
lasciar fuori quel briccone.

Se ti scappa uno starnuto,
starnutisci nel tuo braccio:
stoppa il volo di quel bruto:
tu lo fai, e anch’io lo faccio.

Quando esci, appena torni,
va’ a lavare le tue mani:
ogni volta, tutti i giorni,
non solo oggi, anche domani.

Lava con acqua e sapone,
lava a lungo, e con cura,
e così, se c’ è, il birbone
va giù con la sciacquatura.

Non toccare, con le dita,
la tua bocca, il naso, gli occhi:
non che sia cosa proibita,
però è meglio che non tocchi.

Quando incontri della gente,
rimanete un po’ lontani:
si può stare allegramente
senza stringersi le mani.

Baci e abbracci? Non li dare:
finché è in giro quel tipaccio,
è prudente rimandare
ogni bacio e ogni abbraccio.

C’ è qualcuno mascherato,
ma non è per Carnevale,
e non è un bandito armato
che ti vuol fare del male.

È una maschera gentile
per filtrare il suo respiro:
perché quel tipaccio vile
se ne vada meno in giro.

E fin quando quel tipaccio
se ne va, dannoso, in giro,
caro amico, sai che faccio?
io in casa mi ritiro.

È un’idea straordinaria,
dato che è chiusa la scuola,
fino a che, fuori, nell’aria,
quel tipaccio gira e vola.

E gli amici, e i parenti?
Anche in casa, stando fermo,
tu li vedi e li senti:
state insieme sullo schermo.

Chi si vuole bene, può
mantenere una distanza:
baci e abbracci adesso no,
ma parole in abbondanza.

Le parole sono doni,
sono semi da mandare,
perché sono semi buoni,
a chi noi vogliamo amare.

Io, tu, e tutta la gente,
con prudenza e attenzione,
batteremo certamente
l’antipatico birbone.

E magari, quando avremo
superato questa prova,
tutti insieme impareremo
una vita saggia e nuova.

Per ascoltare “Lo coronavirus” di Roberto Plumini, voce recitante Dario Anghilante:

http://www.chambradoc.it/novasN197Marc2020.page?docId=25224

Le valli occitane

Sono 13 le valli dove esiste una comunità di parlanti occitani, con una popolazione totale di oltre 200.000 abitanti. Sono 107 i comuni che, in Piemonte, hanno dichiarato la loro appartenenza alla minoranza linguistica occitana, in base alla legge 482/99, 120 i comuni che in base a ricerche linguistiche sono classificati di lingua occitana. Le valli hanno comodi accessi dalla pianura Padana e strade che seguono di norma il fondovalle.