Milanesi? In Trentino qualcuno non li ama

Forse è proprio vero. I milanesi stavano sul culo anche prima della pandemia. Poi le cose sono peggiorate. In Sardegna il governatore si è affrettato recentemente a dire che i suoi concittadini non sono pronti ad accogliere i milanesi e il sindaco Sala gli ha risposto per le rime con un minaccioso “terremo presente”. Ora tutti amici come prima, ce ne fossero di turisti come i milanesi. Eppure un segnale a dir poco irresponsabile viene dal Trentino dove uno spot dell’Apt Valsugana sfotteva incautamente i milanesi invitandoli a tenersi “il traffico e l’aperitivo, i palazzi e la Settimana della moda, la cyclette e le metropolitane”. Lo spot usava paragoni, in senso negativo, con la vita in città, e in particolar modo con la città di Milano. “Il fallimento dei montanari: hanno omologato le loro terre alle offerte delle metropoli” è stato il commento di Luigi Casanova, trentino, leader degli ambientalisti di montagna.

La conclusione dell’azienda per il turismo (e non di un tipo qualsiasi che passava per caso in Valsugana) è stata la seguente, ovviamente rivolta ai cittadini di Milano: “Insomma, tenetevi tutto o tenete a voi stessi”. “Più che un video pubblicitario, un autogol”, ha commentato sulla Stampa il bravo Max Cassani, “con in chiusura il marchio a tutto schermo del Trentino, che ha subito preso le distanze ‘dissociandosi’ da quello spot infelice, poi rimosso dal web”. Noi milanesi terremo presente.

La penosa frittata trentina benché tolta di mezzo da You Tube (ma è ancora possibile prenderne visione nel quotidiano on line “Il Trentino”) ha però invaso i social e va ad aggiungersi ad altre scemenze che i milanesi hanno dovuto udire e subire di questi tempi. Un esempio? Le delibere di quei sindaci (del Trentino, guarda caso) che ordinarono la cacciata dei milanesi dalle seconde case all’inizio della quarantena facendoli inseguire anche con i droni. Acqua passata, per fortuna. E, cambiando scenario, si può forse dimenticare che qualche tempo prima, quando si trattò di aggiudicarsi i Giochi olimpici invernali con Cortina, la sindaca di Torino Chiara Appendino dichiarò che “l’alleanza con Milano non esiste”? E come non ricordare che i sindaci montani piemontesi si dissero in quell’occasione contrari a condividere con i colleghi lombardi oneri ed auspicabili onori dei Giochi?

“Milan l’è semper on gran Milan, lassa pur che ‘l mond el disa”: questa scritta saggia e rassegnata la si leggeva in piena quarantena (vedere la foto qui in apertura) sulle lenzuola appese a un balcone di porta Magenta. Erano parole tratte dalla celebre canzone “Oh mia bela madunina” del Giuanin Danzi. Ma notevole è ugualmente, per quei milanesi che volentieri peccano di orgoglio, la tentazione di replicare ai trentini. Dicendo loro, magari, che si tengano pure tutto, compreso l’annuale e dai più dimenticato festival della montagna annunciato in extremis dal 27 agosto al 2 settembre con il pomposo slogan “Il TrentoFilmfestival c’è”. Ma si, che si tengano questo e altri analoghi trastulli. In fondo, di untori che vi procurano rogne, cari amici trentini, a casa vostra ne avete già abbastanza anche senza che veniamo noi milanesi a scocciarvi. (Ser)

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