“Iocamminodasola”, la traversata dell’indomabile Flavia

Storica, ricercatrice, impegnata nella divulgazione scientifica con istituzioni pubbliche e private per la realizzazione di mostre, libri, convegni, corsi, conferenze, Flavia Cellerino intrattiene le persone a casa o in cammino con argomenti rivolti rigorosamente al bello. Il bello dei paesaggi, il bello della pittura. Grazie a lei, platee virtuali sono rimaste per diversi giorni letteralmente incatenate ai monitor anche come reazione al clima davvero pesante della trascorsa primavera. A Milano hanno seguito le sue lezioni gli iscritti all’associazione Edelweiss, poi quelli della Società Escursionisti Milanesi e i bibliotecari di BiblioCai. Più di recente Flavia ha aperto un dialogo con gli amici di MountCity: uno spazio in cui la grande bellezza della montagna si coniuga con la rappresentazione offerta nei secoli da pittori illustri o, in alcuni casi, ai più sconosciuti. Ora Flavia annuncia il progetto “Iocamminodasola”. Coprirà i chilometri che vanno tra la Valle Aurina e Lampedusa in tante uscite anche ripetendo lo stesso percorso, documentandolo. Alla fine 1290 chilometri saranno la somma degli itinerari percorsi in solitudine in un anno, dal 21 settembre 2020 al 21 settembre 2021. Come ciò avverrà lo racconta qui lei stessa in anteprima. In bocca al lupo e buone passeggiate carissima Flavia!

Il progetto

Un segmento lungo 1290 km che unisce idealmente il punto più a nord e il punto più a sud del territorio della nostra penisola (rispettivamente dalla testa Gemella Occidentale nelle Alpi Aurine a Punta Pesce Spada a Lampedusa). E già questi due poli definiscono territori densi di significati storico e culturale, dalle Alpi barriera e corridoio, al pieno Mediterraneo da sempre crocevia e intersezione di popoli. Eppure questa può essere una congiungente geografica come tante, per definire una distanza da percorrere in un anno, camminando su sentieri e percorsi appenninici o alpini, e sommando giorno dopo giorno e km segnati.

I particolari

Da parecchi anni itinerari più o meno storici o turistici stanno rilanciando il tema del “cammino”. L’escursionismo in Italia ha vissuto una stagione felice sino agli anni 70 del secolo trascorso, poi ha avuto una caduta libera verticale ed è recentemente ri-esploso, spesso caricato di sovrastrutture culturali, tecniche, gastronomiche, sportive…

Io voglio rivendicare la libertà di … camminare e basta. Di farlo da sola, come ho sempre fatto.

Di farlo con una componente contemplativa ed essenziale. Ripetendo anche i percorsi, esattamente come Monet dipingeva più volte la facciata della cattedrale di Reims, o Cezanne che ha costruito il suo universo pittorico intorno alla Sainte Victoire.

In termini poetici, recuperando una tradizione antica, lo “spaesamento” è la capacità di vedere sempre con occhi nuovi (perché noi cambiamo ogni giorno) quanto ci circonda che cambia con noi, e quindi rende nuovo anche ciò  che conosciamo bene.

Questa esperienza è anche un gesto di ribellione contro certe performance machiste che disegnano il cammino come un’esperienza estrema o eroica, contro l’esasperazione delle campagne mediatiche che costruiscono eventi sul nulla.

Una donna di 57 anni, normale. Con il carico di impegni familiari e lavorativi, con un fisico minuto, che fa la cosa più naturale del mondo: camminare.

Come peraltro le donne hanno sempre fatto, per necessità e sopravvivenza, nei secoli.

Camminare da sola forse perché considero la solitudine un privilegio, o semplicemente non ho mai avuto paura.

Chi è Flavia

Nata a Genova, città di mare e anche di Appennino, cresciuta camminando con mio padre, soprattutto, lungo i sentieri.

Da mio padre ho imparato a fermarmi a parlare con i contadini, a guardare le forme delle montagne, a capire il cammino prima di farlo.

E ancora grazie a lui e a mia madre ho incontrato le prime letture formative: Nuto Revelli, Mario Rigoni Stern, Dino Buzzati, alle quali se ne sono aggiunte molte altre, in un intreccio di scoperte intellettuali che si incuneavano nei passi.

Credo di essere un po’ anarchica e un po’ ribelle, non amo le massificazioni, mi sta decisamente stretto il mondo dei social in cui il nulla si maschera di sostanza.

Preferisco prima fare e poi parlare, prima studiare e poi esprimermi.

Mi sento a mio agio più con un paio di scarponi ai piedi che con i tacchi.

Ma se amo una cosa, mi piace condividerla.

Così è nata “Artesulcammino”, una comunità di persone che amano come me conoscere il territorio e le microstorie, quello che Revelli aveva definito, mutuando le definzioni verghiane il “mondo dei vinti”. Vinti che in realtà, per me, spesso hanno vinto, con grande dignità la battaglia dell’esistenza.

Da 12 anni camminiamo insieme, e studiamo e cerchiamo di capire. Accogliendo chiunque arrivi tra noi e resti con noi, senza pregiudizi, condividendo esperienze, trasformandole in cemento per essere, forse, migliori.

1290 km sembrano tanti, ma sono solo un pezzo di strada e di vita.

Il progetto viene presentato martedì 15 settembre a Genova (nel link qui sotto tutti i particolari e l’invito alla presentazione) e parte ufficialmente il 22 settembre con la prima camminata.

Flavia Cellerino

https://www.facebook.com/flavia.cellerino.1

https://www.artesulcammino.it/il-nuovo-programma-di-artesulcammino/

https://www.linkedin.com/in/flavia-cellerino-494b9350/

https://www.artesulcammino.it/

Per seguire la rubrica “Arte in montagna”:

http://www.mountcity.it/index.php/category/arte-in-montagna/

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