Due nostri amici ci scrivono

Nessuno si salva da solo. Lo ha detto papa Francesco in quella piazza San Pietro livida di pioggia. Se c’è la speranza di salvarci, è anche grazie ai nostri medici e infermieri. Abbiamo un debito con loro come viene ribadito nelle lettere di due amici che riceviamo e volentieri pubblichiamo pur rendendoci conto che non è questa la sede più adatta per questo genere di messaggi dal fronte purtroppo sterminato della pandemia. Com’è giusto, i tributi agli eroici camici bianchi e verdi si moltiplicano su tutti i media. Sia in ogni modo benvenuto anche il ringraziamento dei nostri due amici, tenuto conto che in Italia cresce il numero dei medici contagiati e di quelli che hanno perso la vita nel compiere la loro missione e che sale purtroppo anche la richiesta di maggiori protezioni da parte del personale sanitario. 

Gratitudine

In questi giorni tristi di emergenza sanitaria e di conseguenti fratture familiari, relazionali e professionali, mi sento in dovere di ringraziare tutti coloro i quali si stanno prodigando per la tutela della salute sacrificando le proprie vite per la cura e assistenza ai malati di Covid 19. Mi rivolgo ai medici, agli infermieri e a tutti coloro che lavorano in ospedale. Oltre che ai familiari dei malati.

Grazie a tutti voi che state donando le vostre vite, pezzo a pezzo, a piccolissimi pezzi, giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto. Ogni giorno, ogni istante lottate per far vivere; combattete perché i vostri malati possano riprendere a tracciare il proprio cammino e a ritornare ai loro affetti.

Ogni giorno mille frammenti della vostra vita date in mille possibili gesti di attenzione, di professionalità, di cura…di amore. Gesti d’amore che spesso non appaiono, quasi sono impercettibili, che non fanno scalpore, eppure sono gesti della vostra esistenza, frutto della vostra tenacia, sangue del vostro sangue. Gesti che nascono dal cuore, che non chiedono ricompensa.

Grazie a tutti voi, persone che forse ho incrociato sulla mia strada, sulla metropolitana, su qualche sentiero di montagna, a fianco sul treno dei pendolari. Senza saperlo ho respirato la vostra umanità.

Grazie a tutti voi che, oggi, mi immagino con il corpo e i nervi spossati; stanchi, con pochi momenti di riposo, strappati ai vostri affetti con il coraggio di metterli da un lato, in questi giorni amari. Ma l’amore che avete per i vostri cari è l’intensità con cui vi prendete cura dei vostri malati. Ora, in questi lunghi giorni, non vi è differenza tra loro e voi la sapete vivere, gli date un senso. E’ il senso della vostra vita, il suo significato più profondo.

Grazie a tutti voi perché il lavoro che state svolgendo è una musica dolce che ci sostiene in attesa della speranza. Una musica dolce che attraversa le nostre vite, ci accoglie nelle nostre case, ci accarezza nelle nostre tristezze, ci accompagna nelle nostre solitudini, ci invita al soffio solidale per chi ci sta a fianco.

Grazie a tutti voi con grandissimo rispetto, stima e riconoscenza. Grazie a tutti voi perché la vita resti più forte della morte. Grazie a tutti voi, perché anche la morte può essere vissuta degnamente, con coraggio, senza essere soli. Perché la vostra mano in quella del moribondo è vita che si espande nel mondo. Anche in quello futuro.

Beppe Guzzeloni

 

L’infermiere

Grazie infermieri/e, siete sempre in prima linea, al servizio degli ammalati con tenacia e responsabilità, sapete ascoltare e interpretare i bisogni dei pazienti, con tempestività e grande professionalità.

Grazie infermieri/e, della vostra generosa disponibilità, siete veramente persone speciali e di cuore, svolgete il servizio agli ammalati con amore, gentilezza, di fondamentale importanza, che vi dona onore.

