Lessinia festival: il Buthan in cattedra

Vola nella scuola tra le più remote al mondo, in un piccolo villaggio sull’Himalaya, il riconoscimento Lessinia d’Oro del Film Festival della Lessinia concluso a Boscochiesanuova (VR) il 30 agosto 2020. Migliore lungometraggio della rassegna è risultato il film “Lunana: a yak in the classroom / Lunana: uno yak in classe” (Bhutan 2019), presentato a Bosco Chiesanuova (Verona) in anteprima italiana. Il giovane regista e fotografo bhutanese Pawo Choyning Dorji, al suo esordio nel lungometraggio di fiction, ha raccolto non solo il consenso del pubblico – presente in sala al Teatro Vittoria e online – della rassegna cinematografica internazionale, ma anche le preferenze della Giuria Microcosmo del carcere di Verona e la menzione speciale “Log to Green”.

Il film racconta di Ugyen, giovane maestro alle prime armi, che trascura i doveri dell’insegnamento e fantastica su una carriera da cantante lontano dal Bhutan, magari in Australia. I suoi superiori lo spediscono a terminare il servizio a Lunana, nella più remota scuola del mondo. Il piccolo villaggio sull’Himalaya si raggiunge dopo otto giorni di cammino; lassù non arrivano elettricità o connessione internet. La scuola non possiede né libri né lavagna, soltanto un placido yak che bruca nel cortile.

Quello che pare un incubo da cui fuggire, si rivela però una profonda lezione di vita. Girando nelle location reali, potendo contare su batterie solari e una troupe ristretta, il regista ha tratto dalla forza spirituale dell’intero villaggio il racconto di una ricerca della felicità e di senso di appartenenza dal valore universale.

Migliore cortometraggio in programma alla ventiseiesima edizione del festival guidato dal direttore artistico Alessandro Anderloni, l’unico concorso cinematografico internazionale esclusivamente dedicato a cortometraggi, documentari, lungometraggi, film d’animazione su vita, storia e tradizioni in montagna, è risultato “Asho” (Iran 2019). Il documentario di Jafar Najafi, fotografo e ricercatore iraniano, è stato premiato con la Lessinia d’Argento. Il regista ha raccontato la quotidianità del giovanissimo pastore Asho i cui giorni in Iran trascorrono tra la cura del gregge di capre della famiglia, la divorante passione per il cinema, il sogno di diventare attore.

Tra i riconoscimenti speciali, il Premio del Curatorium Cimbricum Veronense alla memoria di Piero Piazzola e Mario Pigozzi al miglior film di un regista giovane è stato attribuito a “Kanants gyughe / Villaggio di donne” (Armenia, Francia 2019) di Tamara Stepanyan. La telecamera della regista e sceneggiatrice armena, formatasi in regia cinematografica in Libano, ha seguito le vicende delle donne del villaggio di Lichk, sui monti dell’Armenia. Qui, nove mesi l’anno, padri e mariti lasciano la famiglia e partono per la Russia in cerca di lavoro; non torneranno prima dell’inverno mentre le mogli coltivano la terra, allevano il bestiame e crescono i figli.

Per il lungometraggio “L’Apprendistato” (Italia 2019), il regista romano Davide Maldi ha ricevuto il Premio della Cassa Rurale Vallagarina, assegnato al miglior film sulle Alpi. Straordinario giovane protagonista è il quattordicenne Luca, le cui mani sono già segnate dalla vita di montagna fatta di natura, aria aperta, cura per le bestie, mungitura, passione per la caccia. Sembra muoversi placido eppure felice nel suo ambiente, fino a quando la famiglia non lo convince a iscriversi a una scuola alberghiera tanto rinomata quanto severa.

Il “Log to Green Movie Award” per il miglior film sostenibile è andato al documentario del fotografo e filmmaker freelance originario di Salonicco, Panos Arvanitakis, autore di “Apolithomata / Fossili” (Grecia 2019). I campi lunghi del documentarista si soffermano sulla terra d’Eordea che, milioni di anni fa, la ospitava una costellazione di laghi incoronati da fitta vegetazione. Oggi la vita preistorica è mutata in carbone, estratto da imponenti scavatrici; la vasta area si è trasformata in grigio deserto, velato da scura nebbia, dove la voce di macchinari, centrali, miniere che non cessano mai di frantumare la roccia disegnano nuove morfologie, aliene a quelle terrestri.


Un fotogramma di “La ciliegina sulla torta”, cartoon franco belga premiato dai bambini della Lessinia. In apertura un’immagine di “Lunana: a yak in the classroom / Lunana: uno yak in classe” (Bhutan 2019), vincitore del premio Lessinia d’oro a Bosco Chiesanuova (Verona).

Il Premio dei bambini è stato conquistato da “La cerise sul le gâteau / La ciliegina sulla torta” (Belgio, Francia 2019) di Frits Standaert, storia di un principe timido che preferisce abbuffarsi anziché far la corte alle principesse.

Il Film Festival della Lessinia poteva vantare per questa edizione per il secondo anno dell’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo al quale si aggiunge il nuovo Patrocinio del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per il numero dei Paesi invitati e selezionati al Concorso; inoltre il rinnovo di quello del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare che certifica l’impegno green della rassegna. Sostenitori del Festival sono il Ministero per i beni e le attività culturali insieme con Comune di Bosco Chiesanuova, Comunità Montana della Lessinia e Parco della Lessinia, Regione Veneto.

Si confermano main sponsor la Cassa Rurale Vallagarina e il Gruppo Fimauto. Patrocinano la rassegna la Fondazione Cariverona, l’Università degli Studi di Verona e il WWF Italia. Lo sostengono la Provincia di Verona, la Chiesa Valdese, il Curatorium Cimbricum Veronense, il Goethe Zentrum Verona nonché l’associazione Amici del Festival.

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