Anelli che passione. Il giro del Monviso con Camanni

Enrico Camanni

Anelli per tutti i gusti. Dalla fine del lockdown Fatti di Montagna in collaborazione con MountCity rivolge agli affezionati lettori l’invito a camminare “ad anello” e a questo scopo ha chiesto ad alcuni autorevoli amici della montagna di indicare i circuiti pedestri che prediligono. Invito gentilmente raccolto da una decina di “firme” della montagna. Ora anche il Club Alpino Italiano indica agli appassionati di montagna e a coloro che sceglieranno le terre alte per trascorrere le vacanze estive nuovi itinerari da esplorare con l’iniziativa “Scopriamo nuovi sentieri”. E di norma, a quanto si apprende, i percorsi proposti sono ad anello, ovvero pensati con arrivo e partenza nello stesso punto. Le schede complete sono scaricabili dalla pagina Facebook del Club Alpino Italiano.

Intanto anche sugli scaffali delle librerie gli anelli sembrano suscitare crescenti interessi. In questa seconda settimana di giugno, tra l’altro, si annuncia la seconda edizione di “Escursioni ad anello nelle Dolomiti Occidentali” (Idea Montagna edizioni) scritto a quattro mani da Denis Perilli con l’amico Roberto Ciri: un volume che raccoglie ben 66 itinerari sparsi fra Dolomiti di Brenta, Làtemar, Catinaccio, Sassolungo, Puez-Odle-Putia, Sella, Marmolada e Pale di San Martino.

E ora Fatti di Montagna e MountCity offrono agli amici un quarto anello escursionistico d’autore dopo quelli proposti da Paolo Paci, Alberto Paleari e Alessandro Gogna. Questa volta a suggerirlo è Enrico Camanni, una delle firme più lette non solo nella letteratura d’ambiente alpino. Lo scenario è quello del Grand Tour del Monviso. “Ci sono pochi trekking, sull’arco alpino, che riservino tale varietà di paesaggi e ambienti naturali”, assicura Camanni che da poco ha pubblicato “Una coperta di neve” con Mondadori, romanzo con il quale è tornato a raccontarci le avventure della guida-detective Settembrini. “L’ho fatto a piedi e con gli sci, in tutte le stagioni, e non mi sono mai annoiato”, spiega. “Ogni tappa è una sorpresa, ogni svolta del sentiero regala una nuova prospettiva”. Si parte da Pian del Re e qui si torna. Si cammina per due o più giorni. Il resto lo trovate in Fatti di Montagna (qui sotto il link).

Il rifugio Quintino Sella al Monviso la cui vetta fa capolino nella foto di apertura.

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