Lasciate in pace il Gennargentu

Non c’è pace sui sentieri in Sardegna come non ce n’è sulle montagne della Liguria. Nonostante i divieti, dalle due regioni si hanno segnalazioni che centinaia di motocross e quad scorrazzano impunemente costringendo sindaci e presidenti di aree protette a intervenire in carenza di controlli che dovrebbero essere affidati ai carabinieri forestali. Un caso riguarda Punta Lamarmora, nel Gennargentu, che ha registrato domenica 24 un assalto di mezzi motorizzati senza precedenti. Il sindaco di Arzana, Marco Melis, è stato costretto a firmare un’ordinanza che vieta il transito a moto e quad nei sentieri di montagna, mulattiere e percorsi da trekking in tutto il territorio comunale.

“Quando non esistono norme precise o leggi che regolamentano una qualsiasi attività, il buon senso dovrebbe guidare le azioni di ognuno di noi”, scrive il primo cittadino di Arzana in Facebook. “Ciò che è successo domenica sulla cima del Gennargentu denota l’inesistenza di leggi regionali che regolamentino l’utilizzo dei sentieri. Dovrebbero essere autorizzate solo le attività leggere legate al trekking, alla mountain bike e al cavallo. Episodi del genere evidenziano il fatto che dobbiamo fare ancora molta strada per raggiungere una coscienza moderna e rispetto dell’ambiente”. Una severa reprimenda, evidentemente, rivolta anche ad associazioni ambientaliste di cui è palese, fino a prova contraria, l’inerzia in questo genere di battaglie per il rispetto dell’ambiente. Valgono qualcosa, ci si chiede, i segnavia del Club alpino sui sentieri? Anziché lanciare megasentieri che attraversano l’Italia, il Cai non potrebbe prendersi cura di quelli che già esistono e vengono compromessi da questo diffuso turismo motorizzato?

“Mi dispiace che siano sempre i sindaci a dover colmare queste lacune. Da oggi”, sono le amare conclusioni di Melis, “in tutti i sentieri del comune di Arzana è vietato il transito dei mezzi a motore come motocicli, moto, quad ecc. Dal momento che sono un ottimista per natura spero che questo fatto apra un nuovo dibattito sull’utilizzo corretto dei nostri territori e che presto si arrivi ad approvare una legge che ne regolamenti le attività”.

Motonarcisata nel parco dell’Antola, in Liguria. In apertura una visione del Gennargentu.

Non è un buon segno che debbano essere solo i sindaci a porre un argine alla fiumana motorizzata che mette a repentaglio dei beni comuni. E che ancora si invochino leggi e regolamenti per disciplinare la materia che in tutti i paesi europei dovrebbe essere oggetto di leggi condivise. Non meglio vanno peraltro le cose in Liguria dove, sempre domenica 24 maggio, motociclisti hanno addirittura invaso i prati fioriti di narcisi costringendo a intervenire “in maniera decisa” la presidente Daniela Segale dell’Ente Parco Naturale Regionale dell’Antola. Il suo sfogo ha trovato ancora una volta riscontro in Facebook, e meno male che ci sono perlomeno i social a registrare questi attentati ai beni naturali, fondamentali risorse per un turismo sofferente per le conseguenze della pandemia.

“Siamo consapevoli della necessità di un maggior controllo del territorio che sia principalmente di prevenzione”, sono le  parole di Daniela Segale. “Oltre alla collaborazione avviata già da tempo con il Comando del Gruppo Carabinieri Forestale, stiamo valutando con la Regione Liguria, e in particolar modo con l’Assessore Stefano Mai, un potenziamento dei servizi di vigilanza e polizia amministrativa anche a seguito di una recentissima modifica normativa della legge quadro sulle aree protette che prevede varie modalità di collaborazione tra enti parco e altre pubbliche amministrazioni”.

Quanto ancora occorrerà aspettare perché i citati servizi di vigilanza compiano il loro dovere sanzionando severamente gli indisciplinati? Che cosa si possono aspettare gli escursionisti che d’estate percorreranno a piedi o in bicicletta i sentieri in cerca di pace seguendo i segnavia del Cai? Ovviamente, tutti ben distanziati tra loro ma incalzati da rombanti e maleodoranti centauri. Ma si può andare avanti così? (Ser)

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