Sono tornati i narcisi

Scomparsi i narcisi dalle prealpi lombarde? Questo si leggeva tempo fa nel sito dell’associazione Gente di Montagna così sensibile alle problematiche dell’ambiente alpino. E’ vero, non si fanno più, come nel dopoguerra, le narcisate con interi pullman di gitanti festosi. Anche perché il narciso è protetto come tutti i fiori che allietano le nostre gite in qualsiasi stagione. Ed è vietato coglierlo perché è noto che in Italia senza decreti e divieti non si ottiene nulla. Di narcisi sono invece pieni in questi giorni di maggio i prati del Triangolo Lariano il cui incanto è compromesso solo dall’urlo lacerante delle malefiche moto, quei valentinorossi da strapazzo che si avventano a manetta sui tornanti in salita da Sormano. Dopo tanto soffrire chiusi in casa per la pandemia, con tanta gente smaniosa di concedersi almeno una corsetta, ci sarebbe stato da aspettarsi che sui sentieri si affollassero gitanti sia pure in mascherina. Non si pretendono quassù affollamenti come sui Navigli all’ora dello spritz, però una maggiore attenzione e partecipazione a quest’incanto primaverile, questo sì c’era da attenderselo.

Proviamo allora a  fotografare la realtà. Si nota sui sentieri qualche anziana coppia, e naturalmente qualche famigliola con gli immancabili pic nic. Ogni tanto compare silenzioso un solitario escursionista con cane. Alcuni ciclisti si inerpicano verso la Terra Biotta e i più vigorosi vanno anche oltre, sulle pendici del San Primo che si sviluppa sino a un’altezza di 1.682 metri ed è la vetta più elevata del Triangolo Lariano e anche la più panoramica di tutto il territorio fra Como e Lecco. Pochi ma buoni, insomma. Meglio per loro. Prati così si possono godere una volta all’anno e nemmeno tutti gli anni.

Ma quanti conoscono i piaceri offerti a buon prezzo dal Triangolo Lariano? In realtà il futuro della montagna lombarda lo si gioca altrove a suon di pubblici euro. La notizia è di questi giorni ed è stata riportata in questo sito: la Regione Lombardia ne stanzia 2,8 milioni di euro nel comparto degli impianti e delle piste di sci tutte in deficit non solo di neve, ma se ne guarda bene dal promuovere un “nuovo” (si fa per dire) turismo sostenibile che possa riconciliare con la natura alpina ancora tanto generosa, che ogni volta ci stupisce.

Anzi, se può, l‘”eccellente” Lombardia indice bandi, tramite la Comunità Montana del Triangolo Lariano, allo scopo di “valorizzare” questi stupendi prati nell’intento di riattivare con progetti scellerati vecchi skilift con l’aggiunta inevitabile di cannoni per la neve artificiale piantati a bordo pista ogni cento metri. Invece di escogitare scemenze simili, la suddetta comunità dovrebbe provvedere a togliere di mezzo i tralicci arrugginiti dei vecchi impianti. E il bello o il brutto è che ancora una volta le associazioni che si ritengono ambientaliste (non facciamo nomi per carità di patria) tacciono su tale minacciato rovinio di ecosistemi montani. Eppure i prati quassù sanno ancora regalarci a buon prezzo spettacoli eccezionali, come le citate fantastiche fioriture di questa primavera. Possibile che i profumati narcisi – guardare ma non toccare – lo facciano per dispetto, per farci capire quanto noi bipedi di città o di montagna siamo meschini? (Ser)

In questa e nelle altre immagini magie del Triangolo Lariano in primavera (ph. Serafin/MounCty)

One thought on “Sono tornati i narcisi

  • 24/05/2020 at 18:01
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    Purtroppo questo è il dramma! Soldi pubblici buttati, per accontentare le lobby del circo bianco e non preoccuparsi di ciò che soffriremo fra pochi anni. Vedi lo scioglimento dei ghiacciai. Dà fastidio il menefreghismo delle ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE che… predicano bene, ma razzolano male! Senza autorevolezza e prestigio.

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