Corsi. Imparare a vedere con altri occhi

Il pensare a una via di salita verso una cima è un’idea di montagna. Come anche il percorrere una via ferrata o il voler camminare ai bordi di un ghiacciaio sono idee di montagna. Diverse. Come diverse sono le ideologie di questi desideri consapevoli o inconsapevoli. Ma la base comune resta la passione (grande) per la quota, per la roccia sotto le dita, per il ghiaccio che scricchiola sotto ai ramponi. “Idee di montagna” che spesso spingono la persona oltre limiti che prevedono competenza e preparazione: l’alta quota non è propriamente accessibile a tutti!

Ambra Zaghetto

Spinta dalla forte passione per la montagna e dalla personale curiosità di capire come fare ad arrivare su una cima a me “preclusa” o su un ghiacciaio, nel 2013 avevo deciso di iscrivermi a un corso di alpinismo base. Infatti, già da qualche tempo mi avventuravo da sola per le montagne e sentivo che mi mancava qualcosa. Questo qualcosa era una conoscenza un po’ più approfondita di un ambiente non proprio “mio”, dei materiali e delle tecniche.

Quando si va in montagna, e ci si spinge oltre quel confine invisibile che mostra la vera difficoltà, è necessario riconoscere il proprio limite di competenza ed esperienza e… prendere provvedimenti!

Allora, come adesso, ritengo che la soluzione migliore sia proprio frequentare un corso di alpinismo per imparare i fondamenti che accompagneranno ogni personale salita sulle montagne. E credo che questo sia lo spirito che ha guidato anche i miei compagni di corso. Certamente ognuno con le proprie idee, ma in fondo si è sempre “lì” per imparare che cosa voglia dire andare in montagna in senso alpinistico, e in sicurezza.


 
“Un corso di alpinismo ci può guidare nell’entrare con più consapevolezza in un ambiente diverso e a volte ostile, ci può insegnare ad avere rispetto di questo ambiente e ci può indicare come conoscerlo e avvicinarlo con spirito nuovo e più attento”.

Prima di cominciare il corso mi ero informata sul programma. Non s’impareranno mica solo i nodi a un corso di alpinismo? No, certamente no! Non si imparano solo quelli seppure siano la “base” per tanto altro, i nodi. Fondamento dei fondamenti! Sono un capolavoro dell’ingegneria della mente umana e base di tutto quanto poi si svolge in azione durante il corso di alpinismo. Bisogna impararli i nodi! E bene! E saperli fare! Corretti e in modo rapido!

Azzardo nel dire che forse il nodo “a otto” è un poco l’essenza dell’agire in senso alpinistico: da lì ho imparato che “si parte”. È la prima cosa che ti insegnano gli istruttori. Lo impari, per bene, e poi lo realizzi per attaccare la corda al tuo imbrago. In fondo pare un nodo “della vita” perché a quel nodo ci appendiamo, ci attacchiamo noi stessi, il nostro respiro, per il tempo di arrampicata e progressione in senso generale. E certo poi vengono anche tutti (ma proprio tutti!) gli altri nodi fondamentali dell’alpinismo.

E’ curioso pensare al termine nodo. In origine “intreccio”. Adesso, dopo un po’ di anni che vado in montagna con altro spirito e cognizione di causa, il termine nodo lo intendo come estensione del concetto di intreccio. Affiancarlo al concetto di cordata ora è facile perché ne capisco il senso. Proprio durante il corso di alpinismo ho imparato e capito che cosa voglia dire legarsi in cordata, e nella pratica ho appreso la modalità di progressione su roccia e su ghiaccio. E, a ben guardare, la progressione di una cordata di alpinisti è un intreccio… Intreccio di vite sospese in un limbo colore del cielo e della roccia, intreccio di corde e materiali, intreccio di movimenti e azioni organizzate e regolate da un codice silenzioso che ha come fondamento l’alfabeto dei nodi e il vocabolario delle parole essenziali o dei gesti di chi arrampica e sale le alte vette. Sempre con grande rispetto! Un’alleanza di corda…

Quando ci si lega a qualcuno in montagna è bene fare una scelta accurata del compagno. Si è scelti o si sceglie? Credo nessuna delle due cose: ci si trova/incontra. Forse per caso, o forse no. Perché la montagna è poi la madre “sottile” che segue chi la custodisce nel cuore e fa “sentire”, a pelle, chicondividerà con noi quei momenti speciali sulle cime silenziose. E anche questo ti insegnano al corso di alpinismo.

