Letture. I piaceri segreti del camminare

Piccole storie di camminate e sentieri le definisce Maurizio Bono. In realtà, leggendo il risvolto di copertina del suo bel libro (“In cammino”, Vallardi, 158 pagine, 14,90 euro) si apprende che si tratta di recensioni. Si, proprio come se i sentieri fossero libri, precisa l’autore. Ottima idea. Di leggere e di camminare abbiamo più che mai bisogno se l’Onnipotente ce lo concede. Le possibilità sono infinite, come si può desumere dal libro. Armiamoci perciò di buona volontà e partiamo per un’esplorazione dell’universo pedestre sempre più insidiato sui sentieri dalla concorrenza degli onnipresenti pedalatori, ormai in larga parte sospinti da invisibili ma potenti motorini.

Maurizio Bono

Le “recensioni” di Bono, giornalista culturale, ovviamente grande appassionato di camminate, ci conducono dalle Grigne alla Sardegna, dalla Valle d’Aosta alla Liguria passando per la Corsica, il deserto del Wadi Rum in Giordania, l’isola della Réunion e persino per Milano dove il camminare oltre che il vivere può rappresentare un’avventura.

Nei 15 capitoli di itinerari “per tutte le gambe” ci si imbatte anche nel milanese Michele Maggioni, guida alpina e istruttore di guide alpine. Bono lo ha incontrato e intervistato. Con la gamba che gli è rimasta in seguito a un banale incidente in Vespa e con la protesi che gli è stata applicata al posto dell’altra gamba, Michele compie miracoli camminando su tutti i terreni. E’ un tipo che non si arrende Michele, e la sua storia illumina queste pagine imperdibili e infonde fiducia nei nostri destini anche quando le sventure ci perseguitano.

Da quel professionista che è, Bono si è premurato di corredare la sua fatica letteraria con una serie di note, ricche di spunti e citazioni. Un motivo in più per leggere questo libro scritto più col cuore che con i piedi senza nulla togliere all’importanza che, per realizzare i nostri sogni, le estremità di cui disponiamo facciano il loro dovere. Il suo, quello di Maurizio, è il cuore di un camminatore, certo, sempre disposto a mettersi gioco anche su percorsi non banali. Come quel suo girovagare per il deserto del Wadi Rum in Giordania che fu teatro delle gesta di Lawrence d’Arabia: dove, sotto i piedi, il terreno si presenta ruvido e roccioso, ma cambia curiosamente consistenza a tratti e anche di colore: dal grigio al rosa al bianco. E’ questo uno dei tanti aspetti esaminati dall’autore sul camminare in giro per il mondo. E quell’andarsene passo dopo passo dall’alba al tramonto qui viene messo perfettamente a fuoco nelle sue infinite variazioni.

Ha ragione Bono, camminare è un gesto tutt’altro che scontato e un po’ bisogna esserci portati. Ma di sicuro solo camminando, con lentezza e perseveranza, si riesce a scoprire il mondo dentro e fuori di noi. (Ser)

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