Vie storiche. I simboli misterici di San Pietro al Monte

Raggiungere la basilica di San Pietro al Monte sopra Civate (Lecco) è una breve ma piacevole scarpinata nei boschi che può rendere particolarmente interessante e piacevole un fine settimana in Lombardia, soprattutto al rifiorire dei colori della primavera o nell’attenuarsi delle sue sfumature leggere o nel volteggiare delle foglie dei faggi e dei castani d’un tiepido autunno, per poi godere della tranquillità serena e della bellezza quieta dell’arte e della natura montana che la circonda.

Ogni volta poi si è sorpresi da nuove piacevoli scoperte che attendono il visitatore incuriosito, mostrandogli aspetti inconsueti o particolari, un po’ nascosti ma che si svelano ad uno sguardo più attento. Dopo aver risalito infatti i gradoni consunti della lunga scalinata per trovarmi nello straordinario emiciclo del pronao che immette nell’antico tempio benedettino, mi ha accolto l’affresco di due pesci guizzanti nell’acqua, dipinti in immagine simmetrica sulle pareti d’ingresso.

I due pesci, un po’ impacciati nelle forme goffe tipiche della pittura romanica, mi hanno parlato del simbolo dell’ictùs, termine che in greco antico significa appunto “pesce”, con cui i primi cristiani, costretti a Roma nella penombra delle catacombe, indicavano con un linguaggio quasi segreto il nome di Cristo. Infatti, utilizzando lettera dopo lettera, sussurravano Iesùs Christòs Zeùs Uiòs Sotér, Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore.

E questo è stato solo il primo di tanti simboli misterici rivelati in molteplici figure di animali, piante, astri ed elementi naturali, quasi nascosti all’interno delle straordinarie narrazioni in affresco o nelle immagini plastiche dei testi dell’Apocalisse, di cui la basilica è custode solitaria da oltre mille anni lassù, su un poggio verdeggiante dell’antico monte Pedale. 

Così, passo passo, ho seguito le tracce di intrecciati alberi della vita, torrenti e fiumi di Paradiso, aquile e agnelli sacrificali, vitelli e persino un maialino e un elefante, mescolati a strane figure di chimere e grifi alati usciti dalla fantasia di bestiari medioevali, con leoni e serpenti insidiosi sotto delicate immagini di soli e arcobaleni luminosi, sostenuti da angeli e cherubini, o una sottile falce di luna che s’allunga timida di fronte alle fauci d’un enorme drago rosso, alato e dalle sette teste incoronate. Sono segni e simboli di patriarchi ed evangelisti, pesche miracolose e oracoli di vita che s’alzano sui pennacchi d’un ciborio ambrosiano o si nascondono a protezione di croci su cui spuntano le tenere gemme di una nuova esistenza nei freschi chiaroscuri d’una cripta nascosta.

Carlo Castagna

Per approfondimenti vedere http://www.viestoriche.net


Il monte Barro e il Resegone da San Pietro al Monte. In apertura uno degli affreschi del bellissimo tempio benedettino che è possibile raggiungere a piedi lungo una comoda mulattiera.

2 thoughts on “Vie storiche. I simboli misterici di San Pietro al Monte

  • 25/09/2020 at 08:23
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    La foto non rappresenta la Basilica di San Pietro al Monte, bensì l’antistante costruzione a pianta centrale (oratorio? battistero?)

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    • 28/09/2020 at 15:44
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      In effetti la foto rappresenta l’Oratorio di San Benedetto, sito ai piedi della scalinata che porta alla Basilica di San Pietro (e Paolo) al Monte sopra Civate. Vedi il sito: amicidisanpietro.it

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