Anelli. Con Michieli sulla Via dei Silter

Franco Michieli

Camminare nello spazio, respirare nel tempo. E’ stata biblicamente presentata così la nuova Terra Promessa del trekking. Si chiama, questa Terra Promessa, la Via dei Silter, cioè degli alpeggi così definiti del Bresciano dove si produce l’omonimo, squisito formaggio. Per percorrere questo vasto itinerario ad anello, una settimana è appena sufficiente. Ci si muove lento pede, senza eccessivi dislivelli, e si dorme in bivacchi, malghe, rifugi. O anche alla belle étoile, con o senza tenda. A chi non ne ha mai sentito parlare si consiglia la lettura di una guida edita dalla Regione Lombardia, scritta a quattro mani da Franco Michieli e Davide Sapienza con descrizioni, immagini, cartine. Questa settimana Fatti di Montagna e Mountcity sono lieti di presentare questo anello (https://fattidimontagna.it/5-valgrigna-la-via-dei-silter/) che si aggiunge ai cinque già pubblicati. Raccontarlo è lo stesso Michieli che ne fu, con l’amico Sapienza, l’ideatore e oggi ha qualche buon motivo per rammaricarsi, per specificare che le cose non sono andate come si sarebbe aspettato.

“La Via dei Silter”, spiega infatti Michieli, “è stata ideata tra il 2013 e il 2014 e descritta in numerosi reportage su diverse testate nazionali e regionali, oltre che nella specifica guida. Fin qui tutto bene. Ma va segnalato che le Amministrazioni comunali del territorio oggi faticano ancora a convergere su obiettivi concordati nello sviluppo dell’escursionismo. E che l’Ente regionale che ne ha supportato la creazione, Ersaf, da alcuni anni ha dovuto rinviare alcuni lavori necessari e il ripristino di parte della segnaletica per l’insorgere di problemi più urgenti nel territorio, quali i notevoli danni causati dalla tempesta Vaia. Vi sono inoltre alcuni strani personaggi locali che si divertono a distruggere cartelli segnaletici. Ecco perché il percorso, pur essendo nato nell’ottica di essere facilmente percorribile da tutti, è ancora una realtà in divenire e in perfezionamento”.

Fin qui Michieli, strenuo difensore della naturalezza dell’ambiente anche nella sua veste di garante internazionale di Mountain Wilderness. E’ significativo che nell’intento di proporre un cammino “geopoetico”, Michieli abbia volutamente evitato, d’intesa con Sapienza, di rilevarlo con il gps e di proporlo come una linea preconfezionata da seguire. Perché la Via dei Silter, spiega Michieli, non è una linea chiusa ma un mondo aperto. Un buon motivo, uno dei tanti, per considerarla un’esperienza per palati fini dell’escursionismo. (Ser)

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