Solidarietà alpina. Eroismi alla luce della fotocellula

E’ andata in scena sabato 19 settembre a Pinzolo (TN) la 49° edizione del Pemio internazionale per la solidarietà alpina, con la cerimonia al Paladolomiti e la consegna della Targa a Teresina Monegatti Casanova, di Pejo, ovvero la “Signora” del rifugio Mantova al Viòz, a quota 3.535 metri, eletta a simbolo dei rifugisti delle Alpi e di tutte le terre alte del mondo. La premiata, che da 58 anni, con la sua famiglia, gestisce il rifugio al Viòz, ha definito la Targa d’argento del tutto inaspettata e ha racchiuso, in poche ma chiare parole, il senso della sua vita sulle vette. “Sono state stagioni difficili ma anche ricche di soddisfazioni, incontri, amicizie, solidarietà”. Nel consegnare la targa, Angiolino Binelli ha sottolineato lo spirito del premio, quello di dare voce a chi, in silenzio e senza clamore, mette a rischio la propria vita per salvare quella degli altri”.

Teresina Monegatti Casanova, vincitrice della Targa d’argento per la Solidarietà alpina, con Angiolino Binelli, presidente del Comitato organizzatore.

La Medaglia d’Oro, coniata ogni anno alla memoria di chi ha perso la vita in operazioni di soccorso, è stata consegnata alla moglie e ai figli di Lukas Forer, 43 anni, capo della stazione di Soccorso alpino di Campo Tures, scomparso il 6 giugno scorso in un tragico incidente durante un’esercitazione. La vicenda, che ha colpito molto il mondo della montagna e non solo, è ritornata con il suo carico di tragicità e dolore nella parole pronunciate oggi da Ernst Winkler, presidente del Bergrettung Südtirol (Soccorso alpino Alto Adige).

“Lukas Forer”, ha dichiarato Winkler, “ha lasciato un grande vuoto nella sua famiglia e nel Soccorso alpino. Aveva un grande senso di responsabilità ed era molto prudente. La sua prima preoccupazione era che i componenti della sua squadra tornassero a casa sani e salvi. Il nostro impegno è grande, talvolta pericoloso e di fronte anche a questa tragedia mi sento come un nuovo membro nella famiglia della solidarietà”.

Su segnalazione della guida alpina di Campiglio Pio Ferrari, è stato infine consegnato un riconoscimento alle stazioni del Soccorso alpino di Pinzolo e Madonna di Campiglio per il difficile intervento che il 6 agosto 2019 hanno effettuato, permettendo di salvare due alpinisti intrappolati tra la roccia e il ghiaccio nella patte finale della discesa dal Crozzon di Brenta.


La cerimonia della consegna a Pinzolo (TN) della 49a Targa d’argento. Nella foto di apertura il Crozzon di Brenta, teatro di un complesso intervento del Soccorso alpino che ha impegnato anche i Vigili del Fuoco volontari di Madonna di Campiglio.

In quell’occasione, il rifugio Brentei gestito dalla famiglia Leonardi, con Michelle e Gabriele in particolare, si è messo a disposizione dei soccorritori. In quella notte di agosto, tempestata da lampi e fulmini, a intervenire sulle Dolomiti di Brenta sono stati per Pinzolo Nicola Binelli, Diego Maffei, Matteo Viviani, Roberto Ermanini, Simone Maestri, Alex Salvadori, mentre per Campiglio invece è intervenuto Mattia Feìdrizzi. A ricevere la targa da Carmelo Genetin sono stati il capistazione Simone Maestri (Pinzolo) e Marco Collini in rappresentanza della stazione di Madonna di Campiglio. Emanuele Cunaccia, comandante dei Vigili del Fuoco Volontari di Campiglio, ha ricevuto la Targa per la sua squadra che, mentre i soccorsi salivano a piedi verso la base del Crozzon di Brenta, ha posizionato una fotocellula a malga Fevri per illuminare la parete dell’intervento.

Simone Maestri ha dedicato il riconoscimento “a tutti gli operatori e soccorritori alpini che tutti i giorni si assumono rischi anche molto importanti. Molte altre situazioni meriterebbero la stessa riconoscenza”.