Douce France. In viaggio con Ambra

Studi di antropologia, insegnante di matematica e scienze alle scuole medie, autrice di favole, a lungo conduttrice su una radio dell’hinterland milanese, amabile presenza di quando in quando in questo blog, Ambra Zaghetto non nasconde il suo debole per la montagna, la natura, i viaggi. Appena tornata da un tour tra Auvergne, Loira e Bretagna, in una douce France che più dolce non si può, fa dono ai lettori di MountCity di questa sua testimonianza accompagnata da alcune immagini scattate on the road. Buona lettura.

Ambra Zaghetto

A ZONZO TRA AUVERGNE, LOIRA E BRETAGNA. Vi starete chiedendo dove sia possibile ammirare vulcani, castelli e penisole tutto in una sola volta… Presto detto: in Francia! Vagabondando tra Auvergne, Loira e Bretagna! Quest’anno avevo veramente una voglia spropositata di partire alla scoperta di qualche luogo, probabilmente complice il periodo difficile di lockdown. E così, i primi di luglio, ho preso la macchina e… via! Partita alla volta della Francia senza prenotare nulla, tenda a seguito e un’idea di possibile viaggio. Tutto da vedere e valutare soprattutto in relazione all’eventuale aumento dei contagi in questo Paese. Amante delle montagne e dei passi alpini non ho potuto che optare per il Monginevro all’andata e per il Moncenisio al ritorno. Due passi splendidi che ho sempre nel cuore. Il viaggio è cominciato e si è concluso con l’abbraccio delle montagne che tanto amo…Dopo in confine italiano sono passata per Brianzone e Lione per poi approdare nell’Auvergne dove ho ammirato il susseguirsi delle linee morbide degli antichi vulcani che caratterizzano questa regione. Il picco più alto è il Puy de Sancy (1885m) sul quale si può salire a piedi oppure (comodamente!) con la funivia che parte da Mont-Dore. Vista bellissima da lassù… e in lontananza si scorge il Puy de Dome che, non sarà il più alto tra i vulcani della zona (1464m), ma certamente è il più famoso. E qui non bisogna perdersi il trenino panoramico. Seppure si possa salire alla cima in bici o a piedi, l’esperienza del trenino è davvero particolare!


Il castello di Chambord sulla Loira. In apertura il Puy de Sancy, il vulcano che domina l’Auvergne.

Da questa zona serena e verdissima sono passata attraverso le colline della Francia centrale. Una scoperta! Mi è parso di attraversare la Toscana ma ingrandita di cinque volte. ‘Immensa’! Campi di grano giallissimi, campi di terra brulla di tutte le sfumature del marrone, allegri campi di girasoli, papaveri e avena cullati dal vento costante, colline verdi e morbide che si inseguono all’infinito, casette solitarie… fino ad arrivare alla bellissima Bourges e incominciare a scoprire i Castelli della Loira. Montagne queste? Certamente no ma… montagne di tetti, torri, torrette, scaloni, muraglie. Uno spettacolo dell’architettura! Chambord, Cheverny, la bellissima Blois, Chaumont sur Loire, Amboise, Chenonceau, Villandry, la deliziosa Langeais, Azay le Rideau, Ussé, Chinon e l’imponente Saumur, la perfetta Angers con la sua fortezza, Serrant e Nantes… E qui, certamente, ci accompagna la meravigliosa atmosfera dei vigneti che ricoprono per kilometri tutta la regione. Dormire in tenda lungo il fiume è bellissimo perché alla sera ci si addormenta con un concerto di ranocchie e ranocchiette che, chissà (!), magari l’indomani si trasformeranno in splendide principesse o principi altezzosi… Chissà.

E da Nantes via sù verso nord lungo la costa ovest della Bretagna. Ho iniziato da Vannes e Aurey due cittadine deliziose del Golfo di Morbihan, e da qui in poi la cosa più bella che mi ha accompagnata ogni giorno è stata quella di dormire sempre vicino all’oceano (in tenda!), chiudendo gli occhi e svegliandomi col rumore delle onde dell’oceano che è diverso da quello del ‘nostro’ Mediterraneo.

