Letture. Un asinello ci fa sentire migliori

Alfio Scandurra nato a Pordenone da genitori siciliani, lavora in proprio come giardiniere. È specializzato nella potatura di grandi alberi. Da sempre appassionato di sport e natura, da alcuni anni ha cominciato a fare viaggi a piedi in Friuli in compagnia del suo asinello Fiocco, immergendosi nella natura. Di questa esperienza racconta nel libro “Di asini e di boschi. Il mio ritorno al selvatico” (Ediciclo, 176 pagine, 15 euro). “Con Fiocco”, spiega Scandurra, “ho imparato a osservare con attenzione estrema ciò che mi sta intorno, ciò che la fretta e la superficialità della vita quotidiana nascondono. Lui mi ha insegnato a rallentare, a osservare l’universo nel metro quadro di un prato, ad ascoltare il ronzio delle api e il cinguettio degli uccelli. È stato il mio tramite per una connessione più profonda con la natura. Accanto a lui ho scoperto, provandolo su me stesso, che noi uomini siamo ancora capaci di percepire suoni, rumori, colori e odori, e di associarvi emozioni, messaggi o moniti, come gli animali. Apparteniamo al mondo animale”. Scoprire l’universo nel metro quadrato di un prato, sentirsi nel posto più bello del mondo, in cammino come un viandante d’altri tempi, a due passi da casa, riprendere in mano il proprio tempo.
 Sono alcuni degli ingredienti che l’asinello ha portato nella vita di Alfio, facendolo diventare un uomo migliore, riscoprendo insieme il fascino della natura selvatica. Un tema di grande attualità mentre i nostri discorsi (o i nostri sogni) sempre più sono orientati verso la ricerca di una nuova vita più “al naturale” dopo la mazzata del coronavirus.

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