Letture. La bianca visitatrice fiocco per fiocco

È Franco Brevini il vincitore del Premio Itas del Libro di Montagna. Il suo “Il libro della neve”, edito da ilMulino (460 pagine in carta patinata, centinaia di illustrazioni, 45 euro) è stato ritenuto il migliore dall’importante riconoscimento presieduto da Enrico Brizzi e anche, perché no?, uno dei migliori libri dedicati all’ambiente arrivati di recente sugli scaffali.

Franco Brevini

Per meglio comprendere l’importanza del Premio Itas va tenuto conto che questa 46°edizione è stata da record per numero di opere partecipanti: 123 libri in totale, 58 le case editrici. Una novità è stata anche la proclamazione di un unico vincitore assoluto. Oltre a vincere nella sezione “Ricerca e Ambiente” (per la quale la sua opera era in concorso), Brevini è dunque il primo vincitore del Premio Itas nella sua rinnovata struttura.

Critico letterario, docente universitario, alpinista appassionato e protagonista di viaggi d’esplorazione ai quattro angoli del mondo, Brevini è uno scrittore eclettico che ama spingersi con i suoi libri sui sentieri della poesia dialettale italiana di cui è uno dei massimi studiosi come sulle vie delle montagne più alte.

Nel “Libro della neve” l’autore parte dall’osservazione di un singolo fiocco di neve per trascinarci in un viaggio affascinante che spazia dai pattinatori raffigurati nei quadri fiamminghi, al senso del sublime che le Alpi innevate evocano ai poeti romantici, alle storie di Andersen, Mary Shelley, Kafka, Joyce, London, Rigoni Stern.

L’opera premiata è stata definita enorme non solo come numero di pagine, ricca com’è di informazioni e curiosità tra passato e presente raccolte con cura certosina anche grazie a numerose ricerche sul campo dopo 50 anni di alpinismo e viaggi in cui Brevini ha attraversato il Polo Nord e scalato i principali 4000 del mondo.

Il libro è organizzato in aree tematiche: la neve viene declinata nella letteratura come emblema del candore e della bellezza del corpo femminile, la neve è analizzata con centinaia di esempi come ingrediente della musica, della letteratura, della scienza. Brevini ha poi voluto ricostruire che cosa è stata la neve nei tempi, che cosa ci hanno visto i popoli e gli artisti. Convinto che la “bianca visitatrice” continua ad affascinarci perché è il luogo dell’altrove, perché rende i luoghi irreali e riporta costantemente alle sensazioni dell’infanzia, stagione mitica della vita. (Ser)

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