I borghi alpini valgono di più

“È positivo che i borghi italiani e piemontesi siano al centro di proposte che vanno oltre le Alpi, solcano l’Europa. Ma dobbiamo lavorare per renderli destinazione non solo turistica, i flussi sono preziosi e vanno alimentati con una grande offerta, di territorio, bensì luogo da vivere e abitare, dove fare impresa e crescere. Uncem ci crede, insieme ad esempio all’Istituto di Architettura Montana, alla rete Riabitare l’Italia, a Fondazione Symbola, a Riabitare le Alpi. Borghi, da visitare e da abitare. Ecco l’impegno verso la stagione estiva”. Lo afferma Marco Bussone, presidente Uncem, in una nota pubblicata l’8 maggio da Ag/Cult.

“I borghi del Piemonte si preparano ai flussi turistici estivi, ma non solo”, ricorda Bussone. “The Telegraph, il quotidiano inglese seguito su Facebook da 4,5 milioni di fan, racconta i borghi italiani, la loro sfida al coronavirus, li presenta come destinazione turistica. Il Piemonte ha investito oltre 70 milioni di euro nella rivitalizzazione dei borghi alpini e appenninici, negli ultimi anni. Uncem ha coordinato l’impegno dei Comuni con la Regione, grazie ai fondi del PSR e a tanti investimenti di privati che ancora verranno”.

“Secondo i dati Uncem”, dice ancora Bussone, “nei borghi raccontati sul sito borghialpini.it il valore immobiliare è in crescita. Nei paesi che fanno parte delle reti Borghi più belli d’Italia, Bandiere Arancioni e Borghi Autentici, le case valgono il 15% in più rispetto a dieci anni fa. I progetti di recupero di singoli immobili oggi ridotti a ruderi sono in aumento del 22% nelle valli alpine monitorate”.

Sui vecchi borghi vedere in mountcity un recente intervento di Marco Bussone.

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