Il popolo della movida incontra la montagna

Nessuno se l’aspettava in tempi di pandemia, ma molti rifugi delle Dolomiti sono stati presi d’assalto durante l’estate. Magari da clienti con le infradito ai piedi, anche là dove il sentiero ha scalini di sassi e roccia. Al rifugio Berti, ai piedi del Popera,si legge sulla stampa locale che le ragazze sono salite in pantaloncini e reggiseno. Vicino c’è il lago, non così rinomato come quello del Sorapis, ma comunque adatto per prendere il sole in costume da bagno.

La cosa più curiosa segnalata dal rifugio Biella riguarda coloro che sopraggiungono senza la suola degli scarponi. Almeno 40-50 per stagione. A casa recuperano vecchi scarponi, abbandonati magari da decenni, li calzano senza verificarne la tenuta e lungo il sentiero si stacca qualche pezzo. “A suo tempo”, riferiscono i rifugisti, “ci eravamo attrezzati con scarponi in vendita, ma c’era gente che li rifiutava: non piaceva il colore. Quest’estate ci siamo limitati a fornire le stringhe da elettricista per tenere la suola”.

Cani lasciati liberi, motociclisti e ciclisti indisciplinati sui sentieri, adunate musicali fuori controllo. Un allarme arriva dalla Coldiretti del Friuli Venezia Giulia. Ai meravigliosi laghi di Fusine nel Tarvisiano, il “No borders music festival” ha lasciato vistose tracce: tratti di terreno sono stati asportati da mezzi cingolati, prati ingialliti e rifiuti un po’ ovunque. Difficile trovare un metro quadro di terreno in cui non si rinvenga un mozzicone di sigaretta, un tappo di plastica o una cartaccia. Anche questo si legge sui giornali locali. I crinali prativi, in qualche caso, causa un eccesso di calpestio, hanno perduto definitivamente la cotica erbosa innescando fin dall’alta quota processi erosivi dei pascoli.

Numerosi gli abusi motoristici denunciati. Ma sembra che non ci sia rimedio al frastuono provocato dai centauri sui passi dolomitici trasformati in piste da gran premio. Indubbiamente senza moto nelle Dolomiti starebbe assai meglio chi lassù cerca la pace, anche se i motociclisti riempiono i bar e i ristoranti più di quanto facciano gli alpinisti. Ma chi tra i politici è disposto a eliminarli o quanto meno a disciplinarli?

Infine, non tutto il fuoristrada viene per nuocere. Il Fuoristrada Club Tolmezzo organizza il 27 settembre il Raduno Carnia Memorial Titta Concina a una condizione: che i piloti partecipino a una raccolta ecologica. Infatti gli equipaggi dovranno raccogliere rifiuti lungo il percorso. Alla fine della giornata la spazzatura sarà pesata e consegnata alla piazzola ecologica di Tolmezzo. Classifica speciale per i migliori raccoglitori di rifiuti. (Ser)