Pirellone, una scalata lunga sessant’anni

Fece notizia nel 2017 la “scalata” dei Ragni al grattacielo Pirelli costruito tra il 1956 e il 1961 su progetto di Gio Ponti, Giuseppe Valtolina, Pier Luigi Nervi, Antonio Fornaroli, Alberto Rosselli, Giuseppe Rinardi e Egidio Dell’Orto. Ma non fu la prima volta che l’elegante costruzione, che oggi compie sessant’anni, incontrò la montagna. Nel 1999, alla fine dello scorso millennio, i Ragni furono protagonisti di una spettacolare calata (una scalata alla rovescia, insomma) dal 32° piano fino a terra. Insieme con i maglioni rossi c’era l’impavido presidente della Giunta regionale Giancarlo Morandi, appassionato alpinista. Ora la festosa esibizione dei ragazzi in maglione rosso potrebbe ripetersi per celebrare la “ripartenza” della città così come a Wuhan il ritorno alla vita è stato celebrato con disegni di luci sui grattacieli dell’intero skyline. E’ solo un’ipotesi, ma fa piacere immaginare che possa essere così.

La citata esibizione dei Ragni avvenne nel 1999 in concomitanza con la rassegna “Milano Montagna”. Si fecero le cose in grande quella volta, con la regia di Rolly Marchi, con ben due mostre alla Permanente e ai Musei di Porta Romana e con una sfilata di auto d’epoca per le vie cittadine. A bordo c’erano vecchie glorie dell’alpinismo e dello sci come Riccardo Cassin, Pierre Mazeaud, Paula Wiesinger, Celina Seghi. Alcune di queste glorie sono ancora tra noi, solo un po’ più vecchie.

Intanto in questi giorni il grattacielo simbolo del boom economico ha celebrato il suo sessantesimo anniversario nel bel mezzo della crisi più nera. Il Pirellone resta quello che è sempre stato: un punto di riferimento, una sfida alla vertigine. Già, quella vertigine che gli alpinisti lecchesi sanno domare con tanta sapienza e competenza. Al Pirellone in questi giorni è anche toccato, con l’accensione strategica di alcune finestre, invitare la città a stare a casa. Proprio lui, povero Pirellone, sinonimo di affari e movimento, è stato a malincuore costretto a esprimersi così….

Oggi svettano sullo skyline di Milano la torre Hadid, la torre Isozaki, la torre Libeskind. Tutti i grandi architetti si sono cimentati con l’altezza. Ma il Pirellone resta il simbolo più accreditato della grande Milano. Con i suoi 127 metri è stato per 35 anni il grattacielo più alto d’Italia rappresentando al meglio la città con i suoi 31 piani, i 710 scalini in arrampicata, i 30 mila metri cubi di cemento e le quasi 4000 tonnellate di ferro, per un totale di 24 mila mq di superfici. Sarebbe bello, ripetiamo, che ancora una volta ci fossero gli alpinisti, meglio ancora i Ragni, a festeggiare lungo le sue pareti di vetrocemento il ritorno alla vita. Qualcuno è disposto a raccogliere questo invito e a portare avanti l’idea? (Ser)

Una visita inattesa nel cantiere del grattacielo Pirelli, ai tempi della sua costruzione. In quell’Italia del miracolo economico le maestranze riempivano così l’intervallo mensa, bivaccando sui marciapiedi. In apertura la spettacolare calata dei Ragni di Lecco nel 1999 in occasione della rassegna “Milano Montagna” (ph. Serafin/MountCity)

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