Ed eccomi rapita dalle spiagge del Quiberon, paradiso dei surfisti. Vento, vento, vento! Sempre vento che spazza fantastiche dune delle quali non sembra possibile scorgere la fine. E camminare al tramonto lungo l’oceano fin tanto che il sole non si ‘brucia’ a contatto con l’acqua lontana a tarda sera… si, perché qui, a luglio, il sole tramonta quasi alle undici di sera. Sere lunghissime e bellissime a guardare un orizzonte infinito cullata solo dal suono dell’oceano.

E qui ci sono anche imponenti siti megalitici nella zona di Carnac, allineamenti misteriosi che riportano, inevitabilmente, alla storia d’Irlanda e di Stonehenge. Si passa per i paesi dei pittori, si rivive la pittura di Gauguin a Pont Aven, assaporando coste ruvide intervallate da spiagge bianche e lunghissime e si giunge alla bellissima cittadina di Quimper e alla deliziosa Locronan dove ho potuto assaporare la mia prima crèpe bretone Blé Noir… che buona!

Onde e ancora onde a Penmarc’h, e si inizia la via dei fari: se ne incontrano di ogni tipo, sulla costa o ‘spersi’ nel mare. Fari che sembrano dialogare tra loro per avvisare chi naviga dell’andamento dei fondali in relazione alla marea, presenza sempre costante.


A tu per tu con l’oceano dalla Pointe du Raz.

Ma da qui in avanti è anche la ‘via’ delle penisole splendide. Si inizia con Pointe du Raz, Pointe du Van, la penisola del Crozon e Cap de la Chèvre… zona di altissime scogliere a picco che imprigionano spiagge bianchissime. E proprio qui, nel mezzo delle penisole, affacciata sulla Baie de Douarnenez si trova la cima più alta della Bretagna: Menez-Hom! Saranno solo 330m di altezza ma la visuale è splendida! Soprattutto nei giorni sereni! Una sosta immancabile per chi passa in Bretagna. Oltre che punto impregnato di storia e leggenda.

Risalendo la Costa delle Leggende il paesaggio cambia moltissimo perché qui si inizia il dialogo intenso tra acqua e roccia viva. Tutta questa costa è ‘fatta’ di rocce pungenti color grigio scuro che emergono con la bassa marea e spariscono con l’alta marea. La costa racconta. No, sono le stesse rocce a raccontare… Si ascolta. Questo ho fatto. Ho ascoltato le rocce e l’oceano. Si sentono storie lontane che echeggiano nel silenzio dei luoghi e nella distanza delle persone.

Roccia anche a nord ma di colore del tutto diverso: rosa! Passando per la bellissima Ile de Batz si giunge alla Costa di Granito Rosa e ci si trova catapultati in un set cinematografico dove rocce delle forme più impensabili recitano una parte di una storia che non ha né inizio né fine, e può avere il seguito che ognuno di noi decide dato che, poi, noi stessi ne diventiamo protagonisti. E da qui giù per le incredibili falesie della Cote du Goelo dove a Pointe de Tour credo proprio di aver lasciato un pezzetto del mio cuore.

Vento e ancora vento per ammirare Cap Fréhel e Fort la Latte. E così ‘approdo’ anche a Mont Saint Michel… L’oceano, purtroppo, stava arretrando. Visita alla Cattedrale e due passi per il borgo per poi fare inversione verso l’Italia. 5000Km di scoperte e di felicità!

Il vento mi ha accompagnata per tutto il viaggio, ogni giorno, come se volesse spingermi sempre più in là, sempre più avanti. Il vento è stato un buon compagno di viaggio, come se portasse i miei occhi a vedere un poco più lontano a ogni passo e le mie orecchie a sentire sempre un po’ meglio le suggestive storie bretoni che, in fondo, accompagnano costantemente il canto dell’oceano.

Testo e foto di Ambra Zaghetto