Tutti in fila? Non più: scegliamo gli anelli

Invece di buttarci tutti sui soliti sentieri, sulle solite falesie super frequentate, questa estate dovremo andare a cercarci degli itinerari diversi. Il consiglio è qualificato, lo si legge in una newsletter ai soci della Società Escursionisti Milanesi. “Eviteremo così”, viene spiegato, “di trovarci in una fila ininterrotta di persone, come succedeva prima, come abbiamo sempre fatto. Trovarsi in coda sulla Cresta Cermenati in Grignetta o in sosta in cinque allo Zucco dell’Angelone, è una cosa da evitare per qualche tempo”. Con lo scopo di aggiungere nuovo interesse e maggior sicurezza alle nostre escursioni nasce in questi giorni  “Fatti ad anello – Anelli d’autrice e d’autore per una sana scoperta delle terre alte”, un’iniziativa che il sito Fatti di Montagna ha deciso di lanciare in collaborazione con MountCity. “Gli anelli escursionistici”, spiega il direttore Luca Serenthà, “sono un ottimo strumento per un turismo sano che favorisce la scoperta e la promozione dei territori. A patto di camminare in gruppi ristretti e con le necessarie precauzioni”.

Girando con Paci intorno alla Tofana
Paolo Paci

Molti circuiti proposti da Fatti di Montagna sono suggeriti da addetti ai lavori, alcuni dei quali firme illustri della cultura alpina. A giudizio di Paolo Paci, che apre la serie degli anelli d’autore, “hanno qualcosa di magico gli anelli: rappresentano la circolarità della vita, l’eterno ritorno, la perfezione geometrica di un destino che si compie. Collegare tutti i versanti di una montagna, spiega Paci, è un serio tentativo per penetrarne i segreti. E alla fine, ecco la magia: la nostra auto, esattamente dove l’avevamo posteggiata!”.

Il primo anello, quello illustrato da Paci, riguarda la Tofana di Rozes che riserva anche un viaggio nella prima guerra mondiale, e ci racconta episodi incredibili, come l’ascensione, tra fulmini e proiettili, di Joseph Gaspard e del conte di Vallepiana (narrata nel bel romanzo di Enrico Camanni “La guerra di Joseph”). “Insomma, non siamo mai soli”, spiega Paci, “quando camminiamo attorno alla Tofana di Rozes. Assieme a noi camminano tutti coloro che ci hanno preceduto, pionieri, alpinisti, soldati e muli (sì, ricordiamo anche quelli!). Con i loro dolori, le fatiche, le speranze. Con la gioia e la magia”.

Tra i prossimi anelli assolutamente da non perdere, da segnalare quello suggerito da Alberto Paleari che ridisegna un percorso incantevole in Val Divedro con partenza e arrivo a Iselle per ampie praterie con vista sul “Trittico del Sempione”. Franco Michieli suggerisce a sua volta un anello che definisce “geopoetico” nel Bresciano, descritto con Davide Sapienza nel libro “La via dei silter”. Albano Marcarini ci conduce poi nella Val Bregaglia italiana dove, lasciata l’auto sotto le solenni cascate dell’Acqua Fraggia, ci si inoltra tra Savogno e Dasile lungo sentieri da Marcarini paragonati a serpenti di pietra, “vere opere d’arte da proteggere come un affresco o un’architettura di pregio”. Buone camminate. Ad anello, naturalmente (Ser)

Il primo anello, quello illustrato da Paci, riguarda la Tofana di Rozes che riserva anche un viaggio nella prima guerra mondiale (ph. Serafin/MountCity)

Commenta la notizia.