Montagne umiliate e ruolo dei montanari

Di belle montagne, libere e non umiliate, ce ne sono per fortuna ancora tante al mondo ma quale può essere il ruolo di chi ci è nato e ci vive? Sull’argomento si è saputo recentemente di un conflitto, finito nelle pagine dei giornali locali, tra la Società Alpinisti Tridentini inclusa nel Club Alpino Italiano e la SAT di Primiero, una delle sue 87 sezioni, che conta più di 600 soci ed è molto attiva anche sul territorio. A prendere spunto dal conflitto sorto in materia di gestione dell’ambiente naturale e della montagna per riflettere su cosa rimane dei montanari e della loro cultura è Luigi Casanova, presidente onorario di Mountain Wilderness Italia.

Il conflitto tra i soci del Primiero e la Sat centrale. Riferendosi ai soci del Primiero, Casanova riferisce che a loro dire la SAT centrale si comporta come una associazione ambientalista o un parco, assumendo un atteggiamento integralista. La tensione è arrivata alle stelle e il presidente Erwin Filippi Gilli ha dato le dimissioni cedendo la stecca a Riccardo Debertolis che, in ogni modo, la pensa come lui. “Le dimissioni del presidente della SAT del Primiero in dissenso con il consiglio direttivo centrale”, osserva Casanova, “si inseriscono in un filone storico alquanto coerente in quel sodalizio: il sostegno indiscriminato a ogni via ferrata sulle Pale, l’arrendevolezza alle decisioni dei grandi potentati dei rappresentanti SAT nel comitato di gestione del Parco naturale di Paneveggio Pale di San Martino e per ultimi il sostegno al raduno dei fuoripista a San Martino di Castrozza e alla strada forestale che avrebbe distrutto una strategica arena di canto del gallo cedrone”.

“Questo modo di intendere la gestione della montagna”, spiega ancora Casanova nel notiziario on line di Mountain Wilderness, “si affianca ad altre due significative realtà, simili alla cultura espressa dal gruppo dirigente della SAT del Primiero. In Comelico (BL), territorio in procinto di essere banalizzato con un collegamento sciistico gestito dalla società pusterese Drei Zinnen, reso economicamente sostenibile solo per l’arrivo di 26 milioni di euro dei fondi di confine, imposto in territorio protetto e patrimonio naturale UNESCO, il CAI locale sostiene il collegamento in conflitto con il CAI regionale. A Falcade (BL) il CAI dell’agordino sostiene l’annuale raduno dei quad in conflitto con il CAI regionale del Veneto. Centro contro periferia”.

Il quadro culturale delle vallate. “Nelle nostre vallate di montagna, un po’ ovunque”, osserva ancora Casanova, “trionfa un quadro culturale a dir poco deprimente. Per non parlare dell’attenzione speculativa che si sposta in alta quota, negli ultimi spazi del silenzio, fin sulle rocce. Rifugi che raddoppiano le volumetrie, funivie che riversano masse urlanti che pretendono la riproposizione e l’offerta di quanto trovano nelle arene cittadine: musica sparata, raduni motoristici, apericene dove vi si arriva con motoslitte o quad, malghe trasformate in bar – ristoranti, strade e baite forestali sempre più aperte ad ogni uso e abuso, strade di montagna trasformate in piste da gran premio (come è stato segnalato in questo sito a proposito della Roncola, un tempo paradiso della Valle Imagna nella bergamasca, NdR). Tutto questo avviene, e non potrebbe essere altrimenti, con il sostegno delle popolazioni delle vallate”.

Un documento della Sezione del Primiero. Intanto, dopo le dimissioni di Erwin Filippi Gilli, presidente della sezione Sat di Primiero, San Martino di Castrozza e Vanoi, stufo a suo dire di essere trattato insieme agli altri soci della sezione senza riguardo dalla sede centrale Cai Sat, il direttivo per evitare il possibile commissariamento della sezione ha deciso di proseguire fino alla fine del mandato triennale che scade nel prossimo novembre, con Riccardo Debertolis che come vice presidente ha assunto la guida della sezione stessa. La Sat di Trento, cercando di correre ai ripari, ha promosso un incontro con il direttivo di Primiero che tuttavia non avrebbe portato a grossi risultati, stando alla nota inviata dal direttivo ai soci della sezione.

“Nei giorni scorsi”, si legge nel documento della Sezione del Primiero, “abbiamo avuto un incontro con la giunta della Sat Centrale nell’impegno reciproco di dialogo e coinvolgimento soprattutto sui temi che riguardano il nostro territorio. Permangono tuttavia delle differenze di vedute. Lo statuto dell’associazione ai primi punti riporta: la Sat è una libera associazione di persone per il tramite delle quali opera nell’ambito della Provincia Autonoma di Trento; essa, con le modalità e negli ambiti specificati dal regolamento generale, si propone quale strumento di unione fra l’esplorazione sportiva dei monti e l’antica cultura delle valli con la finalità di favorire ed incentivare: a) l’alpinismo in ogni sua manifestazione; b) la conoscenza e lo studio delle montagne, soprattutto trentine; c) la tutela del loro ambiente naturale; d) il sostegno alle popolazioni di montagna e più in generale ad iniziative di solidarietà sociale”.

“Quattro punti ineccepibili”, spiega il direttivo Sat di Primiero, “che anche la sezione locale ma anche chi ha a cuore il proprio territorio, sostiene, promuove e fattivamente si adopera per migliorare ed abbellire il luogo dove vive. Sembra però, e non solo da ora, che la direzione della Sat centrale sia spinta più ad una posizione integralista sull’ambiente facendo suoi temi e argomenti che noi riteniamo siano più di pertinenza di associazioni ambientaliste o Parchi. D’altro canto poi chiude occhi, naso e bocca quando certi lavori riguardano le proprie strutture”.

“Noi riteniamo e lo diciamo con forza”, continua la nota, “che il primo presidio per la difesa del territorio, per il suo mantenimento, per il suo sostentamento sia prodotto da chi su di esso vive, opera e lavora. Se le popolazioni montane per cause di forza maggiore emigrano anche il territorio ne risente ed allora i pascoli si riducono, gli edifici vengono abbandonati, i sentieri si perdono e con esso si perde quel luogo che per secoli i nostri avi hanno modellato, plasmato e utilizzato per il proprio vivere quotidiano”.

 

L’annuncio dell’invasione di jeep nel Primiero nel 2019 e, in apertura, un significativo risultato di tale contestata invasione. “Tutto questo avviene, e non potrebbe essere altrimenti, con il sostegno delle popolazioni delle vallate”, osserva Luigi Casanova, presidente onorario di Mountain Wilderness Italia.

 

One thought on “Montagne umiliate e ruolo dei montanari

  • 04/07/2020 at 17:42
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    EVVIVA LE DOLOMITI UNESCO! Perchè, le sezioni CAI/SAT che non rispettano il BIDECALOGO, non vengono chiuse?

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