Perché, effettivamente, trovarsi appesi in parete con qualcuno che condivide ben poco col nostro modo di essere ed agire può diventare insostenibile. Oltre che frustrante è pericoloso. Condividere col compagno (o con i compagni) un’idea di montagna e di vita significa vedere con gli stessi occhi e sentire con le stesse mani quella materia che tanto ci attrae sulle alte vette. Il rispetto per questo mondo silenzioso. Il rispetto per la montagna è saper ascoltare ed è saper vedere.

In montagna cerco di non fare rumore, di non dare voce al compagno di cordata. Desidero passare in punta di piedi e dita, zitta, perché sulla parete io sono un corpo estraneo. Per me la parete è una creatura gigantesca e io una sua pulce che viaggia di nascosto. Non pianto chiodi, non per rispetto dell’ambiente, ma perché non voglio che s’accorga di me. Uso quelli che sono già in parete. Non l’addomesticherò mai, mai potrò azzardare un’intimità. La risalgo solo per la sua bellezza.

Durante un corso di alpinismo certamente queste cose non si imparano. Lo stato mentale e la sensibilità con le quali ci si avvicina a “ciò che è della montagna” sono cose innate. Nessuno ci può insegnare a vedere con altri occhi il mondo che ci sta attorno, in senso generale. Tuttavia, un corso di alpinismo ci può forse guidare nell’entrare con più consapevolezza in un ambiente diverso e a volte ostile, ci può insegnare ad avere rispetto di questo ambiente e ci può indicare come conoscerlo e avvicinarlo con spirito nuovo e più attento.

Effettivamente un corso di alpinismo cambia il modo di porsi di fronte alla montagna: se si conserva l’umiltà di azione e il rispetto per la Natura che ci ospita, la teoria e la pratica mirata in senso alpinistico mostrano e insegnano anche una nuova possibilità di valutazione.

Spesso gli incidenti più gravi in montagna derivano da errori di valutazione, eccesso di fiducia e sicurezza… Quindi, guardare con occhi diversi e consapevoli alla montagna diventa fondamentale per la sicurezza. Ho notato, a livello personale, come il corso, e con esso l’acquisizione delle nozioni alpinistiche di base, mi abbia permesso di crescere nel mio modo di avvicinarmi alla montagna.

Durante quella primavera del 2013 ho notato lo stesso cambiamento, seppure in modo diverso e come osservatrice esterna, anche nei miei compagni di corso. Ognuno ha trovato la direzione che più gli si confaceva, e ha fatto proprie le regole per la propria sicurezza e quella del compagno/a di cordata, per migliorare il proprio avvicinarsi alla montagna. Questo è fondamentale, e chiunque nutra una sana passione per la montagna dovrebbe impararlo.

Un’esperienza meravigliosa quella del corso di alpinismo, indimenticabile, ricca e intensa. Pervasa anche dalla simpatia dei momenti conviviali passati assieme ai miei dodici compagni di avventura. E’ stata un’esperienza che mi ha insegnato le basi dell’alpinismo ma nel complesso è risultata troppo breve ed effimera per poter arrivare a dire a fine corso: “Sono un’alpinista”. La cosa è ben diversa! Quanto ci sembra “a portata di mano” in montagna non lo è, poi, così tanto. E in fondo l’attestato di fine corso è e resta un semplice attestato. L’essere alpinisti è davvero un’altra cosa!

Ambra Zaghetto


“E’ stata un’esperienza che mi ha insegnato le basi dell’alpinismo ma nel complesso è risultata troppo breve ed effimera per poter arrivare a dire a fine corso: sono un’alpinista”.

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