Nella tessera del Cai la frase del banchiere alpinista

Luigi Bombardieri (1900-1957)

Sono vangelo per il Club alpino le parole di Luigi Bombardieri (1900-1957), il banchiere milanese che tra il 1923 e il 1938 in Valtellina fece carriera anche come alpinista. “La montagna è scuola di carattere, onestà, solidarietà umana e amore per la natura” è la frase che prossimamente apparirà nelle tessere degli iscritti. Ha dato il grande annuncio il presidente generale Vincenzo Torti il 26 aprile in diretta live Instagram con Hervé Barmasse, alpinista e atleta del Team The North Face, e con Pietro Giglio, presidente delle Guide alpine italiane. “Nella frase”, ha osservato Torti, “risultano quattro punti chiave dell’azione odierna del Cai, concetti che Bombardieri seppe focalizzare con lungimiranza”.

A qualcuno forse dispiacerà che scompaia dalla tessera quell’altra frase attribuita al profeta del Cervino Guido Rey (1861-1935) dallo stile roboante ma dalle cadenze indubbiamente più musicali: “Io credetti e credo la lotta con l’alpe utile come il lavoro, nobile come un’arte, bella come una fede”. Prima ancora era stata una frase di Benito Mussolini a figurare nella tessera degli iscritti: “Sono fiero di appartenere al Club Alpino Italiano scuola di italianità e di ardimento”. Altri tempi.

Guido Rey (1861-1935)

Di amore per la natura, come auspicato da Bombardieri, non c’era in verità alcuna traccia nella frase di Rey che pure si è battuto per la purezza delle vette, mentre l’argomento è di indubbia attualità e il Cai non fa che ricordarlo con il suo Bidecalogo, codice di autodisciplina per gli iscritti. Quanto a Bombardieri, si sa che fu consigliere della Sezione Valtellinese del Cai dal 1924, vice presidente dal 1933 e presidente al 1937 al 1946. Rimase poi nel consiglio e si prese a cuore l’ampliamento della Capanna Marinelli che, dopo la sua morte il 28 aprile 1957 per un incidente in elicottero, venne intestata anche a suo nome. “Il pensiero che Bombardieri, antesignano nell’idea di portare soccorso agli alpinisti in difficoltà in montagna con l’elicottero, sarà conosciuto da tutti i soci Cai d’Italia per questa frase che sintetizza magnificamente i principi e gli ideali del Club Alpino Italiano ci riempie di orgoglio”, è stato il commento di Angelo Schena, presidente della Fondazione “Luigi Bombardieri” di Sondrio e Paolo Camanni, presidente della Sezione Valtellinese del CAI di Sondrio.

I rottami dell’elicottero in cui Bombardieri ha trovato la morte. In apertura una vecchia tessera del Cai.

Durante il collegamento Instagram di domenica 26 aprile, va segnalato anche un importante annuncio di Pietro Giglio. Riguarda le direttive che il Co.Na.GAI, Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane, ha elaborato con la Società Italiana Medicina di Montagna: una serie di raccomandazioni su come le guide alpine potranno lavorare in montagna e di conseguenza come si muoverà il mondo dell’outdoor in generale. “Sappiamo che il rischio zero non esiste”, ha detto Giglio, “anche dopo la cosiddetta, emergenza Covid-19. Il Corona virus o qualsiasi altro virus, si potrebbe ripetere all’infinito e noi dovremo adattarci”.

Ecco il link registrazione:

https://drive.google.com/file/d/1ugJMTX1eUl5r2N98dJ2ykg8jc8mLa82i/view?usp=sharing

One thought on “Nella tessera del Cai la frase del banchiere alpinista

  • 27/04/2020 at 17:52
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    peccato che la diretta è stata fatta alle ore 18 ma la CONFERENZA STAMPA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ALLE ORE 20:20. PER LA MASCHERINA – ANDARE FUORI REGIONE – L’ATTIVITÀ’ MOTORIA, CI SONO LE REGOLE. Dobbiamo ancora aspettare!

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