Mostre. Il medico che raccontò la vita delle valli

E’annunciata nelle Valli di Lanzo la riapertura della mostra “Piero Girardi fotografo” curata da Bruno Guglielmotto-Ravet, Fabrizio Massara, Marino Ravani e Francesca Rocci. La rassegna viene ospitata a Forno Alpi Graie (Groscavallo, TO), nella ex cappella di N.S. del Suffragio dal 19 settembre al 6 gennaio. Nella cappella recentemente restaurata (sulla piazza all’inizio del paese) vengono esposte  45 fotografie di Girardi (Torino, 1882-1964), medico patologo all’Ospedale Maggiore San Giovanni Battista Molinette di Torino e docente di Patologia medica alla Facoltà di Medicina.

Era appassionato di alpinismo e fotografia il dottor Girardi che in estate villeggiava a Forno Alpi Graie di cui la sua famiglia era originaria. Le fotografie, realizzate negli anni Venti-Trenta del secolo scorso, intendono definire quale fosse il rapporto che ’l Professor (come era appellato in paese) aveva con le persone e i luoghi della Val Grande di Lanzo e nello specifico con Forno Alpi Graie. Le inquadrature di Girardi erano in funzione della sua conoscenza nel cogliere quei passaggi significativi relativi alla sua perizia alpinistica, o della sua relazione con la comunità valligiana.

Gli scatti esposti nella mostra ci dicono che per lui fotografare non era un esercizio di distrazione o d’evasione e di gioco, ma raccontano di uno stretto rapporto con il soggetto: fotografava ciò di cui aveva esperienza e voleva che questa attività fosse partecipata. La sua prossimità a persone e luoghi, oltre a rimanere in ricordi e racconti, è palese in molte sue fotografie.

L’immagine simbolo della mostra è un paesaggio montano con una figura colta in un momento della giornata lavorativa. S’intitola “Sui sentieri di casa” (vallone di Sea). Qui la bellezza del panorama è in contrapposizione alla durezza e ai sacrifici della vita di montagna, quasi fosse una possibile consolazione quotidiana. Il garbin che l’uomo porta sulla testa contiene non solo cose, ma raccoglie tutti i saperi, i valori, le tradizioni di una valle.

Le sezioni in cui si sviluppa il percorso espositivo permettono di rappresentare la realtàquotidiana di un luogo montano:

– Il paesaggio, con vedute alpine dei ghiacciai sulla frontiera con la Savoia, delle vette della Piccola Ciamarella, dell’Albaron di Sea, dell’Uja della Ciamarella: come non riconoscere il mutamento del paesaggio paragonando queste fotografia con lo stato odierno di quei luoghi! E poi i riflessi nel laghetto del Pian dei Giovanot, la cappella di San Matteo e le suore con il copricapo a “cornetta”, il bel pianoro degli Alboni.

– La fiera di Forno: un appuntamento che portava in paese i carri degli ambulanti, seguiti dalle famiglie; la piazza si animava di banchi, si trovava tutto il necessario dalla pentole agli oggetti in legno tornito, arrivavano anche gli stagnini e gli arrotini. Foto che documentano momenti importanti per la comunità.

– I bambini: seduti fuori casa per fare colazione, o attratti dalla venditrice di biscotti, o intenti a giocare con le trottole, con gli sguardi attenti all’obbiettivo del fotografo. Sono anche attimi di vita, a volte rubati per fissare la naturalezza dei gesti.

“Il paiolo splendente” è il titolo di questa fotografia di Piero Gilardi. In apertura suore a San Matteo.

– La pastorizia: greggi di pecore e mandrie di vacche riprese agli alpeggi, al pascolo o durante la mungitura, sempre accomunati ai loro custodi; famiglie di margari, vecchi e ragazzini in un mestiere antico vissuto all’aria aperta. Un raccontare attraverso le immagini il duro lavoro dei pastori.

– La segale: la mietitura e la trebbiatura su agli Alboni; la falce messoria e i correggiati, strumenti di lavoro ormai in disuso, si accompagnano ai gesti antichi degli alpigiani.

– Momenti di religiosità: le processioni con le compagnie religiose e i loro stendardi ricamati, il santuario della Madonna di Loreto, fulcro della religiosità valligiana, le scalinate ascese con antica devozione

– Verso valle: uno sguardo che da Forno scende a Chialamberto, incontrando sentieri tra i campi, un vecchio con le sua capre, la processione a Bonzo e un interessantissimo venditore di legacci e grasso per scarpe montanare.

A corredo della mostra il ricco catalogo raccoglie tutte le fotografie esposte, introdotte dal testo biografico di Fabrizio Massara e Francesca Rocci; segue il commento critico di Marino Ravani, Piero Girardi, fotoamatore con lo stetoscopio.

La mostra

“Piero Girardi fotografo. Un medico ritrae Forno Alpi Graie e l’alta Val Grande nella prima metà del Novecento” a cura di Bruno Guglielmotto-Ravet, Fabrizio Massara, Marino Ravani e Francesca Rocci. Esposizione di 45 fotografie in bianco e nero, una mostra della Società Storica delle Valli di Lanzo con il supporto di Albergo Savoia, Forno Alpi Graie, Amici di Forno Alpi Graie, Istituto del Chiosèt in collaborazione con Comune di Groscavallo, Groscavallo Mountain Festival, Consorzio Operatori turistici Valli di Lanzo.

Dove

Forno Alpi Graie (Groscavallo, TO), ex cappella di N.S. del SuffragioQuando: 19 settembre 2020 – 6 gennaio 2021. Apertura tutti i giorni, ore 9-12 e 15-18.

Il catalogo

A cura di Bruno Guglielmotto-Ravet, Fabrizio Massara, Marino Ravani e Francesca Rocci. Una pubblicazione di 48 pagine, con 47 illustrazioni (2019) edita da Società Storica delle Valli di Lanzo, collana Stille – 5 con il supporto diAlbergo Savoia, Forno Alpi Graie, Istituto del Chiosèt.

SOCIETÀ STORICA DELLE VALLI DI LANZOpresso Biblioteca Civica, via San Giovanni Bosco 1, 10074 Lanzo Torinese (TO) Tel. 347.8498949 / info@societastorica-dellevallidilanzo.it www.societastorica-dellevallidilanzo.it

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