L’attacchino che resiste da 35 anni

Derivata dal verbo attaccare, la parola attacchino indica chi per mestiere attacca manifesti, avvisi pubblicitari o annunci vari destinati al pubblico. In senso figurato può indicare anche un tale che attacca lite con facilità, persona irascibile, attaccabrighe. Chi pratica lo sci alpinismo (anche in questa primavera avanzata) sa benissimo però che per attacchino s’intende anche un piccolo, leggero, ingegnoso attacco da applicare allo sci: un aggeggio che ha rivoluzionato negli anni Ottanta il modo di affrontare in sci i pendii di neve vergine. A ricordarcelo è un comunicato dell’azienda tedesca Dynafit: da cui si desume che dalla bellezza di 35 anni questo tipo di attacco è quello quasi universalmente adottato e che a inventarlo fu un certo Fritz Barthel. Si usa dire che la semplicità sia una conquista e prerogativa dell’invenzione del benemerito Fritz è sicuramente quella semplicità che gli esperti di marketing definiscono low tech.

Semplicità, comunque sia, tutt’altro che scontata. All’attacco da sci alpinismo si chiedono infatti diversi requisiti come risulta dal manuale sull’argomento del Club Alpino Italiano: possibilità di sollevare con un’ampia escursione il tallone in posizione di salita; presenza di dispositivi di sicurezza per lo sgancio laterale (torsione) e antero-posteriore (trazione) in posizione di discesa, robustezza, leggerezza, semplicità di regolazione, possibilità di passare dalla posizione di discesa a quella di salita senza togliere gli sci, alzatacco incorporato nella talloniera per le salite molto ripide, ski stopper…

Chi ha ormai appeso gli sci al chiodo, ma ha fatto a tempo ad adottare, dapprima con una certa diffidenza, questi attacchini, ricorda che la mancanza di intelaiatura fece dubitare della tenuta del dispositivo. Oggi niente più dubbi: oltre il 70% degli attacchi da scialpinismo venduti è privo di intelaiatura e pesano tra il 70 e il 90% in meno rispetto ai classici attacchi con intelaiatura, quelli con cui ci tiravamo il collo in salita. Insomma, la tecnologia ha fatto passi da gigante nell’attrezzatura da montagna, ma con l’attacchino il tempo pare che si sia fermato.

Oddio, qualche innovazione l’attacchino l’ha anche un po’ “subita”. Interessante nei nuovi modelli, a quanto si legge negli opuscoli della casa costruttrice, è la rotazione del puntale che assorbe gli urti e impedisce in modo efficace sganci imprevisti o non volontari. Il più recente sistema di centraggio garantisce inoltre un facile inserimento dello scarpone anche sui terreni più ostici. Il peso oggi è di soli 605 grammi e l’alzatacco a tre livelli rende il modello ideale per le salite più lunghe e complesse. Che cos’altro aggiungere? Buone sciate fuoripista a chi se le può permettere. Con la dovuta cautela e con il fido attacchino, naturalmente (Ser)

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