Letture. Torna sugli scaffali il capolavoro di Diemberger

Classe 1932, austriaco di nascita ma da molti anni residente in Italia, Kurt Diemberger è l’unico alpinista vivente ad aver scalato due 8000 in “prima” assoluta: il Broad Peak nel 1957, primo ottomila vinto in stile alpino, e il Dhaulagiri nel 1960. La riedizione del suo capolavoro “Tra zero e ottomila” (apparso per la prima volta nel 1970 per Zanichelli), nono titolo della collana ”Stelle alpine” di Ulrico Hoepli Editore diretta da Marco Albino Ferrari, è uno dei migliori regali che l’editoria di montagna risvegliatasi dal lockdown abbia fatto agli appassionati. E’ un vero gioiello questo libro, ritrovato nello scrigno della grande istituzione culturale milanese che nella sua Libreria Internazionale vanta duecentomila titoli esposti. E il cui fondatore meriterebbe, lui sì, una statua in uno dei giardini milanesi dove sostare per godersi uno dei suoi libri.

Chi ha avuto la fortuna di poter contare sull’amicizia di Kurt ritroverà in queste pagine quel suo “mood” sereno e disinvolto con cui affronta la vita e certe avventure tremende mettendoci anche un po’ di goliardica allegria. Perché, si, c’è sempre un velo di goliardia in ogni riga, ma non bisogna con ciò farsi un’idea sbagliata del personaggio. L’alpinismo è stato per Diemberger un impegno costante affrontato con professionalità e puntiglio non meno delle sue scalate cartacee, delle sue affollate conferenze, dei film realizzati nell’aria sottile degli ottomila. Fantastico viene definito lo stile di Kurt da Tona Sironi che gli fu compagna nella vita e in varie avventure alpinistiche estreme per i suoi tempi, e che tradusse dal tedesco diversi suoi libri (tranne questo “perché a quell’epoca”, racconta la gentile Tona, “eravamo in fase di divorzio”).

“Definire stupende le emozioni che la lettura di Kurt suscita è poco”, dice oggi la cara Tona, amica di tanti alpinisti e da tempo immemorabile attivissima nel portare soccorso, attraverso l’organizzazione  Eco Himal, alle popolazioni himalayane. “Mentre leggi godi le immagini che Kurt evoca, gli echi che fa risuonare nella mente con la ricchezza delle descrizioni, l’immediatezza dei dialoghi, l’humor, gli avverbi e gli aggettivi collocati al posto giusto. Nessuno di troppo”.

Non si saprebbe che cos’altro aggiungere della prosa di Kurt. Ma del suo modo di essere un particolare emerge in tutti i 31 capitoli. Mai un’ombra sembra annunciarsi tra lui e i compagni di avventure a differenza di certi libri di grandi alpinisti inzuppati di polemiche e invettive, branditi come clave. Con il compagno di cordata Wolfi l’intesa è sempre stata perfetta e memorabile resta la scalata alla nord dell’Eiger nel 1958, un giocare a rimpiattino con la morte senza mai tradire un’incertezza. E’ un’intesa invidiabile questa tra due giganti dell’alpinismo che si è protratta finora senza che mai si perdessero di vista.

Definire questo libro un testo-monumento della letteratura di montagna è dunque il minimo che si possa fare ed è immaginabile l’impegno che ci ha messo Roberto Mantovani per arricchire questa nuova edizione con due inediti capitoli e alcune rare fotografie. Un particolare per concludere. L’onere e l’onore di tradurre quest’opera, a quanto si sa, venne affidato all’amico Spiro Dalla Porta-Xydias del cui nome non si trova però traccia nella nuova edizione. “So che anche Spiro soffrì non poco”, rivela ancora Tona Sironi, “in quanto Kurt trascorse più di un mese per correggere tutte le cose che non gli andavano a genio, lavorando alla casa editrice Zanichelli a Bologna. Dove va segnalato che Kurt conobbe Teresa, la creatura paziente che oggi riesce a reggere alle sue critiche e lo sostiene. Forse perché, felicemente, non conosce il tedesco!” (Ser)


Grande viaggiatore, Kurt Diemberger è autore di innumerevoli libri di alpinismo, alcuni dei quali sono considerati dei veri e propri evergreen. Tra questi “Tra zero e ottomila” che non può mancare nella biblioteca di ogni appassionato. Nelle due foto qui sopra Kurt con l’amico Wolfi nel 1958, al tempo della scalata alla nord dell’Eiger, e più di recente in occasione di un suo compleanno (ph. Serafin/MountCity)

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