Un cuore batte di notte sul Monte Bré

Da Lugano lo sguardo è attratto nottetempo dalle pendici del monte Bré, 925 metri, dove da qualche tempo splende un grande cuore pulsante. Miracoli dei led luminosi. Quel cuore rappresenta un’evoluzione tecnologica degli ex voto che ancora riempiono le pareti di chiese e rustiche cappelle alpestri. Dopotutto, una specie di ex voto si potrebbe definire quest’iniziativa delle Aziende industriali di Lugano (Ail) dopo due mesi di lotta contro il virus. Nessun dubbio che il messaggio sia rivolto al personale sanitario della città lacustre in prima linea con abnegazione in questa battaglia che anche nella vicina Confederazione è costata tante vite. Qualcosa di simile è avvenuto a Zermatt dove si sono proiettate su Matterhorn parole di speranza e, insieme, le bandiere degli stati europei invasi dalla pandemia. Il Bré non è universalmente conosciuto come il Matterhorn – Cervino, tuttavia è una montagna che in Svizzera sa farsi ugualmente amare, uno dei luoghi migliori per ammirare dall’alto la città di Lugano e il suo lago. Offre meravigliosi panorami sugli Appennini e sulle Alpi Bernesi e la vista si estende fino al Monte Rosa e alle Alpi Marittime. Lassù per iniziativa delle organizzazioni turistiche la “via dell’arte” si propone di far conoscere quest’incantevole villaggio dove vissero gli artisti Pasquale Gilardi (1885-1934), Wilhelm Schmid (1892-1971) e Josef Birò (1887-1975). Il percorso inizia dalla piazza davanti alla chiesa e attraversa il nucleo di Brè. La cima è raggiungibile con una vecchia funicolare costruita nel 1908, ma anche la funivia Orselina-Cardada che passa dalla stazione intermedia di Monte Brè può essere utilizzata. Teniamone ora che stiamo per ritrovare il piacere di compiere salutari gite “fuori porta” e in questo caso un po’ oltre la dogana italo-svizzera. (Ser)

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