Grazie infermieri/e, sapete trasformare le difficoltà che incontrate nei reparti degenza, in forza e umanità, trasmettete agli ammalati, buon umore, calma, serenità, luce e speranza, svolgendo un  servizio di qualità.

Grazie infermieri/e, assieme alla terapia praticata con impegno, sicurezza e grande professionalità, non fate mai mancare ai pazienti, un carezza, un sorriso, che sono una sana medicina, fatta con bontà.

Grazie infermieri/e, siete meravigliosi, vi organizzate con efficienza il vostro lavoro in collaborazione, dentro un programma per obiettivi da raggiungere alti, per la salute degli ammalati, ogni vita salvata vi da grande soddisfazione.

Grazie infermieri/e, che non fate mai pesare la stanchezza sui malati, per i turni di lavoro duri per la mancanza di personale, sapete mantenere nervi saldi, occhi vigili, massima concentrazione su ogni prestazione.

Grazie infermieri/e, sapete lavorare con scienza, coscienza, utilizzando al meglio ogni vostra  risorsa umana, le avversità le fate diventare un’opportunità, per raggiugere l’ obiettivo, salute e benessere agli ammalati.

Grazie infermieri/e, del vostro sacrificio e impegno per combattere la nuova infezione, il coronavirus e di praticare i valori della vita, ora cerchiamo di restare tutti uniti assieme a voi e a tutti gli operatori sanitari, praticando i principi universali per tutti i cittadini, di prevenzione, cura e riabilitazione, andrà bene, c’è la faremo.

Francesco Lena

One thought on “Due nostri amici ci scrivono

  • 19/05/2020 at 17:22
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    Cari anziani non dimenticheremo, il vostro sapere, la vostra importante saggezza,
    abbiamo perso la vostra ammirevole generazione, piena di valori e di una speciale bellezza.

    Cari anziani non dimenticheremo, i vostri sudori, i vostri sacrifici e la vostra splendida umanità,
    abbiamo perso un pezzo importante della nostra storia, piena di contenuti sani e ricca di bontà.

    Cari anziani non dimenticheremo, l’ immenso lavoro che con tenacia avete fatto,
    per tirarci fuori dalle disastrose macerie, del dopo guerra, obiettivo raggiunto e realizzato.

    Cari anziani non dimenticheremo, il vostro impegno, di custodi della nostra bella costituzione,
    del vostro costante protagonismo, nelle associazioni di volontariato, nella società e nelle istituzioni.

    Cari anziani non dimenticheremo, quello che con responsabilità, vi siete battuti per le conquiste, civili culturali e sociali,
    del diritto alla salute, allo studio, al lavoro, alla sicurezza, tanti altri diritti tutti importanti e speciali.

    Cari anziani non dimenticheremo, il vostro impegno di custodi del progetto Europa, della pace, della democrazia e della libertà,
    questi tutti valori, ideali culturali, sociali e di un speciale contenuto di alta civiltà.

    Cari anziani non dimenticheremo, questo invisibile coronavirus che all’improvviso vi ha portati via,
    privando i nipoti, di un punto di riferimento, delle vostre storie, affetto, dolcezza, esempio di vita.

    Cari anziani non dimenticheremo, il vostro dovere da padri e madri, buon esempio per le figlie e figli,
    trasmettendo dei principi sani, dei valori della vita, umani, sociali e civili.

    Cari anziani non dimenticheremo, questo momento boio pieno di incognite e di tristezza,
    ve ne siete andati senza che potessimo tenervi per mano, dirvi una parola e senza potervi fare una carezza.

    Cari anziani meritavate più attenzione, più rispetto, non dimenticheremo il vostro immenso patrimonio,
    siete la nostra memoria, le nostre radici, i vostri valori di vita, umani , la vostra storia sarà la luce che illuminerà il percorso del nostro cammino per il nostro futuro.

    Francesco Lena Via Provinciale,37
    24060 Cenate Sopra ( Bergamo )
    Tel. 035956434

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