Letture. “Atti e memorie” della speleologia triestina

La Commissione Grotte Eugenio Boegan, gruppo speleologico della Società Alpina delle Giulie – Sezione di Trieste del CAI, che da 137 anni si dedica all’esplorazione e allo studio dei fenomeni carsici, ha reso disponibile in rete il 49° volume della propria rivista scientifica “Atti e Memorie”. Questo numero della pubblicazione, che aveva visto la luce nel 1961 per volontà di Carlo Finocchiaro, l’allora Presidente della Commissione Grotte, a causa dei problemi creati dalla pandemia viene diffuso in formato digitalizzato cui seguirà, non appena possibile, anche il classico formato cartaceo.

Il volume, piuttosto consistente, è composto da 220 pagine di cui la prima ventina dedicate all’illustrazione della multiforme attività della Commissione Grotte a cui segue un saggio bibliografico ragionato sugli studi speleologici, intesi nel loro senso più ampio, relativi all’area dell’attuale Venezia Giulia dagli inizi al 1915.

I due compilatori, Pino Guidi e Graziano Ferrari, presentano e analizzano 1152 scritti che vanno dal Rinascimento al 1915, anno in cui l’entrata in guerra dell’Italia ha praticamente compromesso la possibilità di proseguire le esplorazioni sul Carso, diventato zona di guerra.

Di ogni voce bibliografica sono dati, oltre ai consueti elementi – autore, data, titolo, fonte – anche un breve cenno ai contenuti, una classificazione per materie e l’elenco numerico delle grotte citate nel lavoro censito.

Mentre per la classificazione per materie gli autori hanno adottato quella utilizzata dall’Unione Internazionale di Speleologia – U.I.S. per i suoi Speleological Abstracts, nella sezione delle grotte citate queste vengono indicate con il numero del Catasto Storico delle grotte.

L’opera, che è presentata dal prof. Paolo Forti, già docente all’Università di Bologna e Past President dell’Unione Internazionale di Speleologia, è completata da cinque allegati che aiutano notevolmente il consultore nella ricerca. Infatti all’elenco alfabetico per autore, in cui è strutturata la bibliografia, seguono un glossario toponomastico (essenziale considerato che i toponimi italiani, sloveni e tedeschi presenti nei lavori non sempre sono conosciuti), un capitolo in cui i lavori sono raggruppati per argomento ed uno in cui sono dati per ogni singola grotta. Completano il lavoro un elenco delle cavità artificiali e delle grotte non individuate citate e la corrispondenza Catasto Venezia Giulia – Catasto Regionale delle grotte.

Una novità assoluta, nel novero delle bibliografie speleologiche (e forse non solo), è data dall’inserimento di una appendice in formato PDF allegata al volume dove sono stati inseriti oltre 500 link di lavori presenti in rete a cui il ricercatore potrà rivolgersi per reperire e consultare il testo originale con un semplice click sull’URL della pagina Web. Infatti per quasi la metà dei lavori censiti è stato possibile agli autori individuarela quarantina di siti (elencati alla pagina 13) cui rivolgersi.

Il fatto che il titolo “Saggio di bibliografia speleologica della Venezia Giulia” sia completato dalla dicitura “Parte prima: Inizi – 1915” non è casuale. Gli autori infatti stanno completando la seconda parte (1916 –1945) e lavorando alle successive (1946 – 2000 e 2001 – 2020), parti che dovrebbero veder la luce nei prossimi anni.La rivista è disponibile in formato pdf al link https://caisag.ts.it/atti-e-memorie-n-49/

In apertura un gruppo di speleologi della SAG nel 1913 sullo sfondo della Grotta di Trebiciano (arch. S. Vitri). Qui un’illustrazione su un antico annuario (arc. SAG)

Società Alpina delle Giulie – Sezione del CAI di Trieste

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