La scomparsa di Ubiali. Inventò il rifugio senza barriere

Sono in tanti a Bergamo gli iscritti al Cai disposti a rimboccarsi le maniche: per accompagnare a sciare i non vedenti, mettere in salvo famiglie di alcolisti in procinto di naufragare nell’abiezione, promuovere la lotta al cancro e ad altre temibili malattie. Non a caso nella bella sede del Palamonti è nata diversi anni fa una commissione per l’impegno sociale che ora ha perso uno dei suoi più attivi animatori: se ne è andato a 82 anni Filippo Ubiali che per alcuni anni, dal 1999 in poi, ne fu presidente. Se l’è portato via un’ischemia cerebrale mentre infuriava il coronavirus. Che in questo caso può dirsi innocente.

Filippo Ubiali (1937-2020)

Ubiali, socio della sottosezione del Cai di Ponte San Pietro, è stato un fervido promotore delle attività della citata commissione. Sempre attento ai bisogni dei più fragili, a quanto si è letto sulla stampa locale, è stato un precursore della “montagna per tutti”. Grazie alla sua sensibilità, assieme a Igino Proto, vent’anni fa avviò il gruppo accompagnatori dei disabili al Cai di Bergamo, promuovendo e sostenendo progetti come il rifugio Alpe Corte a misura delle persone con difficoltà motorie. Molto si diede da fare per itinerari accessibili e montagnaterapia.

Sua è stata l’idea del rifugio Alpe Corte privo di barriere architettoniche. La solidarietà, ripeteva Filippo, rafforza i legami sociali e abbatte i pregiudizi etnici e culturali, apre la speranza verso orizzonti umani più credibili. “Uomo con la U maiuscola”, lo ha definito l’amico Nino Calegari che della sezione orobica fu presidente. “Nella sua vita Filippo ha lasciato un vero e proprio solco: nel lavoro si è fatto da solo, creando un’azienda di monitor e televisori all’avanguardia, è stato presidente della società di famiglia che si occupa di veicoli industriali. E tutto ciò senza mai venir meno al suo impegno nel Cai”. Fra le tante buone azioni realizzate dai soci bergamaschi spicca per concludere anche il restauro di Catremerio di cui, tanto per cambiare, Ubiali fu tra i principali artefici. Stava andando in rovina quel piccolo borgo della Val Seriana, ma dagli iscritti al Cai orobico, dagli Alpini e dagli scout arrivò un aiuto. Generoso e inaspettato… (Ser)

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