In cammino con 14 “signori degli anelli”

Nel cuore della Maiella immerso nella natura, dove si rivive la storia, la tradizione, il misticismo e la spiritualità, dove il silenzio è rotto dallo scrosciare dei ruscelli: l’anello, il quattordicesimo di Fatti di montagna, si inizia questa volta a Pretoro (CH), un piacevole borgo medioevale, nella località Crocifisso (434 m). Si segue la valle del Fiume con segnaletica E2, percorrendo una carrareccia. Si raggiungono i resti di due Mulini Rupestri, si arriva a una cava di calcare dismessa, e da qui il sentiero inizia a salire inoltrandosi nel fresco bosco lungo un fiume che genera pozze e salti. L’acqua è limpidissima! Comincia così il racconto con cui Luciano Pellegrini ci porta tra gli incanti dell’Appennino risalendo la Valle dell’Angelo con stradine in acciottolato, scalinate, punti panoramici.

Luciano, infaticabile camminatore e scrittore ne è certo: la Maiella è ancora da scoprire e l’anello che ora propone è un’ottima occasione per farlo! Tutti i particolari dell’escursione si trovano in Fatti di montagna. Di recente Pellegrini ha percorso i sentieri dei monti Tatra in Polonia e quelli dei Picos de Europa in Asturia, ma il suo cuore rimane saldamente ancorato all’Appennino. E’ il quattordicesimo “signore degli anelli”, Pellegrini, il quattordicesimo scrittore amico della montagna a rispondere cortesemente all’appello di Fatti di montagna che da diverse settimane inanella, è il caso di dirlo, percorsi circolari chiedendone il dettaglio a illustri firme della terre alte.

“L’idea di proporre l’anello escursionistico come strumento di promozione dei territori montani”, spiega Luca Serenthà che dà vita a uno dei portali più moderni e originali della montagna e dell’outdoor, “è nata come reazione al periodo post lockdown in cui sembrava che la soluzione a tutto fosse vietare (anche l’accesso ai sentieri). Invece va ammesso che l’idea si sta rivelando centrata. Spesso quello che manca a far scattare in una persona la voglia di conoscere nuovi luoghi (non tutti noi si nasce con l’indole da esploratori) è semplicemente il suggerimento o l’invito da parte di chi li conosce e sa presentarne un assaggio del bello che vi si può trovare”.

“L’anello escursionistico”, spiega ancora Serenthà, “è perfetto per immergersi nella natura: ti invita a entrare in un territorio per conoscerlo, passo passo, senza catalizzare tutta l’attenzione sulla meta, e ti riconduce al punto di partenza. Solo fisicamente però: perché rispetto al primo passo, quando si torna a calpestare la stessa impronta si è diventati portatori sani di quel territorio. Ci si è entrati e, se gli abbiamo lasciato lo spazio che si meritano, quei luoghi sono almeno in parte entrati dentro di noi”.

Valore aggiunto dell’appuntamento settimanale con i percorsi “fatti ad anello” proposti da Fatti di montagna con la collaborazione di MountCity è che a suggerirli sono firme che la montagna l’hanno descritta e la sanno raccontare molto bene. Ognuno secondo le proprie sensibilità e competenze.

Di settimana in settimana questa originale galleria di “signori degli anelli” si è arricchita grazie alle firme di Paolo Paci, Alessandro Gogna, Alberto Paleari, Franco Michieli, Davide Sapienza, Paolo Cognetti, Denis Perilli, Livio Sposito, Enrico Camanni, Albano Marcarini, Sara Loffredi, Maria Anna Bertolino, Francesco Prinetti, Luciano Pellegrini. Chi saranno i prossimi? Lo sapremo presto. Attraverso il link https://fattidimontagna.it/rubriche/fatti-ad-anello/ si possono intanto trovare accurate descrizioni in pdf degli anelli pubblicati da conservare e consultare.


In apertura un aspetto del percorso sulla Majella descritto da Luciano Pellegrini. Qui sopra le Odle dove si svolge l’incantevole anello escursionistico proposto da Livio Sposito.

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