Sentieri “swiss made”. Rigorosamente a cronometro!

Nell’inesauribile luna park dell’Engadina, camminare sembrerebbe ormai agli ultimi posti nella gerarchia delle attività più praticate. Gambe, cuore, muscoli, polmoni, coronarie si possono mettere ben altrimenti alla prova. Dal Maloja a Zuoz o più giù nella bassa Endadina, lungo il corso dell’Inn che va a gettarsi nel Danubio, si pratica rafting su gommoni sballottati dalla corrente, si pedala, si corre, si cavalca. Sui laghi, al primo soffiare della termica che risale la valle da sud ovest a nord est, si scatenano nel pomeriggio i kite surf e il cielo viene oscurato da questi aquiloni che si prestano a ogni genere di acrobazia. Camminare? Ebbene si. C’è ancora chi si cimenta in questo arcaico trastullo giovandosi quasi sempre di racchette, attento a mantenersi sulle sponde dei laghi lasciando il resto della pista al popolo ormai preponderante dei pedalatori come invitano a fare i cartelli con un imperioso “take care” di cui si è già parlato in questo blog.


L’opuscolo “Engadin Trailrunning” con le schede dei percorsi cronometrati.

Ciò che lascia di stucco chi si è fatto una certa idea della montagna sono i sentieri d’alta quota ormai ridotti a piste d’atletica riservate ai non pochi eletti delle ultratrail. Un tempo erano incerte tracce per chi risaliva a piedi le pendici del piz Lunghin o del Nair, o si spingevano fino alla severa capanna d’Es Cha. Oggi, ripetiamo, sono piste di atletica, aspri toboga da percorre in salita e in discesa dagli appassionati di trail running.

Per saperne di più è d’obbligo procurarsi un apposito opuscolo presso gli uffici turistici. E’ gratis e s’intitola “Engadin trailrunning”. Vi sono illustrati la bellezza di una ventina dei citati percorsi cronometrati. Non si sgarra: tempi di percorrenza e dislivelli sono accuratamente cronometrati e indicati con svizzera precisione. Ugualmente indicati sono orari e tariffe di treni, bus e impianti che in Engadina non mancano, puntuali e confortevoli.

Apre la serie la corsa da Sils al piz Lunghin, 969 metri di dislivello su una distanza di 14,6 chilometri da percorrere (così è scritto) in 3 ore e 30 minuti, compreso l’attraversamento dell’incantevole Grevasalvas, il villaggio di Heidi. In “sole” 2.30 ore è “disponibile” il Piz Nair Vertical Run che comporta la risalita dal lago di San Murezzan lungo le piste di sci di Corviglia fino alla rampa dell’oscuro montarozzo che domina il comprensorio sciistico, punto di partenza delle discese di Coppa del Mondo.

Più lunghetto anche se in apparenza meno impegnativo il Piz Nair Grand Tour: cinque ore sono il massimo concesso per questo circuito di 23 chilometri con dislivello di 1382 m, partenza e arrivo alla Hallenbad di San Moritz Bad. Dove un bel tuffo in piscina può concludere la corsa e offrire sollievo all’adrenalinica giornata. (Ser)


L’incantevole conca di Grevasalvas ai piedi del Piz Lunghin, meta prediletta in Engadina degli appassionati di corsa in montagna (ph. Serafin/MountCity)

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