Alta Via del Sale. La verità sulla nuova Disneyland

Niente traffico motorizzato il martedì e il giovedì sull’Alta Via del Sale da Limone Piemonte a Monesi che da sabato 20 giugno 2020 è di nuovo aperta al pubblico. L’itinerario interamente sterrato si snoda tra i 1.800 e i 2.100 metri di quota su un’antica strada militare. In questi termini, attingendo a fonti ufficiali, ha dato l’annuncio della riapertura il nostro blog mountcity nell’articolo postato il 21 giugno e diffuso nella settimanale newsletter del 23 giugno che qualche amico ha avuto la bontà di leggere. Immediata è stata la messa a fuoco sull’argomento di una lettrice che vive da vicino, come appassionata di montagna e giornalista, la realtà del Cuneese. Facciamo ammenda, avremmo dovuto sospettare che la realtà non fosse così rosea come l’avevamo fantasiosamente interpretata indicando il martedì e il giovedì quali unici giorni in cui viene ammesso il traffico motorizzato. “La via è viceversa chiusa al traffico motorizzato nei soli giorni di martedì e giovedì (vedi https://altaviadelsale.com/ita/alta-via-del-sale)”, precisa la mail di questa attenta (e benemerita) lettrice. “Ciò significa che per il resto della settimana escursionisti e ciclisti devono convivere con fuoristrada, moto e quad. Ma tanto gli escursionisti e i ciclisti in montagna ci vanno il martedì e il giovedì, lo sanno tutti…”.

La faccenda risulta tutt’altro che piacevole vista la larghezza e conseguente pericolosità della strada e il suo stato di manutenzione. Teoricamente dovrebbe essere consentito l’accesso a un numero chiuso di mezzi motorizzati (80 auto e 140 moto/quad al giorno), ma sul nuovissimo sito della via non si accenna alla questione. Non si può che concordare con la nostra gentile interlocutrice: piange il cuore nel vedere una simile opera inserita in un simile scenario, venduta come una Disneyland qualunque a gente dalla dubbia sensibilità ambientale. E non si può che condividere con lei: la gente definita sensibile col cavolo che vuole convivere con chi gli sgomma a due centimetri dl naso!

In realtà tutto risponde alla politica turistica locale che spinge a vendere le montagne ai centauri soprattutto stranieri, facoltosi e dunque di grande soddisfazione per gli operatori (qui l’ultima iniziativa https://www.targatocn.it/2020/06/22/leggi-notizia/articolo/presentata-la-casteldelfino-raid-experience-with-cromilla-3.html). Ma tutto il mondo è paese. Nella Bergamasca, tra la Roncola e Costa Imagna, i centauri hanno trasformato l’incantevole carrozzabile che offre visioni mozzafiato in una pista da gran premio. A nulla sono valse le bandiere nere di Legambiente. Lo stesso avviene nel Trentino a trazione leghista dove scorrazzano orde di motociclisi austriaci e tedeschi violando, nel bel mezzo dei paesi, ogni limite di velocità. Ma sono buoni clienti, la sera s’ingozzano di birra e canederli, che ci volete fare? Il business innanzitutto. E il Cai sta a guardare. Come sempre. Nella totale indifferenza. Ma si può andare avanti così? (Ser)

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