Il tetto del mondo in 40.846 gradini

La fine del lockdown ci libera finalmente dallo stillicidio di primati virtuali e caserecci. Niente più, se l’Onnipotente lo concede, cime Coppi conquistate pedalando sui rulli in terrazza o maratone corse sul balcone di casa nell’impossibilità di mettere il naso fuori del portone. Unico exploit che potrebbe restare scolpito nel particolare Guinness del coronavirus potrebbe essere quello compiuto a Shoream-By-Sea in Gran Bretagna da un certo John Griffin, 53 anni, commerciante. John, a quanto si apprende, ha “semplicemente” conquistato il tetto del mondo salendo e scendendo 80.846 gradini sulle scale di casa. Il trucco, ammesso che di questo si tratti? Dividere l’ascesa in frazioni equivalenti alla salita al grattacielo The Shard, il più alto di Londra, facendo una pausa tra una scalata e l’altra. Nonostante un dolore lancinante a un ginocchio manifestatosi nella fase finale della scalata, l’intrepido John è riuscito ad arrivare in vetta in 29 ore. Stringendo i denti, s’intende. E adesso, si chiedono malignamente i tabloid inglesi, che cosa resta ancora da fare per entrare nel Guinness del lockdown: la traversata della Manica restando nella vasca da bagno? (Ser)

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