La SEM e Leonardo, una mano tesa per la Milano che soffre

Come già è stato riferito in MountCity, la Società Escursionisti Milanesi quest’anno ha pubblicato due libri, “La SEM 2020” a cura di Roberto Crespi e “Sulle Alpi con Leonardo” di Angelo Recalcati, e ora intende offrirli a chiunque sia interessato in cambio di una donazione da destinare a enti o entità che forniscono gratuitamente cibo o pasti a chi, travolto dalla pandemia, non ha più nulla. La donazione minima per contribuire a rafforzare questa mano tesa della storica associazione, ancora una volta sensibile ai problemi di chi vive nella grande Milano, è di 15€ per ciascuna copia di un libro. E’ possibile prenotare uno o entrambi i libri, prenotare più copie, oppure fare una donazione anche superiore al numero di copie che si desidera ritirare. Non appena la segreteria riceverà una @mail dal donatore indicante le copie richieste, invierà di ritorno un link dove è possibile leggere il libro in formato elettronico. In parallelo la biblioteca SEM accantonerà le copie cartacee prenotate che saranno consegnate non appena sarà possibile accedere alla biblioteca in Sede. Dopo avere pubblicato per gentile concessione un’intervista a Carlo Alberto Pinelli tratta da”La SEM 2020”, ecco ora una presentazione del bellissimo libro di Angelo Recalcati dedicato alle Alpi di Leonardo da Vinci.

“Sulle Alpi con Leonardo”, un libro costato anni di ricerche

Bibliofilo ed esperto di libri rari di montagna, alpinista, il milanese Angelo Recalcati è anche autore, assieme ad Alessandro Gogna della guida “grigia” Cai-Touring sulle montagne di Spluga-Mesolcina. Ora dal suo studio in piazzale Baiamonti a Milano (Itinera Alpina, www.itneralpina.it), una miniera di libri di montagna e avventura di tutto il mondo, spunta un’opera fresca di stampa frutto di lunghi studi: il libro “Sulle Alpi con Leonardo” pubblicato dalla Società Escursionisti Milanesi, sezione del Club Alpino Italiano, con le presentazioni del presidente Roberto Crespi e di Giancarlo Mauri.

Dedicato ai “compagni di cordata della SEM” il libro di Recalcati fa chiarezza su molti aspetti dell’attività del genio di Vinci, certamente il primo a percorrere e a esplorare il mondo alpino con un approccio moderno, indagatore, scientifico. Il primo anche a saper evocare in molti suoi quadri e disegni la ruvida bellezza delle rocce. Recalcati ha selezionato dai Codici leonardeschi dei testi che fino ad ora non erano stati considerati con l’attenzione che meritano, tenuto conto che solo nell’Ottocento, quando lo studio dei suoi manoscritti era ancora agli inizi, vennero fatte osservazioni sul rapporto di Leonardo col mondo alpestre.

Nel libro sono dunque presi in esame aspetti nell’attività pittorica di Leonardo che meritano una maggiore attenzione di quanta ne abbia dedicata finora la storiografia alpinistica. Da buon alpinista, Recalcati indaga su come Leonardo catturava l’essenza delle pareti montane prima di ritrarle o, talvolta, trasfigurarle. Si allontanava da Milano per salire, a cavallo e poi a dorso di mulo e a piedi, verso le cime alpine.

Le cascate dell’Acqua Fraggia in Val Bregaglia raggiunte da Leonardo da Vinci nelle sue scorribande (ph. Serafin/MountCity). Al piede, in una ricostruzione di Angelo Recalcati, le Grigne oggi dal Duomo e come il maestro le rappresentò ai suoi tempi.

Un esempio? L’esperienza estetico-scientifica di Leonardo sulle alture del Monte Rosa sorpassa per importanza di significato tutte le precedenti storiche testimonianze di ascensioni su vette alpina. E qui Recalcati cita quella di Bonifacio Rotario d’Asti sul Rocciamelone nel 1358, un’esperienza nata per un impulso religioso, l’adempimento di un voto per il felice ritorno da una crociata. Per Petrarca sul Ventoux la curiosità dell’ascesa fu solo un aspetto della vanità umana. Infine l’ascensione sul Mont Aiguille di Antoine de Ville nel 1492 fu l’esecuzione di un comando del re Carlo VIII e più che una scalata fu un assedio militare in piena regola.

Salire verso una vetta era invece per Leonardo il mezzo necessario per avvicinarsi alla verità delle montagne. Leggendo “Sulle Alpi con Leonardo” si intuisce come il maestro sapesse conciliare le richieste di Ludovico il Moro con l’esplorazione di un mondo fino ad allora sconosciuto. Non solo cercava le potenzialità dei territori in termini di valorizzazione economica, non solo indagava sulle possibilità di canalizzazione delle acque. Andava oltre, guidato da insaziabile curiosità. Risaliva la Val Meria fino alle pareti delle Grigne soffermandosi nella suggestiva grotta della Ferrera o dell’Acqua Bianca, ammirava le cascate dell’Acqua Fraggia in Valchiavenna, risaliva i fiumi fino alle sorgenti.

Ai tempi del suo soggiorno alla corte di Lodovico il Moro, Leonardo ebbe modo di visitare i più incantevoli angoli della Lombardia, e ne rimase giustamente incantato. Era un Leonardo peregrinante – per libera scelta o per incarico di lavoro – quello che in quegli anni si spinse su per le valli sorgive del Ticino, lungo l’Adda, per le campagne riproducendo ora il profilo del Resegone, ora un temporale che si addensa sulle valli, ora il traghetto di Imbersago, ora tracciando la mappa dei laghi di Annone, Pusiano, Alserio e fantasticando su un progetto che avrebbe messo in comunicazione la Martesana (a sua volta in comunicazione con Milano) e lo Spluga, quindi l’Engadina, per via d’acqua. In un secondo progetto si sarebbe trattato di eliminare un gran salto dell’Adda in località Tre Corni, la gola situata un centinaia di metri più a valle dell’attuale ottocentesco ponte di ferro di Paderno.

Leonardo disegnò il luogo, che con quelle rocce, alberi, arbusti e acque, più leonardesco di così non potrebbe; e in un altro foglio schematizzò una gigantesca conca, mediante uno sbarramento in muratura di 30 metri di altezza e una galleria sottopassante i Tre Corni. Inezie per lui che nel Codice Atlantico se la piglia con la prosopopea di certa accademia dichiarandosi fieramente “omo sanza lettere”.

Ma soprattutto Leonardo rivelò una spiccata predilezione nel vedere il mondo dall’alto, quasi intuendo ciò che scrisse il suo contemporaneo Niccolò Machiavelli: “Coloro che disegnano e’ paesi si pongono bassi nel piano a considerare la natura de’ monti e de’ luoghi alti e per considerare quella de’ bassi si pongono alti sopra e’ monti”. E leggendo le pagine di Recalcati viene da immaginarlo a Milano, sulla cima del Duomo in costruzione oppure su un torrione del Castello Sforzesco mentre su un foglio prende appunti e disegna il panorama delle cime con estrema precisione, dal Pizzo Stella al Tre Signori. (Ser)

Come si partecipa alla donazione

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Causale : Sottoscrizione Covid19 Libri – XX (numero di copie) copie “SEM 2020” e YY copie “Leonardo”

In parallelo inviare una @mail a segreteria@caisem.org identificandosi con nome e cognome e riportando le stesse informazioni riportate nella causale del bonifico.

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